Salta al contenuto
stipendi insegnante Fonte foto: iStock

Quanto guadagna un insegnante in Italia: è allarme sugli stipendi

Anief lancia l'allarme sugli stipendi del personale della scuola, i più bassi della Pubblica Amministrazione: quanto guadagna un insegnante in Italia

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Anief, l’Associazione nazionale insegnanti e formatori, ha lanciato l’allarme sugli stipendi del personale della scuola, che sono troppo bassi rispetto a quelli del restante pubblico impiego. Ma quanto guadagna un insegnante in Italia?

Lo stipendio medio nel comparto scuola

Lo stipendio medio annuo lordo dei dipendenti della Pubblica Amministrazione in Italia è 34.153 euro su 278 giornate retribuite all’anno. La cifra per la scuola è ben al di sotto della media, essendo pari a 24.667 euro annui. A dirlo sono gli ultimi dati Inps disponibili sugli stipendi del pubblico impiego – integrati con il report Istat e con il Rapporto semestrale dell’Aran sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, come riportato da Anief. “Il personale scolastico – hanno denunciato dall’associazione – si conferma dunque il più sottopagato della Pubblica Amministrazione”.

Stando ai dati riportati da Anief, sono i dipendenti del gruppo contrattuale “Università ed enti di ricerca” a guadagnare di più, con un salario medio annuo lordo di 49.533 euro, seguiti da “Forze armate, Corpi di polizia e Vigili del fuoco” con 46.791 euro. Sopra ai 40mila euro annui lordi troviamo anche gli stipendi medi di chi lavora nelle “Amministrazioni centrali, Magistratura e Autorità dipendenti” (44.541 euro) e nel Servizio sanitario pubblico (40.996 euro).

Il commento del presidente di Anief

“L’altissima presenza di precari e la mancanza di risorse adeguate a risalire la china, dopo il blocco stipendiale che ha caratterizzato il comparto nel decennio 2008-2018, ha prodotto il risultato di avere degli stipendi del comparto Istruzione a dire poco vergognosamente bassi, praticamente dimezzati rispetto ad altri dipendenti pubblici come quello delle Forze armate, che superano in media i quasi 47mila euro annui”, ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “In questa situazione – ha aggiunto -, è sempre più chiaro che nel prossimo rinnovo del Ccnl, Anief chiederà al Governo di stanziare almeno la metà delle risorse per valorizzare una professione essenziale per la società Italiana”.

“La scuola – ha continuato Pacifico – paga da tutti i punti di vista il fatto che un dipendente su quattro è precario, remunerato con lo stipendio iniziale fino a quando non viene immesso in ruolo (a volte anche dopo decenni) e nella maggior parte dei casi si ritrova anche con le mensilità estive negate, in violazione di una precisa direttiva dell’Unione europea“.

“Noi, come sindacato, stiamo facendo il nostro: grazie al rinnovo contrattuale sottoscritto lo scorso 18 gennaio, ad esempio, abbiamo ottenuto che ogni ora di formazione svolta dai docenti fuori orario di lezione venga pagata 19,25 euro – ancora il presidente di Anief -. E anche l’aumento complessivo è stato superiore agli ultimi, ancora di più perché ravvicinato rispetto al passato. Adesso, però, servono risorse importanti”.

Il nodo dell’indennità di vacanza contrattuale

Anief ha puntato il dito anche sull’indennità di vacanza contrattuale, prevista dalla legge in caso di scadenza del contratto senza un immediato rinnovo. La recente Legge di Bilancio “ha introdotto una normativa che non ha rispettato pienamente i diritti dei lavoratori – hanno spiegato dall’associazione -, offrendo una somma anticipata per gli aumenti contrattuali che non corrispondono agli arretrati effettivamente dovuti”.

In risposta a questa situazione Anief “ha promosso l’invio di diffide per preservare i diritti dei lavoratori e interrompere i termini di prescrizione, evidenziando la necessità di una mobilitazione collettiva per richiedere il rispetto delle normative vigenti”.

L’Ufficio Studi Anief ha realizzato degli esempi: “Un docente della scuola secondaria in classe 9, a dicembre, ha ricevuto un assegno pari a 846,61 euro, ma lo Stato gli deve ancora 3.192,36 euro. Un insegnante precario a marzo ha ricevuto un assegno mensile aggiuntivo di 63,78 euro, peccato che doveva essere di 142,76, e per il passato l’amministrazione gli deve ancora: 2.334,97 euro”.

“Consigliamo ai docenti di ruolo e precari, ma vale anche per i lavoratori Ata, di rivolgersi al nostro sindacato per bloccare la prescrizione e chiedere di avere le somme corrette – ha concluso il direttore Marcello Pacifico -. I ricorsi li seguiranno i nostri legali, specializzati in questo genere di cause giudiziarie”.

Quanto guadagnano gli insegnanti in Italia

Ok, ma quanto guadagnano gli insegnanti in Italia? Stando agli ultimi dati sullo stipendio dei docenti, precedenti all’allarme lanciato da Anief, la retribuzione annua media lorda degli insegnanti italiani è pari a circa 27.700 euro.

Lo stipendio varia in base al grado della scuola in cui insegna e in base all’anzianità di servizio. In generale, sono i maestri a guadagnare di meno. Nei primi 8 anni di servizio gli insegnanti delle scuole dell’infanzia e delle elementari percepiscono un salario pari a 20.897,20 euro all’anno, arrivando a 30.536,92 euro a fine carriera. Dall’altra parte, i professori delle medie e delle superiori partono da uno stipendio di 22.678,52 euro annuali per arrivare fino a 35.505,47 euro nel caso di docenti laureati di istituti tecnici e licei. Dopo la Grecia, l’Italia è il Paese dell’Eurozona in cui gli insegnanti guadagnano di meno.