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Disgrafia e disortografia: differenze e caratteristiche

Maria Taverna

Maria Taverna

PSICOLOGA CLINICA E DINAMICA

Psicologa clinica e dinamica, esperta nell'uso di tecniche cognitivo-comportamentali e profonda conoscitrice dei processi di comunicazione efficace. La sua esperienza pluridecennale nel campo delle disabilità le ha permesso di sviluppare una predisposizione all'individuazione e al trattamento degli stati di burnout, ansia e difficoltà nelle relazioni. Lo sviluppo ed il potenziamento delle sfere più personali dell'io individuale, attraverso il superamento di stati di blocco o difficoltà emotive, costituisce il nucleo centrale dei suoi trattamenti, che siano individuali, di coppia o di gruppo.

Nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), si parla spesso di difficoltà legate alla scrittura. Due termini che possono generare confusione sono disgrafia e disortografia. Sebbene entrambe riguardino il processo di scrittura, si riferiscono a difficoltà di natura molto diversa. Comprendere la differenza tra disgrafia e disortografia è fondamentale per riconoscere i segnali corretti, intervenire in modo adeguato e supportare lo studente nel modo più efficace possibile.

Cosa sono la disgrafia e la disortografia

Sia la disgrafia che la disortografia fanno parte dei DSA riconosciuti dalla Legge 170/2010. Tuttavia, si manifestano con caratteristiche molto diverse, perché colpiscono due aspetti distinti della scrittura: la componente motoria (disgrafia) e quella linguistica (disortografia).

Vediamo nel dettaglio cosa comporta ciascuna condizione.

La disgrafia: cos’è e come si manifesta

La disgrafia è un disturbo che riguarda l’abilità motoria della scrittura. Chi è disgrafico ha difficoltà a controllare il gesto grafico, ovvero l’atto fisico dello scrivere a mano. Non è un problema di ortografia o grammatica, ma di forma, fluidità e precisione del tratto.

I segnali più comuni della disgrafia includono:

  • Grafia poco leggibile, spesso irregolare, disordinata o molto lenta.
  • Difficoltà a mantenere la linea o lo spazio tra lettere e parole.
  • Tensione muscolare durante la scrittura, che può causare affaticamento o dolore alla mano.
  • Scrittura tremolante o eccessivamente inclinata.
  • Fatica nel copiare dalla lavagna o da altri testi, con perdita della riga o salti di parole.

La disgrafia non influisce sulla capacità di comporre frasi corrette dal punto di vista grammaticale o ortografico, ma può rendere la produzione scritta così faticosa da ostacolare l’apprendimento scolastico.

La disortografia: cos’è e come si manifesta

La disortografia è un disturbo che coinvolge l’aspetto linguistico della scrittura. In altre parole, riguarda la capacità di applicare correttamente le regole ortografiche della lingua. Chi è disortografico commette numerosi errori quando scrive, non per disattenzione o ignoranza delle regole, ma perché ha difficoltà a codificare correttamente i suoni e a trascriverli.

Gli errori tipici della disortografia comprendono:

  • Omissioni o aggiunte di lettere o sillabe (es. “televisore” → “telvisore”).
  • Inversioni di lettere (es. “il” → “li”, “pre” → “per”).
  • Sostituzioni di lettere con suoni simili (es. “fato” → “vato”, “gatto” → “catto”).
  • Scambio tra suoni duri e dolci (es. “cuore” → “quore”).
  • Errori di uso dell’h, accenti, doppie e apostrofi, anche su parole note.

Questi errori non sono casuali né dovuti a trascuratezza, ma derivano da una difficoltà nel collegare i suoni (fonemi) alle lettere (grafemi), una capacità che normalmente si automatizza nei primi anni della scuola primaria.

Le principali differenze tra disgrafia e disortografia

Anche se entrambe riguardano la scrittura, la disgrafia e la disortografia si distinguono per natura, origine e manifestazioni. Riassumiamo le differenze più rilevanti per comprenderle con chiarezza:

  • Disgrafia = difficoltà nel gesto motorio della scrittura. Il problema è nel “come si scrive”.
  • Disortografia = difficoltà nella correttezza linguistica della scrittura. Il problema è nel “cosa si scrive”.
  • Disgrafia = grafia illeggibile, irregolare, discontinua, con fatica fisica.
  • Disortografia = errori ortografici persistenti, nonostante lo studio e la correzione.
  • Disgrafia = interessa la motricità fine e la coordinazione occhio-mano.
  • Disortografia = interessa la decodifica fonologica, la memoria uditiva e le regole ortografiche.

In alcuni casi, le due condizioni possono coesistere nello stesso studente, rendendo ancora più complesso il processo di scrittura e studio.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi di disgrafia o disortografia viene effettuata da una equipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile, psicologo dell’apprendimento e logopedista, attraverso una valutazione clinica e standardizzata. La scuola, i genitori e i professionisti giocano un ruolo fondamentale nell’osservare i segnali e attivare il percorso diagnostico.

È importante diagnosticare correttamente la difficoltà per poter attivare:

  • Un Piano Didattico Personalizzato (PDP), come previsto dalla Legge 170/2010.
  • Interventi mirati, come logopedia, tutoring specializzato o supporti psicopedagogici.
  • L’uso di strumenti compensativi e misure dispensative adeguati alla difficoltà specifica.

Come si può intervenire

Il trattamento della disgrafia e della disortografia prevede approcci diversi, a seconda del tipo di disturbo. In entrambi i casi, l’obiettivo è potenziare le abilità carenti e offrire strategie alternative che permettano allo studente di esprimere le proprie competenze senza essere penalizzato.

Nel caso della disgrafia, sono utili:

  • Esercizi di motricità fine e coordinazione oculo-manuale (anche attraverso il gioco).
  • Uso di quaderni speciali, penne ergonomiche, righe guida.
  • Alternanza tra scrittura a mano e uso del computer, per non affaticare la mano.

Nel caso della disortografia, si lavora su:

  • Potenziamento delle abilità fonologiche (suoni, sillabe, parole).
  • Utilizzo di mappe visive e schemi grammaticali.
  • Supporti digitali come il correttore ortografico e software per la scrittura assistita.

In entrambi i casi, è fondamentale lavorare sul piano emotivo: incoraggiare, sostenere, valorizzare ogni piccolo successo. Lo scopo non è eliminare del tutto gli errori, ma aiutare lo studente a sviluppare autonomia, sicurezza e fiducia nel proprio modo di apprendere.

Disgrafia e disortografia sono due disturbi distinti, ma spesso associati, che richiedono interventi mirati e specifici. Riconoscerne le differenze permette di comprendere meglio le difficoltà dello studente e di attivare strategie efficaci per supportarlo nel percorso scolastico. Con gli strumenti giusti, il giusto approccio e una rete educativa attenta, ogni studente può trovare il suo modo di imparare e di crescere, senza sentirsi inadeguato o giudicato per le proprie difficoltà nella scrittura.