Come scrivere un diario Fonte foto: 123RF
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Come scrivere una pagina di un diario: esempi e modelli

Consigli utili per iniziare a scrivere un diario e quali sono i benefici di questa sana abitudine

Luca Incoronato

Luca Incoronato

GIORNALISTA PUBBLICISTA E COPYWRITER

Giornalista pubblicista ed esperto Copywriter, amante della scrittura in tutti i suoi aspetti. Curioso per natura, adoro scoprire cose nuove e sperimentarle in prima persona. Non mi fermo mai alle apparenze, così come alla prima risposta, nel lavoro come nella vita.

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Imparare a scrivere una pagina di diario è utile per dare il via a una pratica regolare di autoaiuto. Si tratta infatti di una forma di scrittura che mira a consentirci di stare meglio con noi stessi.

Mettere nero su bianco la propria storia consente infatti d’avere uno sguardo d’insieme sullo stato della propria vita in determinate fasi, apprezzando i passi in avanti fatti e guardando con nuovo senso critico a determinate circostanze.

Di seguito spieghiamo, di fatto, cos’è un diario, quali sono le varie tipologie e in che modo iniziare a scriverne uno.

Diversi tipi di diario

Il termine diario deriva dal latino, precisamente dalla parola dies, che vuol dire giorno. La connessione è chiara, dal momento che questa forma di scrittura mira a registrare gli eventi, i pensieri e le sensazioni del quotidiano.

Una forma di scrittura intima, che viene generalmente suddivisa in tre categorie:

  • Diario liberatorio: nelle sue pagine trova spazio lo sfogo non filtrato di una persona. L’espressione utilizzata in ambito psicoanaltico è "diario di evacuazione", che offre al lettore un’espressione nata per non essere diffusa, espressa in maniera convulsa e istintiva, senza nessuna mira editoriale;
  • Diario taccuino: l’obiettivo di questa tipologia è quella di realizzare nel tempo un vero e proprio vademecum per il futuro. Basti pensare ai taccuini dei viaggiatori, che annotano dettagli importanti per le prossime esperienze, consentendo in questo modo una crescita personale in uno specifico ambito;
  • Diario filosofico: testo complesso, che fa leva su svariate forme di ragionamento per giungere a uno stato di maggior chiarezza.

I benefici di tenere un diario

Gli esperti sostengono che tenere un diario faccia bene alla propria mente, ma proviamo a vedere nel dettaglio quali sono i benefici apportati da questa pratica, soprattutto se ripetuta nel tempo in maniera regolare:

  • Sentiamo spesso parlare della necessità di "buttare fuori" da noi determinate emozioni, soprattutto quelle negative. Che si tratti di rabbia, frustrazione o altro, è fondamentale che tutto ciò non alberghi troppo a lungo dentro di noi, tramutandosi in una sorta di veleno, arrivando a corrodere il nostro modo di pensare e di rapportarci al mondo. Scrivere un diario è quindi uno sfogo emotivo, il più immediato e intimo possibile;
  • Soffermarsi sulle pagine del proprio diario prima di agire può essere molto utile, evitando di farsi prendere dall’istinto laddove non sarebbe il caso. Agire perchè spinti dalle proprie emozioni non è sempre consigliabile, infatti, soprattutto se queste sono tutt’altro che positive. Trascrivere quelle reazioni su carta aiuta a liberarsi di una certa emotività in eccesso, guardando al tutto con una sorta di estraneità ai fatti. A ciò si aggiunge il fatto di poter leggere pagine precedenti, relative a eventi simili o del tutto identici;
  • Questa tipologia di scrittura è molto personale e intima, il che garantisce un ponte di collegamento con la parte più interna di noi, che non sempre siamo in grado di far venire a galla;
  • Il proprio diario rappresenta la nostra cronologia, tenendo in vita dettagli o interi eventi che avremmo potuto dimenticare facilmente. Spesso rimuoviamo dalla memoria quanto rilevanti siano stati alcuni dettagli della nostra quotidianità, ma ritrovarli così, nero su bianco, aiuta a restare ancorati a certi sentimenti o evitarne altri. Un modo per non ripartire costantemente da zero nel processo di crescita personale;
  • Scrivere un diario è l’equivalente della costruzione di un rifugio, invisibile agli altri ma prezioso per noi stessi. Un luogo che sia solo nostro, nel quale poter essere onesti al 100%;
  • Questa forma di scrittura ci offre la chance di auto analizzarci, esplorando col tempo aspetti di sé che non si è mai stati in grado di razionalizzare;
  • La scrittura di un diario è di per sé un atto meditativo, che consente di calmarsi ed essere più lucidi.

Questo è inoltre un esercizio benefico in ambito terapeutico, dal momento che uno psicologo o uno psicoterapeuta possono utilizzare quanto scritto dal paziente per gettare luce su sensazioni e pensieri espresse nero su bianco nell’esatto momento in cui sono state percepite. L’esito è ben diverso rispetto al racconto a posteriori. In questo modo si possono comprendere le origini di una data patologia e, al tempo stesso, si ha anche modo di verificare quelle che sono le condizioni esterne che conducono a determinati atteggiamenti ripetuti nel tempo.

Come scrivere una pagina di diario

Il diario dev’essere su carta, perché si ha necessità di scrivere a mano (alcuni potrebbero trovare utile scrivere con una penna digitale su tablet o simili). Importante che si tratti della propria grafia e che vi sia un rapporto diretto tra sé e la parola, evitando quindi di battere a computer.

Si consiglia di optare per un diario di proprio gradimento, così da rendere più piacevole la pratica. Lo stesso dicasi per la penna, che dovrebbe avere una presa quanto più comoda per il singolo soggetto, al fine di non affaticare mano e braccio. Non si vuole creare alcun ostacolo alla scrittura, in pratica.

Sarebbe il caso di selezionare un diario che riporti una suddivisione in giorni, mesi e anni, ma se si dovesse scegliere un modello con fogli totalmente bianchi, è importante ricordarsi di riportare tali dettagli in alto a destra. Mai scrivere una pagina di diario senza indicare quando lo si sta facendo e dove.

Si consiglia di iniziare con una domanda, chiedendo magari a se stessi come ci si sente, com’è andata la giornata o altro. Per quanto riguarda il momento giusto della giornata, si ricordi come non ve ne sia uno. In questo caso la discrezionalità del soggetto scrivente è totale. Alcuni preferiscono scrivere immediatamente dopo un evento, altri la sera, concludendo di fatto la giornata in questo modo. Altri, infine, aggiornano il proprio diario più volte al giorno, utilizzandolo come sfogo necessario a rimuovere alcune "impurità" dalla propria mente in qualsiasi frangente sia necessario.

Diario a tema

Se in precedenza abbiamo parlato di come impostare in maniera semplice un diario liberatorio, che non abbia quindi un tema specifico se non l’insieme dei sentimenti percepiti in un dato momento, passiamo ora a due tipologie ben precise.

Iniziamo a spiegare cosa sia il diario dei sogni, che è molto comune e utile a interpretare i segnali inviati dalla parte più nascosta di noi, che spesso non riusciamo a far emergere in maniera conscia.

Molti psicologi consigliano di tenere questo diario al fianco del proprio letto, così da trascrivere ogni dettaglio dei sogni che ricordiamo appena svegli. Importante agire con rapidità, dal momento che, come tutti sappiamo, certe immagini tendono a sfuggire dalla nostra mente nel giro di pochi minuti o poco più.

Scriviamo dov’eravamo, con chi, immersi in quale sorta di ambientazione, ma anche cos’è accaduto nel dettaglio e soprattutto quali emozioni abbiamo percepito nell’arco di questa vicenda avvenuta unicamente nella propria mente. Più si scrive, appena svegli, più diventerà facile ricordare ulteriori dettagli, come se apparissero di colpo nella propria mente, rigo dopo rigo.

Una pratica che può far emergere informazioni incredibili, scoprendo magari quanta importanza abbia ancora per noi un evento passato, che si credeva sepolto per sempre. Se c’è una parte di sé che ancora si aggrappa a esso, al punto da generare dei sogni, vuol dire che vi è necessità di analizzare più a fondo e capire quali ramificazioni siano ancora vive.

I sogni sono dei veri e propri specchi di noi stessi, arrivando a svelare le ragioni più recondite del nostro malessere o, all’opposto, le situazioni, persone o azioni che giovano alla nostra salute mentale.

Dall’altra parte troviamo invece il diario di viaggio che, nonostante gli esempi celebri, non è necessariamente una esclusiva dei soggetti avventurosi che non amano vivere la propria esistenza ancorati in un unico posto.

Chiunque può tenere un diario di viaggio per svariate ragioni. Si va dal semplice ricordare determinati eventi con dovizia di particolari, magari arricchendo le pagine con oggetti come fotografie. Altri, invece, traducono questo racconto fatto con se stessi in altro, sfruttando le quelle stesse parole per generare le pagine digitali di un blog o quelle cartacee di un libro.

Vi è poi chi ama viaggiare e prova a farlo il più spesso possibile, cimentandosi in vere e proprie avventure, grandi o piccole. Tenere un diario può aumentare la sensazione di gioco percepita, sentendosi proprio come un esploratore. Al tempo stesso può rappresentare una base dalla quale ripartire, in termini d’esperienza, per la prossima tappa.

Si potrebbero annotare numeri utili, luoghi da visitare e metodologie per farlo. Immaginate d’essere in Australia, nella parte più selvaggia del Paese, costretti a fare affidamento solo sulle proprie capacità analogiche, senza l’ausilio del web per venir fuori da eventuali situazioni complesse. Annotare il tutto è non solo parte dell’esperienza, così da poterla di fatto rivivere nella propria memoria in seguito, ma è anche molto utile.

Ritrovarsi le indicazioni da seguire, i punti di riferimenti paesaggistici e non solo, potrebbero permettere di tornare a casa, proprio come in una vera avventura da film. A ciò si aggiunge il ben noto effetto benefico di cui abbiamo già parlato, considerando come trascrivere nero su bianco esperienze di questo tipo aiuta a viverle, comprenderle e apprezzarle in pieno, restando nel momento e non lasciandosi distrarre da altri pensieri, magari legati alla propria quotidianità a tratti nociva.