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Maturità 2025 Fonte foto: ANSA

Novità voto in condotta e Maturità 2025, il chiarimento del MIM

Arriva il chiarimento del ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) sulle novità riguardanti il voto in condotta e la Maturità 2025: la nuova nota

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha pubblicato una nota per chiarire le novità su voto in condotta ed esame di Maturità 2025. Tutto quello che c’è da sapere.

La nuova nota del MIM su voto in condotta e Maturità

Con una nota, la numero 13946 del 3 aprile 2025, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha fornito alcuni chiarimenti in merito ai requisiti di ammissione all’esame di Maturità “con particolare riferimento alla valutazione delle discipline”, si legge nel documento.

Come spiegato dal MIM, per quanto riguarda i giudizi nelle materie, tutto resta invariato. La novità riguarda solo il voto in condotta, la cui disciplina è stata modificata dalla legge numero 150/2024 (la cosiddetta riforma del voto in condotta).

Le nuove disposizioni della legge 150/2024 “sono intervenute esclusivamente sulla tematica della valutazione del comportamento in relazione agli scrutini e all’esame di Stato, senza riguardare in alcun modo le previsioni relative alla valutazione delle discipline ai fini dell’ammissione all’esame di Stato”.

Pertanto, prosegue la nota, “per quanto attiene alla valutazione delle discipline, restano ferme le disposizioni contenute nell’articolo 13, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62”. Ovvero, sono ammessi alla Maturità “i candidati interni che conseguano una votazione non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi“. Si aggiunge inoltre che “soltanto in caso di votazione inferiore a sei decimi in una disciplina o in un gruppo di discipline, il consiglio di classe possa deliberare, con adeguata motivazione, l’ammissione all’esame conclusivo del secondo ciclo”.

Requisiti d’ammissione alla Maturità 2025: le novità

Il 31 marzo il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato l’ordinanza ministeriale che definisce le modalità di svolgimento della Maturità 2025, che avrà inizio mercoledì 18 giugno alle ore 8:30 con lo svolgimento della prima prova.

Il provvedimento rende noti anche quali sono i requisiti di ammissione all’esame. Per quanto riguarda il voto in condotta, “nel caso di valutazione del comportamento inferiore a sei decimi, il consiglio di classe delibera la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del percorso di studi“.

Nel caso di valutazione del comportamento pari a sei decimi (se si ha 6 in condotta), invece, “il consiglio di classe assegna un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale da trattare in sede di colloquio dell’esame conclusivo del secondo ciclo”. Si specifica che “la definizione della tematica oggetto dell’elaborato viene effettuata dal consiglio di classe nel corso dello scrutinio finale. L’assegnazione dell’elaborato ed eventuali altre indicazioni ritenute utili, anche in relazione a tempi e modalità di consegna, vengono comunicate al candidato entro il giorno successivo a quello in cui ha avuto luogo lo scrutinio stesso, tramite comunicazione nell’area riservata del registro elettronico, cui accede il singolo studente con le proprie credenziali”.

Tra le altre novità, lo svolgimento dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto, ex alternanza scuola-lavoro) torna ad essere un requisito per l’ammissione all’esame di Stato. Era stato sospeso durante gli anni del Covid fino alla Maturità 2024 compresa.

Infine, come lo scorso anno, per essere ammessi all’esame è necessario aver svolto le prove Invalsi e aver frequentato “almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato”.