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Smartphone a scuola Fonte foto: iStock

Stop smartphone a scuola in Austria: la situazione qua in Italia

Il ministro dell'Istruzione dell'Austria ha deciso di dire stop ai cellulari a scuola perché "uccidono la concentrazione": la situazione in Italia

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

L’Austria dice stop agli smartphone a scuola. I cellulari, ha detto il ministro dell’Istruzione austriaco Christoph Wiederkehr, “uccidono la concentrazione”. Da qui la decisione di vietarli completamente all’interno degli istituti scolastici. E qua in Italia com’è la situazione? Tutto quello che c’è da sapere.

In Austria arriva il divieto degli smartphone a scuola

In Austria arriva una delle politiche più restrittive d’Europa in tema di utilizzo dei dispositivi digitali all’interno delle scuole. Come riportato dal quotidiano Alto Adige, dall’1 maggio negli istituti fino all’ottava classe (equiparabile all nostra terza media) non si potranno utilizzare smartphone, tablet o smartwatch durante l’intero arco della giornata scolastica, incluse la ricreazione e le attività extrascolastiche come le gite.

Uniche deroghe: i docenti potranno autorizzare l’uso dei dispositivi per attività didattiche specifiche, come ricerche o controlli sulle fake news. Inoltre, durante i viaggi di istruzione, saranno previsti dei momenti dedicati in cui gli studenti potranno contattare le famiglie. Infine, sono state introdotte delle esenzioni per gli alunni con bisogni particolari.

Le scuole potranno decidere autonomamente dove conservare i dispositivi mobili degli studenti durante lo svolgimento delle lezioni e potranno stabilire le conseguenze disciplinari in caso di violazioni della norma. Il ministro dell’Istruzione austriaco Christoph Wiederkehr ha parlato sia di note sul registro di classe e sia la convocazione dei genitori nei casi più gravi.

Per il ministro austriaco i cellulari sono “killer della concentrazione”

Il ministro Wiederkehr ha motivato il provvedimento anti smartphone citando alcuni dati relativi all’uso dei dispositivi digitali da parte di bambini e adolescenti: “Gli effetti negativi dei dispositivi mobili superano quelli della pandemia”, ha detto. E ha aggiunto: “Il cellulare è un killer della concentrazione“.

Il ministro auspica che questo provvedimento contribuisca ad incoraggiare le relazioni tra gli studenti, a migliorare l’attenzione in classe dei ragazzi e a creare ambienti più “sani” nelle scuole austriache.

Smartphone a scuola: come funziona in Italia

In Italia, l’uso degli smartphone a scuola è regolato da una circolare del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara firmata 11 luglio 2024, che ne vieta l’utilizzo negli istituti fino alla terza media per scopi sia personali che didattici, anche se lascia spazio ad alcune eccezioni.

Nella circolare si stabilisce che “a tutela del corretto sviluppo della persona e degli apprendimenti, si dispone il divieto di utilizzo in classe del telefono cellulare, anche a fini educativi e didattici, per gli alunni dalla scuola d’infanzia fino alla secondaria di primo grado, salvo i casi in cui lo stesso sia previsto dal Piano educativo individualizzato o dal Piano didattico personalizzato, come supporto rispettivamente agli alunni con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento ovvero per documentate e oggettive condizioni personali”.

E si aggiunge: “Potranno, invece, essere utilizzati, per fini didattici, altri dispositivi digitali, quali pc e tablet, sotto la guida dei docenti”.

Intervenuto a Sky Tg24 dopo la firma della circolare, Valditara ha spiegato che la decisione di vietare gli smartphone in classe fino alle medie è stata presa “dopo che diversi studi scientifici internazionali hanno accertato che l’abuso dei cellulari, soprattutto nei giovani, provoca una serie di conseguenze negative: difetti di memorizzazione, incide sulla capacità di concentrazione, sulla fantasia e creatività”.