Mano di scienziato che tiene una provetta con un liquido all'interno in un laboratorio chimico Fonte foto: 123rf
Cultura

In arrivo la XIX edizione del Festival della Scienza di Genova

Un format ibrido per un evento dall'anima camaleontica: il Festival della Scienza di Genova 2021 rifletterà sulla complessità del presente e della pandemia

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In presenza e online: il programma del Festival della Scienza che si terrà a Genova tra giovedì 21 ottobre e lunedì 1° novembre si dipana su un doppio filone che intende favorire l’incontro fisico tra persone e scienziati senza rinunciare alla diffusione capillare dei contenuti che promuove tramite il web. Un’occasione di confronto e conoscenza pronta a reagire agli imprevisti legati all’emergenza sanitaria ancora in corso.

L’essenza meticcia del Festival della Scienza di Genova

Come dice il nome stesso, il fulcro della manifestazione è la divulgazione scientifica in senso lato: che si tratti di dibattiti tra ricercatori o semplici incontri tra appassionati, di workshop dedicati alle scuole o attività pensate per le famiglie, il festival è senza dubbio un evento di rilevanza mondiale incentrato sulla scienza, sia essa matematica o naturale. Ma non solo.

Ampio respiro è dato anche alle scienze umane, che attraverso percorsi didattici interattivi, mostre artistiche, spettacoli, proiezioni e performance parlano di cultura animando per 11 giorni diversi luoghi storici del capoluogo ligure, come Palazzo Ducale, Palazzo della Borsa, Biblioteca Universitaria e Palazzo Reale, i musei Galata e Doria, il Teatro della Tosse e Piazza delle Feste al Porto Antico.

Quest’anno, l’indole ibrida di questa manifestazione è chiaramente visibile nello spazio riservato a Dante Alighieri e al suo rapporto con la scienza. I 700 anni dalla morte del sommo poeta sono un’occasione per rimarcare l’anima contaminata dell’evento ligure, presentando un autore che si è interessato ed è stato capace di far confluire nei suoi scritti diverse discipline.

Il festival della Scienza è un evento diffuso dalla natura poliedrica con un obiettivo importante: abbattere le barriere ancora esistenti tra scienza e arte, incentivare la parità di genere – ad esempio con il progetto Emotions, un BrainForum itinerante in onore di Rita Levi-Montalcini che analizza scientificamente le emozioni – e incentivare il dialogo tra Paesi. Il suo carattere, infatti, è prettamente internazionale: lo dimostra il fatto che ogni volta – accanto a ricercatori da tutto il mondo – viene invitata una nazione ospite, quest’anno la Gran Bretagna.

Il tema del Festival della Scienza 2021: Mappe

Non è un caso quindi che la scelta del tema sia ricaduta sulle mappe, vale a dire le direttrici da seguire per non perdersi tra le numerose scoperte, operate a livello scientifico e non solo. Visto che il sapere in generale ha la capacità di rimettere in discussione vecchi modelli e di illuminare zone rimaste a lungo nell’ombra, è beneavere gli strumenti giusti per orientarsi nel mare magnum delle prospettive che l’innovazione scientifica – sempre più velocemente – ci propone.

Nel concreto, invece, le mappe sono quelle del cervello, che grazie alle neuroscienze si fa sempre meno misterioso agli occhi dell’essere umano, o le carte terrestri e astronomiche – con un focus inevitabile, visti i tempi che corrono, sulla questione ambientale e l’esplorazione dell’universo.

Tema imprescindibile, infine, è quello della pandemia e dei virus, argomenti strettamente legati alle scienze della vita trattate con un occhio di riguardo al quadro storico in cui si sono sviluppate.

Festival della Scienza 2021: un format ibrido

Meticcio è anche il format, non solo i suoi contenuti. Come anticipato il programma prevede un ricco palinsesto di eventi in presenza che hanno il chiaro intento di promuovere la fruizione della scienza in prima persona, anche se con le dovute accortezze. Tuttavia, non si rinuncia alla modalità online sperimentata nella scorsa edizione, che prevede la diretta streaming e la possibilità di rivedere on demand spettacoli ed incontri.

La stessa struttura è prevista anche per le attività dedicate al mondo della scuola: da una parte sono previsti diversi laboratori e tavole rotonde dal vivo, gestiti da abili animatori capaci di diffondere con passione contenuti non sempre di facile comprensione per gli studenti; dall’altra, nel caso in cui le classi non potessero essere presenti, è stato pensato un piano b che prevede laboratori e incontri virtuali tenuti da scienziati italiani ed europei.

Il festival vuole quindi valorizzare la condivisione e la fruizione di contenuti scientifici favorendo l’incontro tra persone, ma allo stesso tempo la sua intenzione è quella di raggiungere con materiali interessanti e di qualità il maggior numero di persone, in particolare quelle fasce già duramente colpite dalla pandemia, tra cui gli studenti costretti per mesi alla didattica a distanza.

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