Le citazioni di: Hermann Hesse

Hermann Hesse è noto nel mondo per le sue citazioni e per aver vinto il premio Nobel per la letteratura

Hermann Hesse nasce il 2 luglio del 1877 a Calw, città tedesca situata nel Land del Baden-Württemberg nel sud della Germania. Lo scrittore è figlio di un missionario protestante e della figlia di un missionario cultore di orientalistica. Viene indirizzato dai genitori agli studi teologici, che non porta a termine. Inizia a dedicarsi alla letteratura nel 1904, trasferendosi in Svizzera. Da quel momento comincia a viaggiare, una delle sue tappe più significative è l’India, nel 1911.

Hermann Hesse è un antinazionalista e pacifista, assolutamente contro ogni forma di conflitto. Durante la Prima Guerra Mondiale decide di occuparsi dell’assistenza ai prigionieri. Diventa cittadino svizzero nel 1923 ed è noto per aver vinto diversi premi e riconoscimenti, tra cui anche il Nobel per la letteratura nel 1946.

Una produzione molto ampia caratterizza l’autore, sono infatti ben 32 in tutto i romanzi e le sue raccolte di racconti, e 15 invece le raccolte di poesie. Tra le sue opere più note ci sono i romanzi Siddharta, Peter Camenzind, Gertrud, Il Giuoco delle perle di vetro, Narciso e Boccadoro, Demian. In tutti i suoi scritti spicca l’interesse per l’esistenzialismo (Schopenhauer, Nietzsche e Heidegger), lo spiritualismo, il misticismo, la filosofia orientale.

Hermann Hesse diventa uno dei più famosi autori degli Stati Uniti, dopo la sua morte, negli anni Sessanta: in quel periodo, i giovani hippie e pacifisti decidono di prendere ispirazione dalla sua critica al capitalismo americano e al consumismo, per sottolineare il loro rifiuto alla materialità della società occidentale e alla guerra del Vietnam.

Hesse è l’autore di lingua tedesca del XX secolo più letto al mondo, insieme a Stefan Zweig e Thomas Mann. Le sue opere sono tradotte in più di 60 lingue e vendute in circa 150 milioni di copie. È uno degli scrittori più importanti e conosciuti della prima metà del Novecento, nei suoi racconti emerge la ricerca spirituale individuale a cui l’uomo tiene, che si spinge oltre ogni convenzione culturale e letteraria. L’autore si rivolge al mondo orientale alla ricerca di un’umanità purificata, fuori da quelli che secondo lui erano i contrasti del mondo moderno.

Negli anni Cinquanta Hesse si ritira dalla scena pubblica, scrive solo alcuni brevi racconti e passa le sue giornate dipingendo. Soffre di depressione e spossatezza fisica e nel 1955 i dottori scoprono che è affetto da leucemia cronica. A causa della sua ipocondria, dell’età e dell’incurabilità della malattia, pare che i medici decidono di non comunicargli mai direttamente la reale diagnosi. L’8 agosto del 1962 muore a causa di un’emorragia cerebrale a Montagnola (Collina d’Oro – Lugano), all’età di 85 anni.

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