
Disgrafia e disortografia: differenze e caratteristiche
Nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), si parla spesso di difficoltà legate alla scrittura. Due termini che possono generare confusione sono disgrafia e disortografia. Sebbene entrambe riguardino il processo di scrittura, si riferiscono a difficoltà di natura molto diversa. Comprendere la differenza tra disgrafia e disortografia è fondamentale per riconoscere i segnali corretti, intervenire in modo adeguato e supportare lo studente nel modo più efficace possibile.
- Cosa sono la disgrafia e la disortografia
- Le principali differenze tra disgrafia e disortografia
- Come si fa la diagnosi?
- Come si può intervenire
Cosa sono la disgrafia e la disortografia
Sia la disgrafia che la disortografia fanno parte dei DSA riconosciuti dalla Legge 170/2010. Tuttavia, si manifestano con caratteristiche molto diverse, perché colpiscono due aspetti distinti della scrittura: la componente motoria (disgrafia) e quella linguistica (disortografia).
Vediamo nel dettaglio cosa comporta ciascuna condizione.
La disgrafia: cos’è e come si manifesta
La disgrafia è un disturbo che riguarda l’abilità motoria della scrittura. Chi è disgrafico ha difficoltà a controllare il gesto grafico, ovvero l’atto fisico dello scrivere a mano. Non è un problema di ortografia o grammatica, ma di forma, fluidità e precisione del tratto.
I segnali più comuni della disgrafia includono:
- Grafia poco leggibile, spesso irregolare, disordinata o molto lenta.
- Difficoltà a mantenere la linea o lo spazio tra lettere e parole.
- Tensione muscolare durante la scrittura, che può causare affaticamento o dolore alla mano.
- Scrittura tremolante o eccessivamente inclinata.
- Fatica nel copiare dalla lavagna o da altri testi, con perdita della riga o salti di parole.
La disgrafia non influisce sulla capacità di comporre frasi corrette dal punto di vista grammaticale o ortografico, ma può rendere la produzione scritta così faticosa da ostacolare l’apprendimento scolastico.
La disortografia: cos’è e come si manifesta
La disortografia è un disturbo che coinvolge l’aspetto linguistico della scrittura. In altre parole, riguarda la capacità di applicare correttamente le regole ortografiche della lingua. Chi è disortografico commette numerosi errori quando scrive, non per disattenzione o ignoranza delle regole, ma perché ha difficoltà a codificare correttamente i suoni e a trascriverli.
Gli errori tipici della disortografia comprendono:
- Omissioni o aggiunte di lettere o sillabe (es. “televisore” → “telvisore”).
- Inversioni di lettere (es. “il” → “li”, “pre” → “per”).
- Sostituzioni di lettere con suoni simili (es. “fato” → “vato”, “gatto” → “catto”).
- Scambio tra suoni duri e dolci (es. “cuore” → “quore”).
- Errori di uso dell’h, accenti, doppie e apostrofi, anche su parole note.
Questi errori non sono casuali né dovuti a trascuratezza, ma derivano da una difficoltà nel collegare i suoni (fonemi) alle lettere (grafemi), una capacità che normalmente si automatizza nei primi anni della scuola primaria.
Le principali differenze tra disgrafia e disortografia
Anche se entrambe riguardano la scrittura, la disgrafia e la disortografia si distinguono per natura, origine e manifestazioni. Riassumiamo le differenze più rilevanti per comprenderle con chiarezza:
- Disgrafia = difficoltà nel gesto motorio della scrittura. Il problema è nel “come si scrive”.
- Disortografia = difficoltà nella correttezza linguistica della scrittura. Il problema è nel “cosa si scrive”.
- Disgrafia = grafia illeggibile, irregolare, discontinua, con fatica fisica.
- Disortografia = errori ortografici persistenti, nonostante lo studio e la correzione.
- Disgrafia = interessa la motricità fine e la coordinazione occhio-mano.
- Disortografia = interessa la decodifica fonologica, la memoria uditiva e le regole ortografiche.
In alcuni casi, le due condizioni possono coesistere nello stesso studente, rendendo ancora più complesso il processo di scrittura e studio.
Come si fa la diagnosi?
La diagnosi di disgrafia o disortografia viene effettuata da una equipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile, psicologo dell’apprendimento e logopedista, attraverso una valutazione clinica e standardizzata. La scuola, i genitori e i professionisti giocano un ruolo fondamentale nell’osservare i segnali e attivare il percorso diagnostico.
È importante diagnosticare correttamente la difficoltà per poter attivare:
- Un Piano Didattico Personalizzato (PDP), come previsto dalla Legge 170/2010.
- Interventi mirati, come logopedia, tutoring specializzato o supporti psicopedagogici.
- L’uso di strumenti compensativi e misure dispensative adeguati alla difficoltà specifica.
Come si può intervenire
Il trattamento della disgrafia e della disortografia prevede approcci diversi, a seconda del tipo di disturbo. In entrambi i casi, l’obiettivo è potenziare le abilità carenti e offrire strategie alternative che permettano allo studente di esprimere le proprie competenze senza essere penalizzato.
Nel caso della disgrafia, sono utili:
- Esercizi di motricità fine e coordinazione oculo-manuale (anche attraverso il gioco).
- Uso di quaderni speciali, penne ergonomiche, righe guida.
- Alternanza tra scrittura a mano e uso del computer, per non affaticare la mano.
Nel caso della disortografia, si lavora su:
- Potenziamento delle abilità fonologiche (suoni, sillabe, parole).
- Utilizzo di mappe visive e schemi grammaticali.
- Supporti digitali come il correttore ortografico e software per la scrittura assistita.
In entrambi i casi, è fondamentale lavorare sul piano emotivo: incoraggiare, sostenere, valorizzare ogni piccolo successo. Lo scopo non è eliminare del tutto gli errori, ma aiutare lo studente a sviluppare autonomia, sicurezza e fiducia nel proprio modo di apprendere.
Disgrafia e disortografia sono due disturbi distinti, ma spesso associati, che richiedono interventi mirati e specifici. Riconoscerne le differenze permette di comprendere meglio le difficoltà dello studente e di attivare strategie efficaci per supportarlo nel percorso scolastico. Con gli strumenti giusti, il giusto approccio e una rete educativa attenta, ogni studente può trovare il suo modo di imparare e di crescere, senza sentirsi inadeguato o giudicato per le proprie difficoltà nella scrittura.