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Test Invalsi Fonte foto: ANSA

Test Invalsi in curriculum studente: troppi i 100 e lode al sud

Il Governo ha deciso di introdurre i risultati dei test Invalsi nel curriculum dello studente considerata la presenza di troppi 100 e lode al sud

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Troppi 100 e lode al sud rispetto al nord, così il Governo ha deciso di correre ai ripari realizzando una misura volta a ristabilire gli equilibri: l’introduzione dell’esito dei test Invalsi nel cosiddetto Curriculum dello studente.

100 e lode alla Maturità: troppi al sud rispetto al nord

Stando ai dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito riguardanti i risultati della Maturità 2023, gli studenti più preparati sarebbero quelli del Meridione. Il 61% dei 100 e dei 100 e lode in Italia, infatti, è stato attribuito ai diplomati del sud. Per fare un esempio, in Campania i 100 e lode sono stati 2.620 contro i 762 della Lombardia, quasi il quadruplo. E guardando al rapporto dei diplomati con lode con il totale dei maturati, Calabria e Puglia hanno registrato un tasso 5 volte superiore rispetto alla Lombardia (5,6% contro 1,1%).

Stessa cosa vale per i 100 senza lode: in Calabria 12 diplomati su 100 hanno ottenuto il massimo risultato (pur senza lode), in Lombardia questo numero scende a 4.

I risultati dei test Invalsi nel Curriculum dello studente

I risultati dei test Invalsi, che i diplomati hanno effettuato a tre mesi dalla Maturità, hanno invece dato un esito completamente diverso. Nella primavera 2023, gli studenti di quinta superiore della Lombardia che si sono collocati al livello più alto (il quinto) di competenze in italiano rappresentavano il 10% del totale. Coloro che hanno ottenuto la stessa performance in matematica, sempre nella stessa regione, sfioravano il 23%. In Calabria, invece, dove alla Maturità il 5,6% dei diplomati ha ottenuto la lode, la quota di studenti al livello più alto in italiano si è fermata al 3,1%, mentre in matematica al 6,6%.

Il Governo ha così deciso di intervenire. Come? Introducendo al Curriculum studente, accanto al voto ottenuto da ogni diplomato all’esame di Stato, l’esito delle prove Invalsi. L’esecutivo lo ha fatto con il decreto Pnrr (decreto-legge 19/2024), che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 2 marzo.

All’articolo 14 del decreto Pnrr si legge: “In una specifica sezione sono indicati, in forma descrittiva, i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove scritte a carattere nazionale di cui all’articolo 19, distintamente per ciascuna delle discipline oggetto di rilevazione e la certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese”.

Test Invalsi nel Curriculum dello studente: le polemiche

La misura introdotta dal Governo ha generato numerose polemiche. La Flc Cgil ha parlato dell’introduzione di una “disposizione sbagliata che non rientra neppure tra gli obiettivi del Pnrr”. “Oltre a una questione di metodo e di coerenza – si legge su una nota del sindacato -, sottolineiamo che in tal modo viene rafforzato il ruolo delle prove Invalsi come valutazione degli apprendimenti individuali invece che quello di valutazione di sistema, snaturando il ruolo dell’Istituto quale ente di ricerca che, in tal modo, si sovrapporrebbe alla funzione docente a cui, unicamente, spetta la valutazione degli alunni”.

La Flc Cgil ha così chiesto al Parlamento, al quale passerà il decreto per la conversione in legge, di “cancellare questo obbrobrio pedagogico e didattico“.