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Ansa

La lettera del ministro Valditara alla prof coraggio di Trapani

Il ministro Valditara ha inviato una lettera alla professoressa Maria Cristina Gallo: "Merita il plauso di tutta la comunità scolastica"

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha inviato una lettera alla professoressa Maria Cristina Gallo di Mazara del Vallo che, dopo aver atteso per otto mesi l’esito di un esame istologico, dall’Asp di Trapani, ha scoperto di avere un leiomiosarcoma al quarto stadio, un tumore raro ed aggressivo con metastasi alle ossa, al fegato, ai polmoni, alla pancia. La docente, dopo il referto, non si è mai fermata diventando un simbolo per i suoi studenti.

Cosa ha scritto Valditara alla prof Maria Cristina Gallo

“Cara Maria Cristina – ha scritto Valditara nella missiva – la prego di accettare queste mie righe come segno di gratitudine per la passione con cui svolge il suo lavoro e che ha saputo infondere nei suoi studenti”.

Il ministro ha poi sottolineato la “vivida testimonianza di coraggio e dedizione al proprio ruolo” di Gallo che è una conferma di “come l’insegnamento sia una vera missione per persone con le qualità umane come quelle da lei dimostrate”.

“Saper trasformare una condizione così drammatica come la propria malattia in una battaglia civile e morale a beneficio di altre persone merita la riconoscenza e il plauso di tutta la comunità scolastica del nostro Paese”, ha continuato il ministro.

Dal ministero è arrivato anche un invito alla professoressa a farsi avanti per “qualsiasi iniziativa possa dare sostegno al suo impegno per affermare il diritto alla salute e alla vita”.

La replica della prof Gallo al ministro Valditara

Come riporta La Repubblica, alla ricezione della lettera del ministro via email, la professoressa Gallo ha spiegato di essere “rimasta senza parole e ho pensato subito ai miei studenti che mi stanno vicino in questa mia lotta silenziosa per il bene, perché le cose possano davvero cambiare nella sanità siciliana”.

Per la docente dovrebbero essere elogiati proprio i suoi alunni che hanno sposato la sua battaglia come fosse la loro dedicandole anche un lungo articolo sul giornale dell’istituto.

“Forse in occasione della mia malattia si sono ricordati di tutte le volte che li ho incitati al bene e alla lotta per la legalità – ha detto Gallo – mi scrivono sempre, mi dicono che sono un esempio. Spesso parliamo dei ragazzi come di persone vuote, invece, se continuiamo a gettare semi al momento giusto germogliano, come dimostra questa esperienza. Hanno sentito che la lotta per una sanità più giusta è anche per loro, per le nuove generazioni. Quello che è successo dimostra che quando il male è accertato la rivoluzione per il bene, la ribellione sono un dovere”.

Al ministro l’insegnante vuole dire di aver fatto soltanto il suo dovere. “Il dovere morale – ha sottolineato – di portare alla luce una situazione che metteva in pericolo la vita delle persone. E alla fine si è scoperto che era anche più grave di quello che avevo sospettato all’inizio. Il mio obiettivo era potere salvare altre vite”.

La storia della prof coraggio Maria Cristina Gallo

Maria Cristina Gallo insegna italiano e storia all’istituto Industriale Ruggiero D’Altavilla di Mazara del Vallo. È in cura all’Istituto nazionale dei tumori di Milano e, da quando ha avuto il referto sulla sua malattia, ogni mercoledì sale su un aereo per affrontare la chemioterapia.

Oltre alle cure, la prof porta avanti una battaglia perché tutti abbiano “il diritto di curarsi in Sicilia e la sanità siciliana ha il dovere di fornire servizi adeguati. Con questa mia battaglia per una sana giustizia voglio rappresentare tutti i deboli, tutti gli ammalati che non hanno voce”.

Per gli studenti dell’istituto Altavilla, come hanno scritto in un articolo sul giornale della scuola, la prof Gallo “non è mai stata soltanto un’insegnante. È sempre stata una guida, una di quelle persone che entrano in aula con il sorriso, con la passione viva negli occhi e la voglia sincera di trasmettere qualcosa che andasse oltre i libri. Oggi, però, è anche molto di più: è il simbolo di una battaglia civile e morale che ci riguarda tutti”.