
Prof Schettini e i 2 disagi "fortissimi", la lezione sul bullismo
Prof Vincenzo Schettini ha tenuto una toccante lezione sul bullismo raccontando di aver vissuto 2 disagi "fortissimi" quando era adolescente
“Dobbiamo confrontarci su questo argomento che è delicato. È molto complicato parlare di questa cosa, ma lo voglio fare raccontandovi anche di me, perché è giusto che io vi metta a disposizione la mia esperienza”. Vincenzo Schettini, prof de ‘La fisica che ci piace’, ha iniziato così il suo nuovo video su YouTube dedicato al tema del bullismo, raccontando di aver vissuto “2 disagi fortissimi” quando era adolescente. Ecco la sua toccante lezione.
- Il racconto a cuore aperto di Vincenzo Schettini
- Bullismo: prof Schettini spiega le "cose gravi" da denunciare
- La lezione di prof Schettini: "Fregatevene"
- Il messaggio del prof: "Il dolore non va rifiutato"
Il racconto a cuore aperto di Vincenzo Schettini
“Io sono cresciuto con 2 disagi fortissimi”, ha raccontato l’insegnante Vincenzo Schettini in un video pubblicato il 28 marzo sul suo canale YouTube dal titolo ‘Le parole hanno un peso? Bullismo e cyberbullismo: vi racconto la mia esperienza”.
“Il primo – ha proseguito il prof – è stato quello legato alla sfera sessuale, il secondo legato alla sfera fisica. Ero e sono gay, ero e sono magro, ma quando ero giovane ero molto più magro. Ero magro, magro da fare schifo, e a volte mi veniva detto questo”.
Il docente ha ammesso di avere dei “ricordi difficili su come gli altri mi giudicavano, mi sono state dette cose brutte” per l’aspetto fisico perché “il mio corpo non potevo nasconderlo”. Per quanto riguarda l’omosessualità, ha continuato, il “discorso è diverso perché mi nascondevo, facevo di tutto per imitare i miei amici, facevo finta di essere etero. Forse quello mi ha salvato”.
Prof Schettini ha poi spiegato che ha deciso di raccontare il suo passato per mandare un messaggio ai giovani: “Perché vi sto raccontando questa cosa? Per farvi capire che l’essere preso in giro per il mio fisico io l’ho trasformato in una forza. Ho reagito, e ho cominciato a mangiare un po’ di più e ad andare in palestra, e mi sono fatto pure il fisichetto”.
Bullismo: prof Schettini spiega le “cose gravi” da denunciare
Dopo aver raccontato la sua esperienza, Vincenzo Schettini ha subito elencato le situazioni “gravi” in cui denunciare gli atti di bullismo e cyberbullismo è fondamentale. Tra queste ha menzionato le minacce, le aggressioni fisiche, i ricatti, i furti. “Questo non è bullismo – ha avvertito -, questi sono atti di delinquenza, qui andiamo sul penale”.
In quelle situazioni “dovete parlare sempre, dovete andare dai genitori, dai professori, dagli amici. Là dovete assolutamente denunciare – ha ribadito – perché quelle sono situazioni gravi, estreme”.
La lezione di prof Schettini: “Fregatevene”
“Io però vi parlo di altro – è andato avanti prof Schettini -. Io nella mia vita non ho subito quelle situazioni gravi di cui vi ho parlato. Io venivo venivo ‘bullizzato’, lo metto tra virgolette, perché per me non è stato così, perché io reagivo”.
Da qui il suo messaggio: “In tutte le scuole, dalle elementari alle superiori, la presa in giro c’era, c’è e ci sarà. E quindi fregatevene. Anzi, posso dirlo? Fottetevene, ve ne dovete fottere, perché voi siete speciali. Quando io ho capito che ero speciale, quando io ho capito che ero Vincenzo, quando io ho cominciato a dire ‘ma a me, che mi dicono che son magro, che me ne frega’, mi sono guardato allo specchio e mi sono detto ‘mi piacerebbe mettere qualche chilo in più’. Ma me lo sono detto io”, ha precisato.
L’insegnante, riportando la sua storia personale, ha incoraggiato gli adolescenti a non farsi abbattere dal giudizio degli altri, ma di essere pronti a cambiare se si sente la necessità. “Se non ci piacciamo possiamo migliorare. Ma se ci piacciamo, ragazzi, allora piacciamoci, piacetevi. Se vi piacete, continuate a stare tranquilli e continuate a vivere la vostra vita perché siete unici, siamo unici”.
Il messaggio del prof: “Il dolore non va rifiutato”
Infine prof Schettini ha spiegato che il dolore fa parte della vita e non va eliminato. “Dovete imparare a crescere attraverso il fregarvene e accettare che il male esiste – ha detto -. Non dobbiamo vivere sotto una campana di vetro. Non vi auguro di crescere sotto una campana di vetro protetti dai genitori, dai professori, in modo che non vi succeda niente. Perché arriverà il momento in cui qualcosa vi succederà e là non saprete come fare“.
Invece, ha aggiunto l’insegnante, “dovete imparare a esporvi, non dovete aver paura del dolore” perché “ognuno di noi prova dolore, è una parte di noi”. E “quando arriveranno le cose belle, perché ci sono le cose belle, avranno ancora più valore”, ha concluso Vincenzo Schettini.