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L'amore di Petrarca per Laura

Francesca Mondani

Francesca Mondani

DOCENTE DI INGLESE E ITALIANO L2

Specializzata in pedagogia e didattica dell’italiano e dell’inglese, insegno ad adolescenti e adulti nella scuola secondaria di secondo grado. Mi occupo inoltre di traduzioni, SEO Onsite e contenuti per il web. Amo i saggi storici, la cucina e la mia Honda CBF500. Non ho il dono della sintesi.

Francesco Petrarca, figura centrale del Rinascimento italiano, ha dedicato gran parte della sua produzione poetica all’amore per Laura, una donna idealizzata che ha ispirato numerose sue opere. Questo amore, profondo e tormentato, rappresenta un tema cardine nella letteratura italiana, riflettendo il conflitto interiore tra passione terrena e aspirazione spirituale.

L’incontro tra Laura e Petrarca

L’incontro tra Petrarca e Laura avviene il 6 aprile 1327, nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone. Il poeta descrive questo momento nel sonetto III del “Canzoniere“, evidenziando come la visione di Laura abbia immediatamente catturato il suo cuore, senza possibilità di difesa:

“Era il giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, donna, mi legaro."

Da quel momento, l’amore per Laura diventa il fulcro della vita e della poesia di Petrarca. Nonostante l’intensità dei suoi sentimenti, l’amore rimane non corrisposto, poiché Laura, donna di grande virtù, è già sposata. Questo sentimento inappagato genera nel poeta una profonda tensione interiore, oscillando tra il desiderio terreno e l’aspirazione a una purezza spirituale.

La relazione platonica tra Petrarca e Laura si sviluppa attraverso sguardi fugaci e incontri occasionali, senza mai concretizzarsi in un legame fisico. La morte di Laura, avvenuta il 6 aprile 1348 a causa della peste, segna una svolta nella produzione poetica di Petrarca. Le “Rime in vita di Laura" lasciano spazio alle “Rime in morte di Laura", dove il poeta esprime il suo dolore per la perdita, ma anche una crescente consapevolezza della vanità delle passioni terrene e un rinnovato desiderio di elevazione spirituale.

L’amore per Laura nelle opere di Petrarca

Francesco Petrarca compone le sue opere dedicate a Laura in un periodo storico caratterizzato dalla transizione tra Medioevo e Rinascimento. Nato nel 1304, Petrarca vive in un’epoca di profondi cambiamenti culturali e sociali, segnati da una riscoperta dei classici latini e da un rinnovato interesse per l’individuo e la sua interiorità.

L’amore per Laura è al centro del “Canzoniere“, o “Rerum vulgarium fragmenta", una raccolta di 366 componimenti in volgare, principalmente sonetti, che Petrarca inizia a comporre intorno al 1336 e continua a rivedere fino alla sua morte nel 1374. Il “Canzoniere" è suddiviso in due parti: le “Rime in vita di Laura" e le “Rime in morte di Laura", riflettendo rispettivamente il periodo antecedente e successivo alla scomparsa dell’amata.

Il significato dell’opera va oltre la semplice celebrazione di un amore non corrisposto. Laura diventa simbolo della bellezza ideale e della perfezione morale, ma anche della fugacità delle passioni terrene. Petrarca utilizza l’amore per Laura come metafora del conflitto interiore tra il desiderio sensuale e l’aspirazione alla virtù, rappresentando il dissidio tra l’attaccamento ai beni mondani e la ricerca di una dimensione spirituale più elevata.

Questo dualismo è evidente anche nel “Secretum“, un dialogo immaginario tra Petrarca e Sant’Agostino, in cui il poeta riflette sulle sue debolezze e sulla vanità delle ambizioni terrene. Sant’Agostino critica l’amore di Petrarca per Laura, definendolo un attaccamento a una creatura mortale che distoglie l’animo dalla ricerca del vero bene e della virtù. Petrarca, pur riconoscendo la caducità dell’amore terreno, non rinnega i suoi sentimenti, evidenziando la complessità del suo conflitto interiore.

Il messaggio dell’opera è dunque universale: attraverso l’esperienza personale dell’amore per Laura, Petrarca esplora temi come la tensione tra desiderio e virtù, la fugacità della bellezza e della vita, e la ricerca di un equilibrio tra le aspirazioni terrene e spirituali. Questa introspezione profonda e la capacità di analizzare i propri sentimenti rendono il “Canzoniere" un capolavoro della letteratura mondiale, influenzando profondamente la poesia lirica dei secoli successivi.

L’evoluzione dell’amore nel “Canzoniere"

Nel corso del “Canzoniere", si nota un’evoluzione significativa nell’atteggiamento di Petrarca verso l’amore per Laura. Nelle “Rime in vita di Laura", l’amore è spesso descritto come una forza travolgente e tormentosa, che avvicina il poeta ai piaceri terreni ma lo allontana dalla virtù. Dopo la morte di Laura, tuttavia, si sviluppa una nuova consapevolezza. Il poeta inizia a vedere l’amore non solo come una fonte di dolore, ma anche come un’opportunità di elevazione spirituale, in cui Laura diventa una guida verso il bene supremo e l’eternità.

Questo cambiamento si riflette anche nello stile delle poesie. Mentre le “Rime in vita" sono più sensuali e legate alla descrizione della bellezza fisica di Laura, le “Rime in morte" assumono un tono più contemplativo, con frequenti riferimenti religiosi e riflessioni sulla caducità della vita umana.

L’opera di Petrarca dedicata a Laura ha avuto un’influenza immensa sulla letteratura occidentale, diventando un modello per la poesia lirica nei secoli successivi. Il “Canzoniere" è stato fonte di ispirazione per poeti come Dante Gabriel Rossetti, Ugo Foscolo e persino autori moderni, che hanno ripreso il tema del conflitto interiore tra desiderio e virtù.

Inoltre, il modo in cui Petrarca esplora i sentimenti e l’interiorità dell’individuo anticipa il concetto di “umanesimo", ponendo l’uomo al centro del discorso artistico e filosofico. Questa attenzione all’introspezione e alla complessità delle emozioni è uno degli aspetti che rendono l’opera di Petrarca sempre attuale e universale.

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