Le citazioni di: Immanuel Kant

Immanuel Kant, uno dei più importanti filosofi al mondo

Immanuel Kant è un filosofo tedesco, considerato uno dei più importanti studiosi del pensiero occidentale. Nasce a Königsberg il 22 aprile del 1724. Dal 1732 al 1740 studia al Collegium Fridericianum diretto in quel periodo da uno degli esponenti più autorevoli del pietismo, Franz Albert Schulz.

Iscritto all’università della sua città natale, frequenta i corsi di filosofia, matematica e fisica, sotto la guida di Martin Knutzen. Proprio quest’ultimo mette a disposizione dello studente la sua biblioteca e lo introduce ai due pensatori più influenti nel mondo accademico: Isaac Newton e il filosofo Christian Wolff.

Nel 1949 viene pubblicato il primo scritto di Kant sulle forze vive Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive e critica delle dimostrazioni delle quali il Signor Leibniz ed altri studiosi di Meccanica si sono avvalsi in questa controversia, insieme ad alcune considerazioni preliminari riguardanti la forza dei corpi in generale.

Questo è il primo testo che contiene la speculazione kantiana, in cui è affrontato il duplice tema della natura e della misura della forza, e della sua conservazione nelle variazioni fisiche dell’Universo. Nel 1755, dopo la laurea. l’ipotesi cosmologica della nebulosa solare primitiva, esposta nel 1755 nella Storia universale della natura e teoria del cielo, ha molta fortuna e dà fama a Immanuel anche nel campo dell’astronomia.

Nel 1970 pubblica la dissertazione De mundi sensibilis atque intellegibilis forma et principiis, testo grazie al quale riesce a ottenere la cattedra di metafisica e logica. Dallo stesso anno inizia a lavorare al progetto che si concluderà nel 1781 con la pubblicazione della Critica della Ragion pura. L’idea iniziale del filosofo è realizzare un’unica opera dal titolo I limiti della sensibilità e della ragione, ma alla fine Kant decide di dividere il tutto nelle tre critiche: Critica della ragion pura, Critica della ragion pratica e Critica del giudizio.

Con questa e le sue altre opere, Kant compie in filosofia quella che lui stesso definisce come “rivoluzione copernicana”, volta a superare quella che per Kant era la precedente metafisica dogmatica, determinando le condizioni e i limiti delle capacità conoscitive dell’uomo nell’ambito teoretico, pratico ed estetico. La Critica della ragion pura contiene un’analisi della tradizione metafisica aristotelico-tomistica e una contro-argomentazione delle famose Cinque Vie di san Tommaso d’Aquino: la ragione che pretende di parlare dell’incondizionato (Dio), cade in contraddizione.

La vita di Kant è dedicata interamente alle attività intellettuali, a cui fa da cornice uno stile di vita regolare e abitudinario. L’unica eccezione è la risposta che dà al governo prussiano a seguito della censura subita nel 1794 dalla seconda edizione dell’opera Religione entro i limiti della semplice ragione. Dovendo accettare l’intervento, il filosofo replica: “se tutto ciò che viene detto deve essere vero, non è dato con questo anche il dovere di proclamarlo apertamente”.

Kant, nel corso della sua vita non ha mai voluto abbandonare la sua città natale e qui muore il 12 febbraio del 1804. Sulla sua tomba si legge un epitaffio che è l’explicit della Critica della ragion pratica: “il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”.