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Proverbi

L’unico difetto della felicità è che non può durare

Il proverbio L’unico difetto della felicità è che non può durare affonda le sue radici nella saggezza popolare: le sue origini e il suo significato

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Il proverbio “L’unico difetto della felicità è che non può durare“, come diversi altri modi di dire molto diffusi in Italia, veicola una visione pessimistica della vita. Secondo questo detto, infatti, la felicità è uno stato emotivo che non è destinato a durare nel tempo. Pertanto, il proverbio rappresenta una sorta di monito, finalizzato a mettere in guardia sulla fugacità della felicità.

La spiegazione del proverbio

La ricerca e la conquista della felicità è un tema molto ricorrente tra i proverbi italiani, nonché un aspetto assolutamente centrale nell’esistenza di ogni essere umano. Secondo questo particolare modo di dire, la felicità è uno stato d’animo positivo caratterizzato da soli pregi, se si eccettua il “piccolo” particolare che essa, secondo chi ha inventato questo detto, non dura in eterno. Pertanto, un essere umano, nel corso della sua vita, è inevitabilmente costretto a farei i conti anche con stati d’animo negativi.

Cos’è la felicità

Come detto, la ricerca della felicità caratterizza l’intera esistenza dell’essere umano. Ma cosa si intende per “felicità“? In filosofia e in psicologia, questo concetto fa riferimento a uno “stato di piena soddisfazione dei propri intenti“. L’etimologia fa derivare questa parola dal latino “felicitas”, “deriv. felix-icis”, la cui radice “fe-” sta a significare “abbondanza”, “ricchezza” o “prosperità”.

La lista di sinonimi è lunga: tra questi spiccano: contentezza, soddisfazione, gratificazione, piacere, godimento, appagamento, compiacimento, allegria, gioia e spensieratezza.

Il concetto di “felicità” si distingue, però, da quello pur simile di “serenità“. Una frase di Alda Merini può spiegare meglio questa distinzione: “Io mi accontento di essere serena nel tempo; la felicità sono attimi, e quando arrivano me li prendo senza esitare”.

Altri proverbi simili

Il proverbio “L’unico difetto della felicità è che non può durare” non è il solo modo di dire che sottolinea la fugacità della felicità. Un detto simile afferma: “Felicità, quanto è più grande più presto se ne va” (questo proverbio è noto anche nella versione alternativa “Mondana felicità, quanto è più grande più presto se ne va”).

C’è, poi, un altro modo di dire diffuso in Italia che veicola un concetto assimilabile a quello del proverbio qui analizzato. Si tratta del detto “Più si ha cura d’una cosa, più presto si perde“.

Significato

"L’unico difetto della felicità è che non può durare" sta a significare che questo particolare stato d'animo è in grado di assicurare la piena soddisfazione dei propri intenti, ma è una sensazione destinata a durare poco o, comunque, a non durare in eterno. Per questo motivo è necessario mettere in conto che, nel corso della propria vita, si deve fare i conti anche con stati d'animo negativi.

Origine

Sono diversi i proverbi italiani che affrontano il tema della felicità (e della ricerca di essa), ma non si conosce la precisa origine di questo particolare modo di dire. C'è, però, un detto simile ("Mondana felicità, quanto è più grande più presto se ne va", che è contenuto nel volume "Scvuola del volgo" di Giulio Varrini del 1642.

Varianti

  • Italia: Felicità, quanto è più grande più presto se ne va
  • Italia: Mondana felicità, quanto è più grande più presto se ne va

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