Zerocalcare è un artista dal talento indiscutibile e innato, capace di esprimersi in contesti e forme sempre diverse, a volte perfino sorprendenti. Il suo è un nome che a lungo tutti hanno pronunciato, soprattutto dopo il successo della serie animata, prodotta e trasmessa dal colosso dello streaming Netflix: Strappare lungo i bordi. Michele Rech da Rebibbia, Roma – in arte Zerocalcare – è però da tempo un riferimento del fumetto italiano, con oltre un milione di copie vendute e uno straordinario seguito online.
È autore, ad esempio, di un murale di 40 m realizzato nei pressi della metropolitana di Rebibbia ma è anche sceneggiatore del film ispirato al suo fumetto, La profezia dell’armadillo. Non si contano poi le collaborazioni con riviste e quotidiani nazionali: da Liberazione a Repubblica XL, da Carta al settimanale Internazionale. Il nome d’arte "Zerocalcare" non ha un significato preciso: lui stesso racconta di aver scelto quel nickname per caso, in occasione di un dibattito online, semplicemente "ispirato" dallo spot di un prodotto anticalcare passato poco prima dell’evento. Il suo alter ego nei fumetti è Zero, un personaggio accompagnato da un curioso armadillo con sembianze umane che sta lì, ad ogni pagina, a rappresentare la sua coscienza, quasi fosse una guida spirituale, la compagna di una vita.
La profezia dell’armadillo
Da La profezia dell’armadillo, primo vero fumetto lungo di Zerocalcare, sono passati ormai dieci anni. Quest’opera è definita da molti una pietra miliare del romanzo grafico moderno. È proprio qui che compaiono per la prima volta temi e personaggi ricorrenti nel lavoro dell’artista romano. Il racconto dell’amicizia tra Zero e Camille dà un senso complessivo e profondo a storie di rimpianti, idiosincrasie e amori mai sbocciati. La scrittura è brillante perché coinvolge, diverte, stordisce e commuove insieme.
Macerie prime
Macerie prime è considerata invece l’opera della maturità di Zerocalcare, quella in cui si testimonia il cambiamento senza cedere alla retorica. Vi si ritrova comunque il solito sconfinato umorismo dell’autore e una malinconia profonda capace di generare domande e riflessioni mai banali.

Macerie prime
Pubblicato in due volumi a distanza di pochi mesi, tra il 2017 e il 2018, Macerie prime presenta un panorama profondamente diverso rispetto al lavoro d’esordio. Gli amici storici di Zero sono infatti cresciuti: si offrono al lettore appesantiti dalle responsabilità, feriti dai sogni infranti, intrappolati dal quotidiano e minacciati dal futuro. Il loro tentativo di mettere in piedi un progetto per cercare una qualche stabilità anima l’intera storia.
Kobane Calling
Kobane Calling è il libro di Zerocalcare con cui esce dal suo mondo, si allontana da Roma e dalle storie che gli sono familiari per raggiungere il confine tra Siria e Turchia, a poca distanza dalla città assediata di Kobane e dagli scontri cruenti che il popolo curdo sostiene con lo Stato Islamico per la sopravvivenza.

Kobane calling
Kobane Calling è un reportage a fumetti da cui viene fuori lo sguardo comunque sempre lucido e disincantato del suo autore. È sorprendente la delicatezza con la quale Zerocalcare riesce a trattare temi tanto complessi, con implicazioni così tragiche, come la guerra. Arte, giornalismo, narrazione di qualità, una profonda umanità: c’è tutto in questo lavoro.
Scheletri
In Scheletri – opera del 2020 – l’atmosfera cambia radicalmente. Ci si ritrova quasi in un thriller in cui tutto inizia con Zero – diciottenne che si finge studente universitario modello per compiacere sua madre – che incontra Arloc, sedicenne street writer, sulla metro di Roma. Da qui una storia di violenza, droga, bugie e ombre tutta da leggere.
Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia
Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia è una raccolta di racconti sempre brillanti su temi di straordinaria attualità – dalla cancel culture alla condizione dei carcerati durante la pandemia, fino alla sanità territoriale tanto rivalutata nei giorni più duri del Covid – e digressioni più intime sul periodo trascorso a preparare la sua prima serie animata poi trasmessa da Netflix.
Quando muori resta a me
Quando muori resta a me è forse l’opera più intima e stratificata di Zerocalcare, un vero e proprio viaggio alle radici della sua famiglia che lo costringe a guardarsi allo specchio senza fare sconti. La trama si sviluppa attorno a una trasferta in un paesino delle Dolomiti con suo padre, il mitico "Genitore 2", un’occasione mancata per comunicare su temi significativi. Il silenzio tra padre e figlio, però, nasconde un mistero profondo: l’odio della comunità locale per la sua famiglia, le cui radici affondano persino prima della Grande Guerra. Questo filone storico si intreccia al ricordo più enigmatico dell’autore: "Il giorno di Merman". Tra non detti e vecchi segreti, il fumetto celebra l’amore incrollabile e silenziosamente coraggioso di un padre per il figlio, un sentimento che attraversa alcune delle pagine più buie della Storia d’Italia.
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