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Maturità 2025 Fonte foto: IPA

Voto in condotta ed esame di Maturità 2025, scoppia la polemica

Il voto in condotta diventa un requisito di ammissione all’esame di Maturità 2025 e scoppia la polemica: le proteste di studenti e studentesse

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il peso del voto in condotta all’esame di Stato diventa un caso. Con l’approvazione della legge 150 del 2024, infatti, a partire dalla Maturità 2025 la valutazione del comportamento di studenti e studentesse influirà sia sull’ammissione all’esame sia sul credito scolastico e, conseguentemente, sulla votazione finale. Ed è scoppiata la polemica. Ecco cosa sta succedendo.

Voto in condotta e Maturità: è protesta tra gli studenti

Il 31 marzo il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato l’ordinanza che definisce le modalità di svolgimento dell’esame di Maturità 2025. Nel documento si conferma, tra le altre cose, un’importante novità introdotta dalla cosiddetta riforma del voto in condotta, approvata il 25 settembre 2024: niente ammissione all’esame di Stato senza la sufficienza in comportamento. E con il 6 si dovrà presentare un “elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale” da discutere durante la prova orale.

La scuola ci ha voluto mandare un messaggio: non esporti, non partecipare“. È questa la posizione espressa dal collettivo degli studenti del liceo Virgilio di Roma, come riportato da La Repubblica. Qui in 14 rischiano sanzioni e provvedimenti dopo l’occupazione dell’istituto, che ha fatto registrare 85mila euro di danni. In tre hanno già cambiato scuola per timore di essere bocciati.

Proteste anche al liceo Manara della capitale, dove il preside ha annunciato che saranno abbassati i voti in condotta dei ragazzi e delle ragazze che hanno occupato.

Sono numerosi gli ex alunni e i genitori che si sono uniti alle proteste degli studenti e delle studentesse del liceo Minghetti di Bologna, dove il preside ha risposto con durezza all’occupazione con denunce e una serie di sanzioni disciplinari. Sono state raccolte 10mila firme per chiedere la cancellazione delle sospensioni e del 6 in condotta per gli occupanti.

Anche a Milano i collettivi sono pronti a manifestare. “Dare così tanto peso al voto in condotta non è giusto – ha commentato uno studente del liceo Da Vinci -. Questa stretta è un modo per scoraggiare le nostre proteste. Nel mio caso, dopo l’occupazione della settimana scorsa, hanno annunciato per me e un altro ragazzo provvedimenti disciplinari. Forse ce la caveremo con un 7, altrimenti dovremo presentare un elaborato sull’educazione civica ma – ha denunciato – nessuno sa cosa significhi davvero“.

Quanto pesa il voto in condotta sull’esame di Maturità

Ma quanto pesa il voto in condotta sull’esame di Maturità? In attuazione delle disposizioni introdotte dalla legge 150/2024, come si legge nell’ordinanza del ministero dell’Istruzione del 31 marzo, “qualora il candidato riporti, in sede di scrutinio finale, una valutazione inferiore a sei decimi, non sarà ammesso all’esame di Stato. Se invece la valutazione del comportamento sarà pari a sei decimi, in sede di colloquio discuterà un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale fondata sul rispetto dei principi costituzionali”.

Detto in altri termini, chi ha meno di 6 in comportamento non è ammesso alla Maturità. Chi invece ha 6 in condotta è ammesso all’esame ma deve discutere un elaborato in tema di “cittadinanza attiva e solidale” durante la prova orale.

La definizione dell’argomento oggetto dell’elaborato – continua l’ordinanza del ministero – sarà effettuata dal consiglio di classe nel corso dello scrutinio finale; l’assegnazione dell’elaborato ed eventuali altre indicazioni ritenute utili, anche in relazione a tempi e modalità di consegna, saranno comunicate al candidato entro il giorno successivo a quello in cui ha avuto luogo lo scrutinio stesso”.

Infine, la valutazione della condotta inciderà anche sui crediti per l’ammissione all’esame di Stato. Infatti, come spiegato dal MIM, “il punteggio più alto potrà essere assegnato esclusivamente agli studenti che avranno ottenuto un voto di comportamento pari o superiore a nove decimi”.

Questo significa che per ottenere il punteggio massimo nel credito scolastico, gli studenti devono avere un voto di comportamento di almeno 9 su 10. Quindi, se uno studente ha buoni voti nelle materie, ma il suo comportamento non è all’altezza (cioè sotto 9), non potrà ricevere il punteggio più alto per il credito scolastico (15 per il quinto anno). In sostanza, sia i voti che il comportamento contano.