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Prof Vincenzo Schettini Fonte foto: IPA

Prof Schettini su voto in condotta e Maturità: sfogo sulla scuola

La novità del voto in condotta per l'ammissione all'esame di Maturità 2025 non piace a prof Vincenzo Schettini, che critica duramente tale meccanismo

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Mancano poco più di due mesi all’appuntamento con la Maturità 2025 per molti studenti italiani. La tanto temuta prima prova prova scritta è prevista per il 18 giugno. La novità di quest’anno, che ha aperto il dibattito tra chi è favorevole e chi è contrario, è l’aggiunta di un requisito in più per l’ammissione all’esame di Stato, ovvero quello che riguarda il voto in condotta.

A schierarsi tra coloro che criticano la scelta del ministero dell’Istruzione e del Merito c’è prof Vincenzo Schettini, il prof di fisica più amato del web.

Prof Schettini contro il voto in condotta per l’ammissione alla Maturità

Prof Schettini si è schierato contro la decisione del MIM di inserire il voto in condotta tra i requisiti di ammissione al prossimo esame di Stato, ma non solo. Si è dichiarato generalmente contro il voto in condotta per tutti gli studenti, poiché sarebbe un meccanismo deleterio per loro: “In generale non amo molto il voto in condotta, è la cosa che i ragazzi guardano meno sulla pagella finale, anche se saranno ovviamente contenti di avere 10 in quella voce – ha detto Schettini in un’intervista a La Stampa -. Uno studente che viene mortificato da un cattivo voto in condotta, e questo influenza la Maturità, è un mero tecnicismo. Un ragazzo arriva alla Maturità già adulto”.

Prof Schettini è convinto del fatto che non siano i voti a determinare la bravura, l’impegno e l’educazione di uno studente: “L’educazione non passa attraverso i voti, men che meno dalla condotta. È la cosa peggiore, un meccanismo antipatico della scuola che vuole essere moderna ma che non lo è“, ha concluso il docente di fisica criticando le decisioni intraprese dal MIM.

Esame Maturità 2025, la novità sul voto in condotta e le polemiche

Con il ddl Valditara firmato a settembre 2024, è stata avviata la riforma del voto in condotta nelle scuole: con il 5 in condotta scatta la bocciatura. Inoltre, si ritorna alla valutazione numerica sul comportamento alle medie e si prevedono multe per aggressioni al personale scolastico.

In particolare, con l’approvazione della legge 150 del 2024, la valutazione del comportamento di studenti e studentesse influirà sia sull’ammissione all’esame di Maturità, già dal 2025, sia sul credito scolastico e sulla votazione finale. Il 31 marzo 2025, infatti, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato l’ordinanza che definisce le modalità di svolgimento dell’esame di Maturità 2025, nella quale viene introdotta un’importante novità: se non si raggiunge la sufficienza in condotta non si è ammessi alla Maturità. E con il 6 si dovrà presentare un “elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale” da discutere durante la prova orale.

Inoltre, la valutazione della condotta inciderà anche sui crediti per l’ammissione all’esame di Stato. Infatti, come spiegato dal ministero dell’Istruzione, “il punteggio più alto potrà essere assegnato esclusivamente agli studenti che avranno ottenuto un voto di comportamento pari o superiore a nove decimi”.

La scelta del MIM non ha mancato di suscitare polemiche tra docenti e studenti, ma anche nella politica. Tra le proteste studentesche, anche quella del collettivo degli studenti del liceo Virgilio di Roma: “La scuola ci ha voluto mandare un messaggio: non esporti, non partecipare”, è la loro posizione, come riportato da La Repubblica.