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Carme 31 di Catullo: testo, traduzione e analisi

Francesca Mondani

Francesca Mondani

DOCENTE DI INGLESE E ITALIANO L2

Specializzata in pedagogia e didattica dell’italiano e dell’inglese, insegno ad adolescenti e adulti nella scuola secondaria di secondo grado. Mi occupo inoltre di traduzioni, SEO Onsite e contenuti per il web. Amo i saggi storici, la cucina e la mia Honda CBF500. Non ho il dono della sintesi.

Il Carme 31 di Catullo è una lirica che celebra il ritorno del poeta alla sua amata Sirmione, una penisola sul lago di Garda. Dopo un viaggio in Bitinia, Catullo esprime la profonda gioia e il sollievo nel ritrovare la serenità domestica, sottolineando l’importanza del ritorno a casa dopo le fatiche e le preoccupazioni accumulate durante il viaggio. Questo componimento riflette temi universali come il desiderio di pace interiore e l’apprezzamento per i luoghi cari, offrendo uno spaccato intimo delle emozioni del poeta.

Carme 31 Catullo: il testo

Paene insularum, Sirmio, insularumque
Ocelle, quascumque in liquentibus stagnis
Marique uasto fert uterque Neptunus,
Quam te libenter quamque laetus inuiso,
Vix mi ipse credens Thyniam atque Bithynos
Liquisse campos et uidere te in tuto!
O quid solutis est beatius curis,
Cum mens onus reponit, ac peregrino
Labore fessi uenimus larem ad nostrum
Desideratoque acquiscimus lecto?
Hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
Salue, o uenusta Sirmio, atque ero gaude;
Gaudete, uosque, o Lydiae lacus undae;
Ridete, quidquid est domi cachinnorum.

Carme 31 Catullo: la traduzione

Sirmione, perla delle penisole e delle isole,
di tutte quelle che il duplice Nettuno sostiene
nei limpidi laghi e nel vasto mare,
con quale piacere e con quanta gioia ti rivedo!
A stento io stesso credo di aver lasciato
i campi della Tinia e della Bitinia
e di vederti al sicuro!
Oh, cosa c’è di più beato che, liberati dalle preoccupazioni,
quando la mente depone il suo fardello, e, stanchi
per la fatica del viaggio, giungiamo al nostro focolare
e riposiamo nel letto tanto desiderato?
Questo è l’unico compenso per tante fatiche.
Salve, o graziosa Sirmione, e gioisci per il tuo padrone;
e voi, onde del lago Lidio, rallegratevi;
ridete, tutte le risate che ci sono in casa.

L’analisi

Il Carme 31 si distingue per la sua struttura metrica in trimetri giambici scazonti, noti anche come coliambo o verso zoppo, caratterizzati dalla presenza di un piede giambico con una sillaba breve seguita da una lunga, con una variazione nell’ultimo piede che conferisce al verso un ritmo particolare. Questa scelta metrica contribuisce a creare un tono colloquiale e spontaneo, riflettendo l’intimità e la sincerità delle emozioni del poeta.

Il componimento può essere suddiviso in tre sezioni principali:

  1. Versi 1-3: Catullo si rivolge direttamente a Sirmione, definendola “perla delle penisole e delle isole” e sottolineando la sua unicità tra tutte le terre bagnate da Nettuno, sia nei laghi che nel mare.
  2. Versi 4-10: Il poeta esprime la gioia del ritorno, evidenziando il contrasto tra le fatiche del viaggio in terre lontane e il sollievo di ritrovare la propria casa e il proprio letto.
  3. Versi 11-14: Catullo saluta affettuosamente Sirmione, invitando non solo la penisola ma anche le onde del lago a condividere la sua gioia, culminando in un’immagine di risate e allegria domestica.

Temi principali

Il tema centrale del carme è la gioia del ritorno a casa. Catullo celebra Sirmione come la “perla delle penisole e delle isole”, esprimendo un profondo legame affettivo con questo luogo. La descrizione di Sirmione come “ocelle” (piccolo occhio, pupilla) sottolinea la sua preziosità agli occhi del poeta.

Un altro tema rilevante è il contrasto tra le fatiche del viaggio e il sollievo del ritorno. Catullo enfatizza la stanchezza accumulata durante il viaggio in terre straniere e il conseguente sollievo nel ritrovare la tranquillità domestica. Questo contrasto mette in luce l’importanza del “focolare” come luogo di pace e rigenerazione.

Figure retoriche e stile

Catullo impiega diverse figure retoriche per arricchire il testo e intensificare il senso di dolcezza e nostalgia legato al ritorno nella sua amata Sirmione. Una delle tecniche più evidenti è l’allitterazione, in particolare la ripetizione del suono “s” nei primi versi (“Paene insularum, Sirmio, insularumque”), che crea un effetto sonoro armonioso, evocando il movimento fluido delle acque del lago e la dolcezza del luogo tanto desiderato.

Un altro elemento stilistico di rilievo è il chiasmo, visibile nella frase “liquentibus stagnis marique vasto”, dove l’ordine delle parole segue una struttura incrociata (aggettivo-sostantivo / sostantivo-aggettivo). Questa disposizione dona equilibrio e simmetria al verso, sottolineando l’idea della grandezza e della bellezza del paesaggio naturale in cui si trova Sirmione.

L’enjambement è un’altra caratteristica significativa del carme, soprattutto nel passaggio tra il secondo e il terzo verso. Il pensiero si estende oltre la fine del verso, mantenendo un flusso continuo che riflette la naturalezza del discorso poetico e l’intensità dell’emozione provata dal poeta nel momento del ritorno.

Infine, la metafora gioca un ruolo chiave nell’affetto che Catullo esprime per Sirmione. Definirla “ocelle”, ovvero “piccola pupilla”, non è solo un modo per enfatizzare la bellezza del luogo, ma anche un atto di personificazione che la rende quasi un essere vivente, capace di accogliere e proteggere il poeta. Questo termine suggerisce quanto Sirmione sia preziosa agli occhi di Catullo, elevandola a un simbolo di pace e felicità domestica.

Contesto biografico

Il carme riflette un momento specifico della vita di Catullo. Dopo aver accompagnato il propretore Gaio Memmio in Bitinia nel 57 a.C., con la speranza di ottenere guadagni, le aspettative del poeta furono deluse. Il ritorno a Sirmione rappresenta quindi non solo un ritorno fisico, ma anche un rifugio emotivo dalle delusioni e dalle fatiche accumulate durante il viaggio.