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A che ora è meglio iniziare a studiare: alcuni consigli

A che ora è meglio iniziare a studiare: alcuni consigli

Mattina, pomeriggio o sera? Mettersi sui libri e farlo produttivamente può essere più semplice di quanto di pensa. L’importante spesso è essere riposati e cercare di non distrarsi con smartphone e social network

Alessio Abbruzzese

Alessio Abbruzzese

GIORNALISTA

Nato e cresciuto a Roma, mi appassiono fin da piccolissimo al mondo classico e a quello sport, dicotomia che ancora oggi fa inevitabilmente parte della mia vita. Potete leggermi sulle pagine de Il cuoio sul Corriere dello Sport, e online sul sito del Guerin Sportivo. Mi interesso di numerosissime altre cose, ma di quelle di solito non scrivo.

Ormai al giorno d’oggi essere produttivi e cercare di sfruttare al massimo tutto il proprio potenziale risulta fondamentale in molti ambiti, soprattutto quando si parla di studio. Ma come si può ottimizzare tempo e fatica per dare sempre il meglio? I ragazzi di oggi, sempre più distratti e spesso con problemi di deficit dell’attenzione dovuto principalmente alla problematica invasività di smartphone e social nella loro quotidianità, faticano sempre più a trovare la giusta concentrazione ed utilizzare al meglio le ore da dedicare allo studio. Proviamo dunque a vedere come e quando è consigliabile mettersi sui libri, per quanto tempo e con quali modalità. A che ora è meglio iniziare a studiare dunque? Che differenza c’è tra farlo la mattina o la sera? Tanti studenti si pongono queste domande per capire come ottimizzare il proprio tempo e migliorare le proprie prestazioni e i propri risultati. A dire il vero non esiste un vero e proprio vademecum imprescindibile da cui uno studente deve necessariamente partire per capire quando studiare. Ognuno, a seconda delle proprie ambizioni, dei propri impegni e delle proprie necessità può e deve organizzare la propria giornata come meglio crede. Come se non bastasse ogni studente sviluppa un personale metodo di studio, di conseguenza quello che va bene per uno non andrà necessariamente bene per un altro. Premesso questo diverse ricerche scientifiche dimostrano che studiare e concentrarsi in alcune ore può risultare più produttivo che farlo in altre.

Quanto occorre studiare al giorno?

C’è una domanda che bisogna porsi prima ancora di capire quando mettersi sui libri. Questa domanda è “quanto bisogna studiare al giorno”? Come per le domande che ci ponevamo poc’anzi, non c’è una regola generale universalmente buona per tutti. Di solito una giornata di studio, che magari in età adulta viene interrotta o organizzata dovendo tener conto di impegni di lavoro o questioni personali di vario genere, dura più o meno dalle quattro alle sei ore. A volte, soprattutto gli studenti universitari, si rendono protagonisti di vere e proprie “maratone di studio” che possono durare anche otto-nove ore. In tal caso è sempre necessario fermarsi e concedersi delle pause per consentirci di rinfrancarci un poco. È infatti ormai ampiamente dimostrato come una mente esageratamente stanca o stressata riesca a memorizzare molte meno informazioni di una riposata. In ogni caso, un buon compromesso può essere quello di saper scegliere un orario in cui potersi ritagliare un periodo sufficientemente lungo di tempo per studiare, e mantenere un buon ritmo, senza esagerare. Molte persone credono che sia necessario stare sui libri o davanti allo schermo di un computer anche per 8 ore al giorno consecutivamente per poter avere dei risultati soddisfacenti, questo è un falso mito abbondantemente superato secondo le ricerche moderne. Cinque ore di studio al giorno sono più che sufficienti, se sfumate adeguatamente, senza troppe distrazioni e con delle pause mirate che rinfranchino mente e corpo.

Studiare nelle prime ore del mattino

Il mattino ha l’oro in bocca, dice un vecchio adagio. Ovviamente le prime ore della giornata rappresentano sicuramente la parte più produttiva sia per studiare che per lavorare. Svegliarsi presto e dedicare la mattinata allo studio può rivelarsi senza dubbio la scelta più giusta, così da avere anche poi delle ore da dedicare al tempo libero, allo sport, agli hobby, oppure semplicemente al riposo e al recupero delle energie utilizzate durante la mattinata di studio. Non bisogna mai sottovalutare l’importanza del riposo: troppo spesso chi studia si costringe a estenuanti sessioni di studio che si rivelano poco efficaci o addirittura controproducenti. Svagarsi e dedicarsi ad altro oltre ai libri è fondamentale proprio per migliorare l’efficacia del tempo passato effettivamente a studiare. In ogni caso, la mattina è fortemente indicata come orario per mettersi sui libri. Subito dopo aver fatto una buona colazione, magari non esageratamente pesante, diverse ricerche che il nostro cervello è più reattivo. È altresì importante aver riposato bene e a lungo: mettersi a studiare dopo una notte insonne, anche se di buon mattino, è completamente inutile. La nostra mente è riposata e lucida dopo almeno sette ore di sonno, anche se l’ideale sarebbero almeno otto.

Studiare nel pomeriggio

La maggior parte degli studenti preferisce studiare al mattino, e sebbene sia ampiamente dimostrato che siano proprio le prime ore della giornata quelle più indicate per essere più produttivi, sono in molti a preferire le ore pomeridiane per mettersi sui libri. Ovviamente è fortemente consigliato evitare un pranzo particolarmente abbondante, così da non compromettere la concentrazione nelle due ore immediatamente successive al pasto. La soluzione migliore sarebbe pranzare, riposarsi un poco per rinfrancarsi totalmente e mettersi a studiare per qualche ora anche fino al tardo pomeriggio. Così facendo si è più reattivi, si mantiene la concentrazione più a lungo e si può riuscire a studiare d’un fiato fino alle ore serali, anche fino all’ora di cena. Le ore pomeridiane inoltre sono quelle più indicate per sessioni di studio collettive, magari tra colleghi di università, essendo le lezioni in sede principalmente di mattina.

Studiare di sera

Si sa, il mondo è bello perché è vario. Chi non ha mai sentito, a scuola o all’università, di quel compagno o collega che oziava tutto il dì per poi mettersi a studiare di sera, o meglio ancora più tardi, e cimentarsi in quelle leggendarie “nottate di studio”? Ebbene studiare di sera o di notte, nonostante non sia particolarmente ortodosso, non è certo vietato. C’è chi riesce nelle ore notturne a trovare quella pace, quel silenzio e quella concentrazione che magari durante il giorno, per diversi motivi, non riesce ad avere. Sebbene come dicevamo poc’anzi è ampiamente dimostrato scientificamente che la notte sia fatta per riposare, in quei casi in cui non si sia trascorsa una giornata particolarmente faticosa e si abbiano ancora delle energie, si potrebbe anche approfittare delle ore notturne per studiare. Sarebbe più indicato utilizzarle magari per un ripasso, per fermare bene nella memoria dei concetti già affrontati, visto che inevitabilmente il nostro cervello sarà meno reattivo. Anche il fattore climatico non va sottovalutato: nel periodo estivo per esempio, quando arrivano quelle afose e tremende giornate che non lasciano scampo nemmeno nelle ore del tardo pomeriggio, provare a studiare dopo cena, con un po’ di fresco, potrebbe rivelarsi una mossa da prendere in considerazione. Al contrario, in inverno, sarebbe meglio evitare di studiare nelle ore più fredde, a favore delle ore più calde come quelle del primo pomeriggio. Tirando le somme dunque non c’è dubbio alcuno sul fatto che sia la mattina il momento più indicato per dedicarsi con costanza e concentrazione allo studio, sfruttando le ore in cui la nostra mente è più riposata, più attiva e più ricettiva. Anche le ore pomeridiane, magari non subito dopo pranzo, possono essere utili e produttive. La sera e la notte invece, fatta eccezione per sessioni emergenziali di “studio matto e disperatissimo”, possono essere utili per ripassare. L’importante è cercare in ogni caso di non distrarsi, di prendersi seriamente del tempo per concentrarsi e quindi evitare di utilizzare tablet, smartphone e computer, o comunque di utilizzarli per questioni legate allo studio, non per perdere tempo e “scrollare” sui social network.