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Vacanze estive troppo lunghe: come cambiare il calendario scolastico Fonte foto: 123RF

Vacanze estive lunghe: come può cambiare il calendario scolastico

L'Emilia Romagna avanza la proposta di modifica del calendario scolastico: perché e come si vorrebbero cambiare il periodo delle lezioni e le pause.

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

I rappresentanti dei consigli d’istituto di Bologna continuano a sostenere la richiesta di modifica del calendario scolastico in vigore in Emilia-Romagna. Diverse sono le proposte avanzate, tra cui quella di anticipare di qualche giorno il ritorno in classe degli alunni a settembre e di posticipare la fine dell’anno scolastico a giugno, così da poter inserire una pausa tra il periodo di Natale e quello di Pasqua. Ma ci sono anche altre richieste: ecco come potrebbe cambiare il calendario scolastico e perché apporterebbe benefici a studenti e famiglie.

Perché si vuole modificare il calendario scolastico

Nei giorni scorsi, sulla possibilità di rivedere il calendario scolastico, c’è stata l’apertura dell’assessora regionale all’Istruzione dell’Emilia-Romagna, Isabella Conti che ha spiegato di essere favorevole all’introduzione di uno “spring break” sulla base del modello nordeuropeo.

Anche i rappresentanti dei consigli di istituto sono favorevoli ad apportare modifiche e infatti sono tornati a chiedere che venga rimosso il “termine perentorio” di inizio e fine lezioni, stabilito da una legge regionale nel 2012. Per tentare di accelerare sull’iniziativa relativa alla revisione del calendario scolastico, il portavoce Cosmo Damiano Modugno, a nome del coordinamento dei presidenti di consiglio d’istituto di Bologna e dell’area metropolitana, ha firmato una lettera indirizzata al presidente della regione, Michele de Pascale, e al sindaco Matteo Lepore, agli assessori regionale, metropolitano e comunale alla scuola e ai vertici dell’ufficio scolastico regionale e provinciale.

Perché si sta spingendo per fare iniziare le lezioni con una settimana d’anticipo e per terminarle qualche giorno dopo rispetto a quanto a oggi stabilito? Perché, sostiene Modugno, una simile modifica aiuterebbe a “ridurre il rischio che il lungo periodo estivo, con le tante settimane senza scuola, possa comportare una perdita di competenze che grava principalmente sulle fasce più fragili della popolazione, sugli studenti e sulle studentesse che a casa non possono godere di adeguati stimoli e sostegni educativi”.

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La proposta avanzata è quindi quella di iniziare prima e finire dopo, ma con l’introduzione di una piccola pausa primaverile fra il primo e secondo quadrimestre, tra Natale e Pasqua.

Secondo i rappresentanti dei consigli d’istituto questo rinnovamento nel calendario scolastico “garantirebbe un efficace e proficuo processo di apprendimento e, soprattutto, offrirebbe una fase di recupero per gli studenti e le studentesse più in difficoltà”, si legge nella lettera, come riportato da La Repubblica. I sostenitori della proposta sono convinti che si eviterebbe “che proprio chi è più in difficoltà possa perdersi”. Inoltre, “limitando il ritardo scolastico”, si “ridurrebbe l’abbandono e la conseguente dispersione“.

Altra richiesta del coordinamento dei consigli d’istituto di Bologna è che, “laddove possibile”, le lezioni inizino di lunedì e finiscano di sabato, in modo da favorire “la conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro”, evitando cioè che ci siano “giorni della settimana, immediatamente antecedenti all’apertura e subito dopo la chiusura della scuola, nei quali le famiglie non possano contare sul supporto dei centri estivi“.

La richiesta della creazione di un tavolo di confronto

I rappresentanti dei consigli d’istituto, per poter tentare di modificare concretamente il calendario scolastico, hanno chiesto alla regione la creazione di un tavolo di confronto, per stabilire una nuova delibera che “possa essere applicata entro il prossimo anno scolastico“.

Il portavoce Modugno ha ricordato che la questione è stata portata all’attenzione delle istituzioni perché si ripresenta ogni anno: “Molto spesso abbiamo rilevato che la competenza, propria del consiglio d’istituto, risulta fortemente compromessa”, ha aggiunto Modugno, che ha sottolineato che i consigli sono “quasi obbligati a deliberare l’adattamento del calendario scolastico approvando giorni di sospensione delle attività didattiche che sarebbe stato più opportuno fossero stato oggetto di delibera da parte della giunta regionale, facendo venir meno la nostra volontà di progettare, per quanto nelle nostre possibilità, un calendario maggiormente al servizio delle studentesse e degli studenti“.