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Martin Heidegger: vita e opere del filosofo

Andrea Bosio

Andrea Bosio

INSEGNANTE DI FILOSOFIA E STORIA

Nato a Genova, è cresciuto a Savona. Si è laureato in Scienze storiche presso l’Università di Genova, occupandosi di storia della comunicazione scientifica e di storia della Chiesa. È dottorando presso la Facoltà valdese di teologia. Per Effatà editrice, ha pubblicato il volume Giovani Minzoni terra incognita.

Oggi andremo alla scoperta della vita e del pensiero di una delle figure più influenti del XX secolo: Martin Heidegger. Nato in una modesta famiglia cattolica in Germania, Heidegger ha cambiato il volto della filosofia moderna con le sue idee innovative ed enigmatiche. Questo intellettuale ha scritto molto ed è noto per il suo capolavoro “Essere e Tempo“, restando sempre una figura di riferimento nonostante le controversie legate alla sua affiliazione con il nazismo.

Nel corso di questo articolo, esploreremo i momenti chiave della vita di Heidegger, il suo importante contributo alla filosofia con “Essere e Tempo", il suo periodo di isolamento volontario nella Foresta Nera e la sua visione generale della filosofia.

Prepariamoci, quindi, ad immergerci nel mondo di Martin Heidegger: un universo di questioni esistenziali, di indagini sulla natura dell’essere e del tempo, e di riflessioni critiche sulla modernità e la tecnologia.

La vita di Martin Heidegger

Figura centrale del pensiero filosofico del XX secolo, Martin Heidegger nasce nel 1889 in Germania, in una famiglia cattolica di modeste condizioni. Inizia i suoi studi in teologia, ma si sposta ben presto verso la filosofia, attratto dalla possibilità di esplorare i problemi fondamentali dell’esistenza. Divenuto professore universitario e si impegna a fondare una filosofia basata sul significato dell’essere, rivoluzionando il modo di pensare la realtà.

La vita di Heidegger è segnata non solo dal profondo impegno intellettuale, ma anche da controversie legate al suo coinvolgimento con il nazismo. Inizialmente, infatti, aveva aderito al nazismo, sebbene si dimise successivamente in quanto il governo di Hitler gli aveva richiesto di rimuovere dall’insegnamento due suoi colleghi che erano contrati al regime nazista.

Nonostante le sue scelte politiche siano state oggetto di ampi dibattiti, la sua influenza sulla filosofia e sulla letteratura rimane incontestabile. Muore nel 1976, lasciando dietro di sé un corpus di lavoro immenso e influente.

La sua adesione iniziale al nazismo, infatti, fu ben presto revocata: voleva porsi come guida culturale del nazionalsocialismo, ma le sue richieste non furono mai ascoltate ed è in quel momento che si è ritirato in isolamento nella sua residenza nella Foresta Nera.

“Essere e tempo" di Martin Heidegger

Il capolavoro di Heidegger, “Essere e Tempo“, pubblicato nel 1927, segna un punto di svolta nella storia della filosofia. L’opera, intrisa di termini tecnici e complessi, è un’indagine radicale sull’essere, inteso come presenza, come esistenza. Heidegger si chiede cosa significhi “essere" e come l’essere umano si rapporti con questo essere.

Nell’opera, Heidegger propone il concetto di “autenticità", ovvero la capacità dell’individuo di affrontare e accettare la propria mortalità e finitezza. La comprensione di sé nel tempo e nel proprio essere-towards-death è un passo cruciale verso l’autenticità.

Sostiene che tanti abbiano parlato dell’essere, ma in realtà la domanda da porsi è proprio cos’è questo essere, cioè l’uomo. Nella sua opera sostiene che ogni uomo abbia una propria temporalità in quanto la sua esistenza è finita.

Identifica il concetto di esser-ci, il Da-sein, perché riconosce ad ogni uomo di essere privilegiato in quanto può chiedersi e interrogarsi sul motivo stesso del proprio essere. La possibilità di interrogarsi sull’essere è un modo di essere proprio dell’esistenza stessa. Questo esser-ci ha un carattere pratico ed è proiettato nel futuro, ha un carattere aperto perché l’uomo si rapporta al mondo.

La prima vera apertura di questo esser-ci è legata al prendersi cura delle cose che ci stanno intorno.

L’isolamento volontario di Martin Heidegger nella Foresta Nera

In un certo periodo della sua vita, Heidegger sceglie di isolarsi volontariamente nella Foresta Nera, una regione montuosa della Germania. Questa scelta riflette il suo desiderio di distanza dal trambusto della vita accademica e dalla complessità del mondo moderno. Nel silenzio della natura, Heidegger trova l’ambiente ideale per riflettere sui temi che più lo appassionano: l’essere, il tempo, la mortalità.

La sua “capanna" nella Foresta Nera diventa un luogo simbolico, un rifugio dove può dedicarsi alla contemplazione e alla scrittura. Questo periodo di isolamento ha un impatto significativo sul suo pensiero, alimentando la sua critica della tecnologia e del suo impatto sulla nostra comprensione dell’essere.

La filosofia di Martin Heidegger

La filosofia di Heidegger si distingue per la sua concentrazione sull’essere e sul tempo. Nel suo pensiero, l’essere non è una nozione astratta, ma qualcosa che si rivela nel quotidiano, nell’esperienza vissuta. Il suo approccio fenomenologico esamina l’esperienza umana nella sua interezza, cercando di capire come le persone interpretano e danno senso al mondo.

Un altro tema centrale nel pensiero di Heidegger è la critica della modernità e della tecnologia. Secondo Heidegger, la tecnologia trasforma il nostro rapporto con l’essere, rendendoci incapaci di apprezzare l’autenticità dell’esistenza. In questo contesto, la filosofia ha il compito di rivelare nuovi modi di pensare e di essere, al di là delle limitazioni della tecnologia e della scienza moderna.

Mappa mentale su Martin Heidegger

Per stampare la mappa sulla filosofia di Martin Heidegger, scarica il pdf in bianco e nero qui:

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