Le citazioni di: Benjamin Franklin

aforismi Benjamin Franklin

Benjamin Franklin è uno scienziato, politico e uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti. Nasce a Boston il 17 gennaio 1706 ed è il quindicesimo di diciassette figli. A causa della modesta condizione familiare, non può terminare gli studi alla Boston Latin School, per questo già all’età di dieci anni inizia a lavorare per il padre.

Due anni più tardi si trasferisce alle dipendenze del fratello, James, che lo inizia all’arte della tipografia. Nel 1723 emigra, in condizioni di assoluta povertà, prima a Filadelfia, dove conosce la sua futura moglie Deborah, poi Londra, con lo scopo di approfondire le tecniche di stampa. Terminata l’esperienza torna a Filadelfia, dove inaugura la sua personale tipografia nel 1726.

Franklin punta sulla diffusione della stampa come mezzo di circolazione del sapere e, grazie ad alcune scelte editoriali di successo, riesce ad acquistare nel 1729 la Pennsylvania Gazette e a renderlo il giornale più venduto nelle 13 colonie nordamericane. Nel frattempo, fonda il primo nucleo della Società Filosofica Americana, e divenuto ormai famoso si prepara al salto nella politica.

Ma non solo, conduce anche numerosi esperimenti scientifici sull’elettricità, fino a comprendere che gli stessi fulmini hanno natura elettrica. Grazie a questa intuizione nel 1752 inventa il primo parafulmine.

Nel 1750, diventa deputato all’assemblea della Pennyslvania, periodo in cui la situazione delle colonie americane è in fermento. Per questo, nel 1754, propone un primo piano di unione delle colonie americane in un governo unificato sottoposto alla Corona britannica. Progetto che viene respinto, ma la discussione sul futuro delle colonie è ormai sul tavolo.

La sua grande maestria in ambito politico gli vale, nel 1757, un ruolo nella diplomazia a Londra, dove cerca di sensibilizzare il governo inglese alle richieste delle colonie. Le tensioni con la madrepatria aumentano e gli inglesi si preparano a introdurre lo Stamp Act, una tassazione che colpisce ogni pubblicazione cartacea.

Franklin è in prima linea per cercare una mediazione tra la Corona britannica e i coloni americani: pur ritenendo la tassa una grave ingiustizia è persuaso che la fedeltà all’Inghilterra sia fondamentale. L’ampiezza delle proteste pubbliche nelle colonie costringono il governo britannico a ritirare il provvedimento dopo appena un anno, e l’intervento di Franklin al Parlamento inglese risulta fondamentale per l’abrogazione della tassa.

Nel 1776 viene inviato dal Congresso come ambasciatore statunitense in Francia e qui la sua azione diplomatica ha successo. Infatti, alcuni Paesi europei come Francia, Spagna e Province Unite decidono di aiutare la causa degli insorti, fatto determinante per l’esito del conflitto.

Poco prima di partire per la sua missione diplomatica in Europa, Franklin contribuisce alla stesura della Dichiarazione d’Indipendenza americana, firmata il 4 luglio 1776 a Filadelfia.

Torna in patria e a 81 anni, nel 1787, partecipa come delegato più anziano alla Convezione costituzionale, l’assemblea incaricata di redigere la carta costituzionale degli Stati Uniti, dove Franklin appone il suo nome su uno dei documenti fondamentali, divenendo l’unico tra i “Padri fondatori” ad aver partecipato alla stesura di tutti i principali trattati che riguardano la nascita degli Stati Uniti.

Negli ultimi anni della sua vita è ormai rispettato e apprezzato come un’autentica celebrità, fino al 17 aprile 1790, quando l’anziano statista muore ad 84 anni nella città di Filadelfia.

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