Monete nelle mani di un mendicante Fonte foto: 123RF
Proverbi

Il quattrino fa ballare il cieco

Il denaro è il protagonista assoluto di tanti proverbi della tradizione popolare, alcune volte in maniera positiva e altre volte decisamente negativa

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Come tanti detti della saggezza popolare, anche questo proverbio utilizza la disabilità come metafora. A differenza di altri in cui la cecità o la claudicazione hanno accezioni negative e sono sintomi di malvagità o condotte non etiche, in questo caso non c’è nessuna valutazione morale nella figura del cieco. Il significato de “Il quattrino fa ballare il cieco” è infatti relativo principalmente al denaro. In varianti diffuse in tutta Italia, infatti, cambiano sia l’azione che chi la compie, mentre l’inizio di questa frase rimane invariato.

Il significato del proverbio

“Il quattrino fa ballare il cieco” vuol dire che il potere del denaro può tutto, anche far ballare un cieco. Per soldi, insomma, tutti sono disposti a tutto. In particolare le persone in difficoltà. Il proverbio si riferisce infatti alla figura del mendicante, spesso un invalido o una persona che sifinge tale per chiedere l’elemosina. Il suono delle monete nella famosa tazza di latta spingerà la persona a esibirsi per ringraziare il proprio benefattore, anche se le sue condizioni non dovrebbero permettergli di farlo.

Se il quattrino riesce anche a far alzare uno zoppo o un cieco per farlo ballare, dunque, i soldi possono comprare ogni persona e ogni cosa. Ma il proverbio significa anche il contrario. E cioè che senza soldi non è possibile fare alcunché. Come molti altri detti della saggezza popolare, infatti, anche questo sottolinea l’importanza del denaro nella nostra società, che avvantaggia i più ricchi a discapito dei più poveri, e che offre più occasioni a chi nasce in famiglie con un alto tenore di vita.

Altri proverbi simili

Bisogna anzittutto sottolineare che esistono diverse varianti di questo proverbio. Ad esempio “Il quattrino fa cantare il cieco“, che ha lo stesso significato. In tutta Italia sono diffusi altri detti simili, che spiegano l’importanza del denaro e il suo potere. Uno recita, ad esempio che “A Roma, Dio non è trino, ma è quattrino“, per evidenziare come nella Urbe, proverbiale centro del mondo e simbolo di ogni città, la fede venga riposta principalmente nel portafoglio piuttosto che essere praticata nelle chiese.

Non sono solo i mendicanti a non cantare se non vengono dati loro degli spiccioli. Addirittura “Senza denari non si canta messa“. Ma attenzione. Sempre dalla saggezza popolare arriva un avvertimento. Quello secondo cui “I soldi non danno la felicità“. Se la moneta realizzare ongi cosa e fa girare il mondo, infatti, non necessariamente ci rende più soddisfatti.

Significato

Con i soldi si può ottenere tutto. Il mendicante cieco che sente il suono delle monete offerte dai passanti, si metterà a ballare (o a cantare, in base alla versione di questo proverbio). Così un lavoratore farà ogni azione in cambio di denaro. Tanto più una persona è disperata, tanto più sarà propensa a fare qualcosa sotto compenso.

Origine

Questo proverbio si sarebbe originato in Toscana nel Medioevo, per poi diffondersi in tutta Italia. Si riferisce a tempi antichi in cui non esisteva la previdenza sociale, e le persone con disabilità erano spesso costrette a mendicare ed esibirsi in strada e nelle piazze per cercare di sopravvivere.

Varianti

  • Italia: Il quattrino fa cantare il cieco
  • Italia: Senza denari non si canta messa