Una statua di Bacco, dio del vino e degli eccessi Fonte foto: iStock
Proverbi

Ne uccide più Bacco che Marte

Il significato di questo proverbio ha origine nell'Antica Roma e riguarda la sfera di influenza di due celebri divinità che fanno parte del Pantheon

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Il proverbio “Ne uccide più Bacco che Marte” è legato alla religione romana. Il suo significato non riguarda però le gesta di questi dèi del pantheon capitolino, ma la loro sfera di influenza sui mortali e il comportamento degli uomini. La saggezza popolare, già in epoca antica, metteva in guardia dagli eccessi e dalla loro pericolosità.

La radice mitologica del proverbio

Bacco era il dio romano del vino e della vendemmia, corrispettivo del greco Dioniso. Era associato al piacere dei sensi e al divertimento sfrenato, e a lui erano dedicati i baccanali. Si trattava di riti orgiastici che causavano forti disagi nella Urbe, e che per questo, a un certo punto, vennero bloccati dal Senato.

Marte era invece il dio della guerra, del tutto simile alla sua controparte greca, Ares. Per le popolazioni italiche, tuttavia, il suo culto era particolarmente importante. Era infatti il padre di Romolo e Remo, avuti dalla vestale Rea Silvia, che fondarono Roma. Per questo gli antichi romani si definivano figli di Marte.

Il significato del proverbio

“Ne uccide più Bacco che Marte”, dunque è un riferimento al fatto che l’alcolismo, e gli eccessi in generale, causano più morti delle guerre. Già in epoche remote, dunque, erano noti i rischi di esagerare con l’alcol e con il cibo. E questo detto significa dunque che è meglio regolare il consumo di liquori.

Altri significati

Bacco non uccide solo a causa delle dipendenze. Una persona ubriaca o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, infatti, potrebbe fare scelte rischiose per sé e per gli altri, diventare violenta e in generale non capire le conseguenze delle azioni compiute in uno stato alterato di coscienza.

Altri proverbi simili

Con lo stesso significato troviamo anche il proverbio “Ne uccide più la gola che la spada“. Questa espressione si arricchisce però di nuovi contenuti. Per estensione infatti, tutto ciò che ingeriamo per via della nostra ingordigia causa più danni al nostro organismo di quanto farebbe un atto violento.

La saggezza popolare ci insegna anche che “Chi del vino è amico, di se stesso è nemico“, lasciando intendere che un consumo eccessivo di alcol è dannoso e può portare alla morte. Già i nostri avi sapevano dunque quanto sono rischiosi gli eccessi e le dipendenze.

D’altronde un altro noto detto è quello per cui “Si mangia per vivere, non si vive per mangiare“, e che spiega che non si può passare la propria vita alla ricerca dei piaceri di gola per non mettere a rischio la propria salute. Per questo si dice anche che “Poco vive chi troppo sparecchia“.

Significato

Non bisogna esagerare con il vino e con l'alcol in generale, ma anche con il cibo. Le dipendenze causano infatti più morti delle guerre e dei crimini violenti. Inoltre una persona che beve molto potrebbe mettere a repentaglio la propria vita o quella degli altri, ad esempio mettendosi al volante in stato di ebbrezza.

Origine

In epoca romana i baccanali erano feste che causavano problemi all'ordine pubblico e che causavano anche decessi. Tante persone ubriache si riversavano infatti nelle città e danneggiavano gli spazi pubblici, iniziavano risse e si comportavano come selvaggi.

Nonostante la tendenza alla belligeranza delle popolazioni antiche e la vocazione all'espansionismo dell'Impero Romano, le battaglie erano condotte secondo rigidi regolamenti e le vittime erano in generale militari addestrati. Bisognerà infatti aspettare epoche più vicine a noi per contare tanti morti tra i civili.

Varianti

  • Italia: Ne uccide più la gola che la spada

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