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Perché per chiedere aiuto si lancia un SOS?

L'SOS è un segnale internazionale per chiedere aiuto, in modo facile e ovunque ci troviamo: come è nato e perché si pronuncia così

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L’SOS è un segnale internazionale che viene utilizzato per chiedere aiuto. Venne adottato per la prima volta nel 1908 e ha oltre cent’anni. Con il tempo è divenuto sempre più famoso e sfruttato, contribuendo a salvare moltissime vite umane e a evitare delle tragedie.

L’SOS e il Titanic

Usato per la primissima volta nel 1909 dal transatlantico Slavonia, che era naufragato nelle acque delle Azzorre, l’SOS è entrato nell’immaginario collettivo nel 1912, quando il Titanic affondò. Secondo una leggenda infatti dopo l’urto terribile con l’iceberg, Harold Bride, un radioperatore che si trovava a bordo, avrebbe chiesto al collega Jack Phillips di utilizzarlo al posto del vecchio codice Cqd. “Manda l’Sos: è il nuovo segnale e questa può essere la nostra ultima possibilità di inviarlo", avrebbe detto, senza però ricevere nessuna risposta. Come è noto nessuno riuscì a raccogliere, fra le navi lì intorno, la richiesta di aiuto del Titanic e centinaia di persone morirono nel naufragio. Dopo quella tragedia l’SOS iniziò ad essere utilizzato maggiormente e preso in considerazione.

Cos’è l’SOS

Il codice venne adottato nelle comunicazioni radiotelegrafiche a partire dalla seconda metà del secolo scorso, proprio nel periodo in cui iniziò a diffondersi la telegrafia via filo. Grazie alle scoperte di Guglielmo Marconi, il codice Morse cominciò ad essere usato per il salvataggio di vite nei naufragi, divenendo indispensabile per le comunicazioni fra navi via etere. Le lettere SOS vennero scelte perché insieme consentivano di creare un codice molto facile da trasmettere e da ricordare. Era infatti costituito, nel linguaggio Morte, da una successione di tre punti, tre linee e tre punti (. . . _ _ _ . . .). Oggi questa richiesta d’aiuto è entrata nell’immaginario collettivo. Proposto nel 1906 dai tedeschi a Berlino, durante la convenzione radiotelegrafica internazionale, l’SOS è divenuto una parola di uso comune.

La troviamo al cinema, ma anche nelle canzoni ed è comprensibile da tutti indifferentemente dalla lingua. SOS non è altro che l’acronimo per la frase inglese “Save Our Souls", ossia “Salvate le nostre vite". Nel tempo sono state fornite altre interpretazioni della parola come l’italiano “Soccorso Occorre Subito". Alla fine del ventesimo secolo l’SOS è andato in pensione. L’Organizzazione Marittima Internazionale infatti ha deciso di sostituire il segnale con altri più sofisticati a base satellitare. Di certo questa richiesta d’aiuto internazionale ha consentito di salvare moltissime vite umane. Ha avuto, ad esempio, un ruolo chiave nel dramma dell’Andrea Doria. Il celebre transatlantico, affondato nel luglio del 1956 nell’Atlantico dopo essere stato speronato da una nave svedese. La richiesta d’aiuto, inviata tramite l’SOS – ossia “SOS DE ICEH SOS HERE AT 0320 GMT LAT. 40.30 N 69.53 W NEED IMMEDIATE ASSISTANCE" – consentì di salvare ben 1.660 persone fra passeggeri e membri d’equipaggio.

Cos’è il codice Mayday

Accanto al celebre “SOS" spesso sentiamo anche pronunciare “Mayday". Si tratta di un codice adottato nella Seconda Guerra Mondiale e che si è diffuso molto alla fine del conflitto. Merito della nascita e del miglioramento delle comunicazioni radiofoniche. L’SOS pronunciato a voce infatti diveniva solo una specie di sibilo – “esseoesse" – che rischiava di non essere compreso. Venne così scelta l’espressione Mayday che deriva dall’ultima parola di una frase in francese: "venez m’aider", ossia “venite ad aiutarmi".

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