Uomo zoppo che usa le stampelle Fonte foto: 123RF
Proverbi

Nel paese degli zoppi, zoppicar non è vergogna

Molti detti della saggezza popolare utilizzano i difetti fisici e le disabilità come metafore di comportamenti sbagliati, come anche questo proverbio

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La tradizione popolare non ha particolare riguardo per le diversità. La nostra società è particolarmente evoluta nei confronti delle minoranze e delle disabilità, nonostante ci sia ancora tanta strada da fare per attuare progetti di equità sociale che rendano ogni persona uguale alle altre. In antichità non era così, e i difetti fisici erano spesso metafora di difetti caratteriali o addirittura sinonimo di cattiveria e condotte morali negative. “Nel paese degli zoppi, zoppicar non è vergogna” non fa eccezione, e anche in questo caso la claudicazione non è altro che una metafora per comportamenti sbagliati.

Il significato di questo proverbio

Per quanto sia triste da constatare, è un dato di fatto che anche al giorno d’oggi molte persone con difetti fisici sono oggetto di scherno da parte di compagni di scuola, colleghi e conoscenti. Cattiveria e ignoranza sono alla base di queste discriminazioni, che causano ferite e traumi molto difficili da superare.

Si parla sempre più insistentemente di bullismo, ma sono sempre più i casi di cronaca che hanno come vittime persone con disabilità. In un mondo immaginario in cui tutti gli abitanti hanno problemi di deambulazione, la claudicazione non sarebbe però un motivo di prese in giro e insulti perché “Nel paese degli zoppi, zoppicar non è vergogna”.

Come dicevamo, i nostri avi usavano i difetti fisici come metafora che indicava comportamenti errati. Gli zoppi dei proverbi sono coloro che non riescono a camminare nella diritta via, e quindi compiono azioni o dicono cose sbagliate. Gli errori causano, o dovrebbero causare, vergogna per chi li commette. Tuttavia in un altro mondo immaginario fatto solo di persone che sbagliano, sarebbe molto difficile rendersi conto delle proprie mancanze. Ad esempio chi cresce in mezzo ai ladri, non ritiene che il furto sia un reato o moralmente deplorevole.

Il proverbio “Nel paese degli zoppi, zoppicar non è vergogna”, dunque, significa che chi è nel torto ed è circondato da persone altrettanto nel torto, difficilmente si renderà conto di esserlo, e non farà niente per migliorare o inseguire ciò che è giusto e auspicabile. Questo detto della saggezza popolare può essere inteso anche con un’accezione neutra, e in questo caso può assumere lo stesso significato di “Paese che vai, usanza che trovi“.

Altri proverbi simili a questo

Si diche che “Quando il padrone zoppica, il servo non va diritto” per indicare la forte influenza di un capo sui propri sottoposti, che può portare al disastro se chi comanda non ha buone idee. La saggezza popolare, usando sempre la metafora della disabilità e della claudicazione, ci mette anche in guardia anche dalle cattive compagnie che ci spingono a dare il peggio di noi, con la celeberrima frase secondo cui “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare“.

Significato

Chi sbaglia non si rende conto di essere in errore se è circondato da persone che sbagliano. Per questo non proverà vergogna nel farlo e non cercherà di migliorare o di cercare la verità. Ci sono inoltre luoghi in cui si vive con diverse scale di valori, e in cui ciò che noi riteniamo giusto potrebbere non esserlo.

Origine

Questo detto della saggezza popolare affonda le radici in un periodi storici in cui la claudicazione, e le disabilità in generale, erano viste come sinonimo di corruzione dell'anima. In quelle culture non esisteva il nostro concetto di assistenza, e per questo chi zoppicava spesso era costretto a chiedere l'elemosina o vivere di pretesti, e dunque commettere azioni viste in maniera negativa dagli altri.

Varianti

  • Abruzzo: Nallu paose di li cjuppe, a cjuppichijà nenn'è vrivugne

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