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Crepet Fonte foto: IPA

Crepet contro la musica trap dei giovani: qual è la "trappola"

Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet si scaglia contro la musica trap, molto ascoltata dai giovani d'oggi: qual è la "trappola" secondo l'esperto

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Ospite di PoretCast, Paolo Crepet ha parlato dei giovani d’oggi e della musica che ascoltano scagliandosi contro la trap. Trap in inglese significa ‘trappola‘, e secondo lo psichiatra già nel suo nome porta con porta con sé un messaggio negativo. Durante l’intervista condotta da Giacomo Poretti, l’esperto ha anche parlato di quella volta che è stato sospeso a scuola per ‘colpa’ del suo amore per la musica rock.

Crepet e la musica trap: “Trappola della droga”

“A me non piace affatto polemizzare, a me piace dire quello che penso. Se poi uno s’arrabbia non so cosa farci. Non ci riesco a dire che i trapper sono come i Rolling Stones, con tutto il rispetto naturalmente”. A parlare è lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, ospite di Giacomo Poretti nella 22esima putata del suo podcast PoretCast.

Trap è una parola che viene dal mondo della droga“, ha proseguito l’esperto. Come spiegato da Treccani, il genere musicale, molto amato dalle nuove generazioni, prende il suo nome dal termine ‘trap house‘, che letteralmente significa ‘casa delle trappole’. Questa parola, nel gergo della droga, indica la casa, e più in generale l’ambiente, in cui gli spacciatori preparano e vendono sostanze stupefacenti. In slang, la parola ‘trapping’ rappresenta proprio lo spaccio di droga.

Dunque “è un po’ come dire ai ragazzi: ‘state dentro la trappola della droga, cadete dentro la droga’ – ha aggiunto Crepet -. Come si può essere entusiasti di questa roba qua?”.

E sui trapper ha concluso: “Comunque io penso che questi durino da Natale a capodanno. Facciamo quelli vecchi: sentiamo ancora Bob Dylan, quando ha cominciato eravamo ragazzini, e ancora c’è. Secondo te un trapper sta su 60 anni?”, ha detto rivolgendosi a Poretti.

Giacomo Poretti: “La maestra tagliò i capelli ai miei compagni”

L’attore ha così raccontato un episodio molto singolare di quando andava alle elementari. “Io mi ricordo che quando avevo 8 anni, era il ’64, i Beatles erano all’apice. C’erano due ragazzini in classe con me che avevano i capelli lunghi per imitare i Beatles. Un giorno la maestra, dopo avergli detto di tagliarsi i capelli quattro, cinque volte – e loro non avevano provveduto -, è venuta in classe con le forbici e gli ha tagliato i capelli“.

Poretti ha aggiunto che all’epoca “nessuno ha avuto da ridire”, sottolineando che questi episodi, oggi, non sarebbero accettati come un tempo: “I genitori, adesso, tu lo sai cosa farebbero”, ha detto allo psichiatra sorridendo.

Perché Crepet è stato sospeso a scuola

Durante il corso della puntata Paolo Crepet ha anche svelato di essere stato sospeso a scuola per ‘colpa’ del rock. Lo psichiatra ha raccontato che negli anni ’60 il canale radiofonico della Rai trasmetteva principalmente “musica istituzionale”. La musica rock era lanciata solo da ‘Bandiera gialla‘, trasmissione radiofonica che andava in onda il sabato pomeriggio sotto la conduzione di Gianni Buoncompagni e Renzo Arbore.

Perciò all’epoca “se volevi sentire il rock, dovevi sintonizzarti su Radio Luxembourg“, emittente lussemburghese che “era l’unica radio europea che faceva sentire il rock vero e veniva trasmessa di notte”.

Crepet ha continuato: “Io me la sentivo nella mia radiolina sotto le coperte. I miei genitori non lo sapevano. Poi la mattina andavo a scuola, mi mettevo in fondo, e rifacevo i jingle che ascoltavo a Radio Luxembourg. Mi dicevano di smettere, ma non la smettevo mai”. Così “sono stato sospeso“. Lo psichiatra si è ironicamente giustificato: “Era un modo per rendere rock la classe”.