Le citazioni di: Friedrich Nietzsche

Friedrich Nietzsche

Friedrich Nietzsche, tra i più grandi filosofi e scrittori dell’Ottocento, scrive di morale, religione, scienza e società. La sua opera influenza il pensiero occidentale del XIX e XX secolo e rappresenta una sorta di spartiacque tra il metodo filosofico tradizionale ed un metodo moderno, meno formale e per certi versi più letterario. Nasce a Röcken, nei pressi di Lipsia, il 15 ottobre 1844. Suo padre Karl Ludwig è un pastore, la madre Franzisk Oehlr è a sua volta figlia di un pastore. Nel 1846 vede la luce sua sorella Elisabetta, due anni più tardi nasce il fratellino Joseph. Quest’ultimo muore a soli due anni, pochi mesi dopo la scomparsa del papà.

Cresciuto dalla madre, nel 1850 Friedrich si trasferisce a Naumburg, dove apprende le prime nozioni di greco, latino, religione, ed inizia a suonare il pianoforte. Una borsa di studio gli consente di entrare nella prestigiosa scuola di Pforta. Si tratta di una scuola dalla grande disciplina, che lo educa allo sforzo intellettuale e gli fornisce enormi capacità letterarie di cui si gioverà nella sua produzione filosofica. Nel 1864 si iscrive all’Università di Bonn. Si cimenta dapprima nella teologia, che poi abbandona in favore della filologia. Non inizia mai quella carriera ecclesiastica tanto sperata dalla madre. Nel 1865 è a Lipsia per i suoi studi filologici: incontra qui l’opera di Schopenhauer. Nel 1868 conosce Richard Wagner e l’anno successivo ottiene la cattedra di lingua e letteratura greca presso l’Università di Basilea.

I rapporti con il mondo accademico si complicano a seguito della pubblicazione del suo Nascita della tragedia. Inizia una vita da errabondo, con i primi sintomi della malattia nervosa che cominciano a farsi sentire. Gli anni ottanta dell’Ottocento, seppur complessi per la sua vita privata e la sua salute, sono quelli che ci lasciano le sue opere più conosciute: La gaia scienza (1882), Così parlò Zarathustra (1885), Ecce Homo (1888), La volontà di potenza (1901, pubblicato postumo) rappresentano solo una parte della sua produzione.

Nel 1889 Nietzsche è a Torino, dove lo coglie una prima crisi di follia in pubblico, probabilmente a causa di una mai compiutamente diagnosticata patologia neurologica. Negli ultimi anni di vita perde l’uso delle gambe e anche l’uso della parola. Comunica con difficoltà: i danni neurologici sono probabilmente molto estesi. Passa gli ultimi anni della sua vita a Weimar, dove muore, a seguito di una polmonite, il 25 agosto 1900.

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