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1° maggio, perché è la Festa dei lavoratori è in questa data

Una giornata storica, in cui ricordare l’impegno dei movimenti sindacali e gli obiettivi sociale ed economici raggiunti dopo lunghe battaglie

Marco Netri

Marco Netri

GIORNALISTA E IMPRENDITORE

Ho iniziato a scrivere da giovanissimo e ne ho fatto il mio lavoro. Dopo la laurea in Scienze Politiche e il Master in Giornalismo conseguiti alla Luiss, ho associato la passione per la scrittura a quello per lo studio dedicandomi per anni al lavoro di ricercatore. Oggi sono imprenditore di me stesso.

Con il 1° maggio si celebra una data, pressoché universalmente riconosciuta, dal grande significato e con una storia di lotte, che affonda le proprie radici nel passato. La Festa dei lavoratori che si festeggia ogni anno nasce con l’intento di ricordare l’impegno dei movimenti sindacali e gli obiettivi sociali ed economici raggiunti dai lavoratori dopo lunghe battaglie.

Storia

La scelta del primo giorno di maggio tra le sue origini da un drammatico episodio accaduto a Chicago, negli Stati Uniti, nel 1886, la rivolta di Haymarket. Nella città dell’Illinois il clima è rovente ormai da settimane, i lavoratori sono ai ferri corti con il Knights of Labour, una sorta di sindacato che divide la scena sociale l’American Federation, accusato di non avere ancora fatto nulla di concreto per realizzare le loro istanze, in particolare quelle riguardanti la riduzione della giornata lavorativa, e scavalcato con l’organizzazione di una grande manifestazione.

Otto ore a lavoro; otto ore per riposare; otto ore per tutto il resto“. Questo lo slogan scandito da circa 200mila lavoratori statunitensi il primo maggio 1886, quando iniziano uno sciopero in tutte le fabbriche della città dell’Illinois. Chiedono che i loro datori di lavoro concedano finalmente una giornata lavorativa di otto ore, e reclamano che la loro categoria venga inclusa nell’Ingersoll Act, firmato dal presidente Andrew Johnson nel 1868 e che stabiliva un turno di otto ore per tutti i dipendenti degli uffici federali e dei lavoratori pubblici, escludendo gli operai dell’industria, i cui turni superavano le massacranti undici ore, arrivando in alcuni casi addirittura a sedici.

Le mobilitazioni proseguono anche nei giorni successivi e vengono violentemente disperse dalla polizia. In particolare il 3 maggio scoppiano scontri cruenti tra i manifestanti e i “crumiri” dell’azienda di macchine agricole McCormick, che non hanno aderito allo sciopero, sedati nel sangue dalle forze dell’ordine.

L’episodio innesca una specie di chiamata “alle armi” tramite 25mila volantini che danno appuntamento per il giorno dopo ad Haymarket Square:

Rispondiamo al terrore bianco con il terrore rosso. Ieri le donne e i figli dei poveri piangevano i loro mariti e padri fucilati, mentre nei palazzi dei ricchi si bevevano bicchieri di vino costoso e si brindava alla salute dei banditi dell’ordine … Asciugatevi le lacrime, voi che soffrite! Abbiate coraggio, schiavi! Alzatevi!”.

La manifestazione inizia alle 19.30 e si svolge senza disordini fino a quando il sindaco Carter Harrison, che l’ha autorizzata, resta in piazza per garantire la sicurezza. Alle 22.30, quando Samuel Fielden, un pastore metodista socialista, anarchico e laburista, ha appena concluso il suo discorso, la polizia si avvicina con l’obiettivo di disperdere la folla, dalla quale una mano ignota lancia una bomba contro gli agenti, uccidendone uno sul colpo. Scoppia l’inferno e gli ufficiali aprono il fuoco indiscriminatamente, è una strage: 38 lavoratori uccisi e 115 feriti, 7 morti anche tra le forze dell’ordine, vittime del fuoco amico.

Anziché indignare l’opinione pubblica, l’episodio scatena una vera e propria caccia alle streghe contro il movimento operaio americano, con centinaia di arresti fra i lavoratori, messi alla berlina anche dalla stampa che definisce gli scioperanti “truffatori e malfattori” e “folli” le loro rivendicazioni.

I leader della manifestazione vengono rapidamente arrestati e otto di loro vengono sottoposti a un discutibile processo giudiziario, che si conclude con tre condanne all’ergastolo e ben cinque a morte. La notizia della sentenza fa il giro del mondo e, per tutti i movimenti operai, i condannati diventano i “Martiri di Haymarket”. In punto di morte, uno di loro, August Spies, pronuncerà queste parole: “Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che strangolate oggi“.

Il giorno dell’esecuzione, l’11 novembre 1887, un fiume di 25mila persone attraversa le strade di Chicago per rendere loro omaggio. Solamente alcuni anni dopo, un nuovo processo ripristinerà la verità, dimostrando il complotto alla base del primo giudizio. Nel 1889 il Congresso socialista del lavoro della Seconda Internazionale dichiara il primo maggio “Giornata internazionale dei lavoratori” in memoria dei “martiri di Haymarket”. Due anni dopo sarà introdotta anche in Italia, ma nel 1923 abolita dal Fascismo, che farà coincidere la festa dei lavoratori con il 21 aprile, Natale di Roma, per tornare definitivamente dal 1947.

Significato

Nata per ricordare il massacro di Haymarket e pretendere la riduzione a otto ore della giornata lavorativa, la festa del primo maggio è in realtà diventata l’occasione per difendere i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici tout court e negli ultimi anni è assurta anche a giornata simbolo di molte altre rivendicazioni sociali.

Celebrato in diversi paesi del mondo, per ricordare tutte le lotte per i diritti dei lavoratori, il primo maggio è un giorno di festa nazionale a Cuba come in Russia e in Cina, ma anche in Messico, Brasile, Turchia e nei Paesi dell’Ue. Paradossalmente, invece, non lo è negli Stati Uniti, dove tutto a preso origine.