Le citazioni di: Corrado Alvaro

Lo scrittore Corrado Alvaro

Corrado Alvaro nasce a San Luca, paesino in provincia di Reggio Calabria, ai piedi del versante ionico dell’Aspromonte, il 15 aprile 1895. È il primogenito di sei figli. La madre proviene da una famiglia borghese mentre il padre è maestro elementare, molto attivo nel paese, tanto d fondare una scuola serale per pastori ed agricoltori analfabeti. L’infanzia del piccolo Corrado è felice, e dopo aver terminato le scuole elementari frequenta il collegio gesuitico di Villa Mondragone, a Frascati.

Dopo qualche anno Alvaro viene cacciato dal collegio: viene sorpreso nella lettura di opere “proibite” (D’Annunzio e l’Inno a Satana di Carducci). Termina gli studi liceali a Catanzaro nel 1913 e due anni dopo arriva la chiamata alle armi. Sul fronte viene ferito, nei pressi di San Michele del Carso. Dopo il congedo è a Roma dove inizia a collaborare con Il Resto del Carlino; nel 1919 è invece a Milano, dove consegue la laurea in lettere ed inizia a lavorare presso il Corriere della Sera.

Nel 1925 firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti. Continua l’attività giornalistica, collaborando anche con La Stampa. Il 1930 è un anno cruciale per Corrado Alvaro: pubblica la sua opera più importante Gente in Aspromonte, una raccolta di racconti in cui emerge con forza la drammatica situazione del sud in quegli anni. L’attenzione a queste tematiche fanno di Corrado uno dei principali interpreti della narrativa meridionalistica.

Di impronta più metropolitana ed europea è L’uomo è forte, del 1938. Sempre nel 1930 riceve il premio letterario de La Stampa per il suo romanzo Vent’anni, ambientato negli anni della Grande Guerra. Alla fine degli anni Trenta Corrado inizia a lavorare anche per il teatro e per il cinema, come sceneggiatore e soggettista. Nel 1943 assume la direzione de Il Popolo di Roma, giornale con il quale aveva già collaborato. Nel gennaio del 1945 è tra i fondatori del Sindacato degli scrittori, di cui è segretario fino al giorno della sua morte. Nello stesso anno guida, seppur per pochi mesi, il Giornale Radio della Rai.

Assume la direzione de Il Risorgimento, giornale di proprietà di Achille Lauro. Le divergenze politiche con il proprietario lo portano ad abbandonare presto il giornale. Nel 1954 subisce una delicata operazione a seguito di un tumore addominale: la malattia si propaga anche ai polmoni e Corrado Alvaro muore l’11 giugno 1956, a Roma.

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