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Smartphone e bambini Fonte foto: iStock

Smartphone vietati agli under 14: a che punto è la raccolta firme

Daniele Novara e altri esperti hanno lanciato una petizione per vietare gli smartphone agli under 14: in pochi mesi già raccolte più di 100mila firme

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Vietare gli smartphone ai minori di 14 anni è fondamentale: ne è convinto il pedagogista Daniele Novara, che si trova in tour in tutta Italia per promuovere una raccolta firme affinché sia introdotta una legge che possa vietare agli under 14 di utilizzare i telefonini. Tra gli adolescenti l’uso dei dispositivi elettronici è in continua crescita e l’esperto si rivolge principalmente ai genitori e a un approccio educativo contemporaneo che ha trasformato le principali figure di riferimento dei ragazzi in “amici”.

La raccolta firme per vietare gli smartphone agli under 14

Il pedagogista Daniele Novara si trova a girare tante città italiane per affrontare un tema urgente: l’uso degli smartphone da parte degli adolescenti. Telefonini e tablet, infatti, stanno modificando le abitudini di bambini e teenager e sono diversi gli studi che hanno valutato gli effetti negativi sullo sviluppo cognitivo e relazionale.

Per questo motivo, insieme allo psicoterapeuta Alberto Pellai e ad altri esperti tra medici, insegnanti, magistrati, ma anche genitori, Daniele Novara ha lanciato una petizione su Change.org, che in pochi mesi ha raggiunto la quota di 100mila firme. La proposta degli esperti è quella di vietare gli smartphone personali prima dei 14 anni e l’accesso ai social fino ai 16 anni, basandosi su evidenze neuroscientifiche che pongono l’attenzione sui potenziali pericoli dell’uso sconsiderato di tali strumenti tecnologici.

Gli esperti che hanno lanciato l’appello non vogliono demonizzare la tecnologia, ma chiedono che siano stabiliti dei limiti chiari. “L’accesso agli smartphone prima dei 14 anni e ai social prima dei 16 è dannoso”, si legge nel testo della petizione. C’è bisogno di una maggiore responsabilità educativa da parte delle famiglie, della scuola, delle istituzioni.

Daniele Novara contro l’abuso di smartphone e dispositivi digitali

Secondo Daniele Novara e anche secondo gli altri esperti che hanno lanciato la petizione online, il problema non sono i ragazzi, ma sono gli adulti, in particolare i genitori che da figure di riferimento si sono trasformate in amici dei propri figli, sempre pronti a concedere tutto e mai disposti a mettere dei paletti, dei limiti, per evitare di scontrarsi.

La loro presa di posizione non è contro la tecnologia, ma contro l’uso che se ne fa, soprattutto quando si tratta di minorenni. L’abuso di dispositivi digitali è un’emergenza che non si può più sottovalutare. Come spiegato dall’appello che accompagna la raccolta firme, nei bambini e nelle bambine l’uso di strumenti tecnologici causa principalmente due rischi: “uno diretto, legato alla dipendenza, e uno indiretto, perché l’interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale le esperienze fondamentali per un corretto allenamento alla vita”.

Gli esperti come Daniele Novara hanno spiegato che le neuroscienze hanno dimostrato come ci siano “aree del cervello, fondamentali per l’apprendimento cognitivo, che non si sviluppano pienamente se il minore porta nel digitale attività ed esperienze che dovrebbe invece vivere nel mondo reale”. Per questo nelle scuole dove lo smartphone non è ammesso, ad esempio, “gli studenti socializzano e apprendono meglio. Prima dei 14-15 anni, il cervello emotivo dei minori è molto vulnerabile all’ingaggio dopaminergico dei social media e dei videogiochi”.