Madre e figlia di 5 anni sedute per terra a leggere insieme, entrambe con jeans e maglione bianco; sullo sfondo, il fuoco nel caminetto Fonte foto: 123rf
Cultura

Libri dell’infanzia sull’inverno: una selezione per i 5 anni

Volpi, uccelli e topolini, ma anche bambini alle prese con avventure reali ed oniriche: i libri sull'inverno per bambini di 5 anni sono capolavori da scoprire

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Giungiamo alla conclusione di questo interessante percorso dedicato ai libri dell’infanzia sull’inverno: dopo aver raccolto titoli per la primissima infanzia, i 3 anni e i 4 anni, scriviamo un ultimo capitolo sugli albi illustrati per i più grandicelli, i bimbi di 5 anni. Altra fase della vita, altri tipi di storie.

I bambini di questa età, infatti, sono decisamente più autonomi e hanno voglia di scoprire il mondo che li circonda, aiutati da una mobilità fisica consolidata; ne hanno compreso le regole elementari e sanno ora cosa è il bene e cosa il male, cosa è giusto e cosa è sbagliato, quali sono le emozioni di base come rabbia, gelosia, paura e timidezza; soprattutto, hanno ora la capacità di decentrarsi, di mettersi nei panni altrui provando le sensazioni vissute da altri in un determinato contesto e di vedere come i loro comportamenti influiscano sull’armonia sociale.

Così anche le storie devono rispondere al loro nuovo modo d’essere. Non suscitano più interesse le trame eccessivamente didascaliche o con dichiarati propositi moralistici, ormai acquisiti. Anche la soglia di attenzione è aumentata e permette di seguire intrecci narrativi più complessi, con dettagli che arricchiscono la storia di immagini facilmente visualizzabili, sfumature emotive, avventure più astratte.

Certo le illustrazioni continuano ad avere il loro peso, ma non sono più centrali. In particolare, non sono più co-natrratrici insieme alla parola scritta. La loro è una funzione puramente evocativa. Ecco perché lo stile acquerellato, l’uso simbolico dei colori, un tratto indistinto e tonalità quasi sbiadite piacciono tanto ai bambini di questa età. Nel nostro caso, ad esempio, ricordano tutto ciò che la magia della neve e del freddo porta con sé tirando fuori un substrato ormai sedimentato nella memoria e nei vissuti dei piccoli, che già hanno vissuto diverse stagioni.

Ma veniamo a noi ed entriamo nel vivo della materia scoprendo titoli dal valore narrativo e artistico a dir poco straordinari. Perché diciamoci la verità: i libri sull’inverno per bambini di 5 anni piacciono anche ai genitori, che si prendono il tempo di accoccolarsi sul divano, spegnere gli schermi ed immergersi nel fascino delle storie durante le giornate più fredde e brevi dell’anno.

Una festa inaspettata, di Akiko Miyakoshi, Salani

L’autrice di questo libro sull’inverno per bambini di 5 anni è la pluripremiata illustratrice giapponese de La strada verso casa, un’artista le cui opere sono state tradotte in diverse lingue. Questo dovrebbe bastare come garanzia. Poi ci si imbatte nella copertina di questo straordinario volume disegnato a matita, con particolari messi in risalto da colori brillanti come il rosso e il giallo. E si è subito catapultati nell’atmosfera di una fredda giornata di neve: una bambina con un cappello rosso sta portando un dono a qualcuno, osservata da tanti animali che sbirciano da dietro agli alberi. Si apre il libo e si scopre che Kikko vuole consegnare una torta alla nonna, quando un agnellino incappottato e in piedi sulle zampe posteriori, che ricorda nell’aspetto un’elegante signora, le chiede se è diretta alla festa del tè. Riuscirà a recapitare il dolce che stringe forte a sé? Una suggestiva metafora della crescita in cui la commistione di mondo fantastico e reale genera una terza dimensione che ci fa galleggiare in un surreale palpabile, concreto, vivo. Un capolavoro grafico, una storia fantastica, in tutti i sensi.

Una festa inaspettata

Una festa inaspettata

Un lupo nella neve, di Matthew Cordell, Edizioni Clichy

Un silent book ugualmente delicato, che può essere letto anche ai piccolissimi. È la storia di una bambina vestita di rosso che si perde nella neve. Smarrita in un paesaggio completamente bianco, incontra un cucciolo di lupo lasciato indietro dal branco. Decide di aiutarlo e lo affianca finché non trovano insieme la sua mamma. Terminate le ricerche, la piccola è stanca e infreddolita, e soprattutto non ha ancora avvistato la strada che la conduce a casa. Si accascia quindi in un bosco di pini, sfinita. Ed è a questo punto che i lupi si avvicinano: non per farle del male, ma per attirare l’attenzione degli esseri umani. Si stringono in cerchio intorno a lei e iniziano a ululare finché i suoi genitori, che la stavano cercando da tempo, giungono ad abbracciarla. Un libro dell’infanzia sull’inverno che ci insegna a superare stereotipi e pregiudizi, ad accogliere chi – per ignoranza – intimorisce, ad aprire il cuore all’accoglienza e ad essere altruisti.

Un lupo nella neve

Un lupo nella neve

Il pupazzo di neve, di Raymond Briggs, Rizzoli

Ancora un silent book – questa volta simile a un fumetto – e un’altra storia dalla dimensione onirica, come il primo presentato in questa rassegna. Un bambino si sveglia e corre alla finestra: tutto è coperto di bianco. Attratto dallo spettacolo della neve si catapulta fuori e con pazienza durante l’intera giornata costruisce un grande pupazzo di neve che – con tanto di sciarpa, cappello, bottoni, naso e occhi – sembra vero. Arriva la notte, ma il piccolo non riesce a dormire e si sveglia in un sogno: l’uomo di ghiaccio è vivo e dopo avergli stretto la mano ed essersi presentato entra nel mondo degli esseri umani. E lo scopre con lo stupore di chi lo vede per la prima volta, con la meraviglia di fronte a ciò che si dà spesso per scontato e banale. Così si stupisce vedendo il gatto, il fuoco, il televisore acceso, una lampada che si accende e si spegne, un caldo termosifone, la bellezza di un quadro, ma anche l’acqua, il gas, la colla, i rotoli di carta, i cubetti di ghiaccio… Per non parlare degli occhiali, della cravatta, dei pantaloni e delle bretelle del babbo addormentato, con cui si diverte travestendosi. E poi lo skateboard e il pungiball, l’automobile parcheggiata in garage e la frescura di un freezer in cui si corica. A questo punto arriva il momento di ricambiare la meravigliosa esperienza che gli ha regalato il bambino. Lo prende quindi per mano e con lui spicca il volo portandolo nel suo mondo. Volano su eleganti palazzi dalle dorate cupole a cipolla, freddi paesaggi russi, mari ghiacciati, case rosse isolate nella neve. Un viaggio in immagini a pastello dalla straordinaria espressività, che si spegne nel giro di una notte come lo stoppino velocemente consumato di una candela, lasciando una piacevole sensazione di evanescenza e meraviglia. Una storia che insegna a godersi l’attimo, a credere nei sogni ma anche ad affrontare le disillusioni e infine a vivere nelle emozioni che i ricordi lasciano.

Il pupazzo di neve

Il pupazzo di neve

Storia di goccia e fiocco, di Pierdomenico Baccalario e Alessandro Gatti, Il Castoro

Un libro dell’infanzia sull’inverno, ma soprattutto la storia di una singolare amicizia tra un fiocco di neve e una goccia di inchiostro. La prima parte del racconto è dedicata al cristallo ghiacciato e al suo lungo viaggio che dalle nuvole lo porta al termine di un meraviglioso percorso. Chissà dove cadrà. Sui tetti colorati di una città, in un fiume, sul tendone variopinto di un circo, in un parco rallegrato dalle voci gioiose dei bambini, sulla vetrina di un panettiere? Fiocco non vede l’ora di raggiungere la destinazione finale, che è del tutto inaspettata. A questo punto della storia tutto cambia: si gira il libro al contrario e e si comincia a leggere la storia della goccia d’inchiostro contenuta in un boccettino di un illustratore, impaziente di posarsi su uno dei tanti disegni presenti in casa. Anche nella stanza dove vive inizia una danza, una leggiadra coreografia di fogli sollevati dal vento che entra dalla finestra. Finirà su dei fiori colorati, in un bosco misterioso, nello sguardo di un signore dipinto sulla carta? Niente di tutto questo. La boccetta viene sospinta oltre il davanzale. La goccia è triste visto l’oscuro destino che l’aspetta ma… l’abbraccio con fiocco dà vita a un legame che durerà per sempre. Lo stratagemma degli intagli aumenta la curiosità dei più piccoli, potenziando le sensazioni delicate e romantiche di una trama che parla della bellezza dell’incontro. Originale, unico, semplicemente da avere.

Storia di goccia e fiocco

Storia di goccia e fiocco

Le parole della neve, di Valentina Maselli e Chiara Nasi, Lavieri

Ecco un altro imperdibile libro sull’inverno per bambini di 5 anni – ma anche più grandi – fresco di stampa. Questo racconto di fantasia celebra il potere della parola, che mai deve essere usata a casaccio. Ci troviamo in un paese popolato da persone che parlano in continuazione, ad alta voce, cercando di dominare gli uni sugli altri. Solo i bambini sono alla ricerca di termini dimenticati, gentili e leggeri. Sono gli unici a comprendere l’importanza della profondità e dell’essenzialità. Qualcuno riesce a cambiare il corso degli eventi. Chi è? La neve, con la sua delicatezza ovattata che abbraccia l’intero paesaggio e zittisce, con la sua eleganza, anche i conversatori più accaniti.

Le parole della neve

Le parole della neve

Una cosa chiamata neve, di Yuval Zommer, Gallucci

Un libro sull’inverno per bambini di 5 anni che vede come protagonisti due compagni inseparabili: Volpe e Leprotto, due cuccioli nati in primavera, cresciuti in estate e già amici per la pelle in autunno. Il primo inverno della loro vita sta arrivando e rondine di mare li saluta prima di migrare al caldo, dicendo loro che presto avranno la fortuna di saltare e divertirsi nella neve. Ma che cosa è, la neve? Nessuno dei due l’ha mai vista. Pensano allora di addentrarsi nel bosco per chiederlo a orso, che risponde che si tratta di qualcosa di bianco come la loro pelliccia. Allora partono alla sua ricerca e, vedendo un letto candido di fiorellini, chiedono a caribù se l’hanno trovata; l’animale risponde però che la neve è fredda come i loro nasi. È allora la spuma in cui nuota un salmone? No, perché la neve è soffice come le loro code. Forse, allora, sono le nuvole in cui vola oca. No, perché la neve è scintillante come i loro occhi. Ormai stanchi e infreddoliti, al temine della giornata i due amici decidono di accoccolarsi insieme nella coda di volpe. Mentre dormono, eccola che arriva, con i primi fiocchi. Come reagiranno al risveglio? Una storia che racconta l’arrivo dell’inverno attraverso gli animali che vivono nella foresta, una storia di amicizia e curiosità, scoperta e stupore.

Una cosa chiamata neve

Una cosa chiamata neve

Sogno d’inverno, di Hélène Kérillis e Stéphane Girel, Jaca Book

La particolarità di questo libro dell’infanzia sull’inverno pensato per i bambini di 5 anni è la volontà di avvicinare i più piccoli al mondo dell’arte ispirato al celebre pittore Peter Bruegel il Vecchio. Le ambientazioni sono infatti quelle cinquecentesche dei Paesi Bassi in inverno, dove la quotidianità contadina è rappresentata in modo tutt’altro che sublimato, nella sua più autentica realtà ora priva di morale, ora ironicamente grottesca. La natura è sempre maestosa, delineata con tratti nitidi e puliti che lasciano spazio a un risultato arioso e ad ampio respiro. Ma veniamo alla trama di questo racconto. La protagonista è una bambina di otto anni di nome Mayken – dai lineamenti tipicamente fiamminghi -, spesso impegnata al fianco della madre nel servire i clienti di una locanda. Trascorre le sue giornate e portare in tavola zuppe e fette di lardo, oltre a mescere vino a cacciatori, mercanti di stoffe e cavalieri. Tuttavia, ciò che veramente attrae la sua attenzione è il paesaggio innevato che scorge dalla finestra. Come per tutti i bambini, il suo desiderio più grande è di divertirsi con gli amici all’aperto, soprattutto pattinando sul ghiaccio, come fa la domenica pomeriggio. È proprio in uno di questi rari momenti di svago che incontra un uccellino con un’ala spezzata. Decide di metterlo in salvo portandolo al vecchio mulino, di nutrirlo e prendersi cura di lui. Da questo piccolo gesto nasce un rapporto con la natura rinnovato, che dà una svolta decisiva alle sue giornate. Insomma, un capolavoro, nel vero senso della parola.

Sogno d’inverno

Sogno d’inverno

La regina delle nevi, di Valentina Bonaguro e Luna Scortegagna, Sassi

Un libro sull’inverno per bambini di 5 anni che riprende un classico intramontabile, questa volta del mondo letterario e non artistico. Si tratta infatti della nota storia pensata da Hans Christian Andersen, scrittore danese celebre soprattutto per le sue fiabe. Se non avete capito di chi stiamo parlando, sicuramente vi sovverrà sentendo uno dei titoli dei suoi racconti, che sia La sirenetta o La principessa sul pisello, Il brutto anatroccolo o Il soldatino di stagno. La regina delle nevi è una delle sue opere più note, in questo caso riadattata per i più piccini e impreziosita dallo straordinario effetto scenico generato dagli intagli nelle illustrazioni, che da sole varrebbero l’acquisto anche degli altri libri della serie. L’ambientazione è quella della Finlandia e della Lapponia, la storia quella del legame indissolubile tra due fratelli, uno dei quali deve essere liberato da una maledizione: una scheggia di ghiaccio che lo rende insensibile. Non diciamo altro, lasciamo a voi la curiosità di scoprire questa fiaba classica dal sapore squisitamente invernale.

La regina delle nevi

La regina delle nevi

Storia d’inverno, di Jill Barklem, EL

Ci sentiamo in dovere di dilungarci per presentare forse uno dei più bei libri sull’inverno per bambini in circolazione. Jill Barklem, la sua autrice, è entrata a ragione tra i classici che non possono mancare nelle librerie dei più piccoli. Proprio come Beatrix Potter, a cui i rimandi sono numerosi. Nelle storie di Boscodirovo viene ricreato un mondo di animali umanizzati, caratterizzato da illustrazioni con un’infinità di dettagli che lo rendono realistico. I particolari si affastellano dando vita ad un universo in miniatura popolato da una comunità di topolini e animali del bosco. Una dimensione percepibile attraverso i cinque sensi. Addentrandosi nella trama è come se si gustassero con i piccoli roditori pasticcini, budini e focacce, zuppe di nocciole, frittelle e crostini imburrati, accompagnati da punch bollenti, tè di foglie di rovo e caffè di ghiande. È come se si sentisse il calore del fuoco nel caminetto, delle coperte, delle lanterne. È come se si avvertisse la morbidezza di poltrone e cuscini, la stoffa sulla pelle degli eleganti vestiti che sembrano cuciti da abili sarti. In questo viaggio nella fantasia sono perfettamente riprodotte anche le emozioni, le sensazioni e i sentimenti provati dai protagonisti di questa storia dal sapore squisitamente invernale. La trama è lineare ma articolata. Riassumiamola.

I piccoli fremono di fronte allo spettacolo serale dei primi fiocchi che li tiene incollati alle finestre fino a notte inoltrata. L’eccitazione aumenta ancor più la mattina, quando i vetri sono ghiacciati e uno spesso manto di neve ha fatto scomparire i sentieri. Nemmeno gli anziani ricordano una nevicata di questa portata. I topolini si mettono quindi all’opera per scavare lunghi tunnel che collegano le case del villaggio. Terminati i lavori si riuniscono nell’emporio Tronchetti, dove si fa un solenne annuncio: la tradizione dei padri vuole che, quando tutto si addormenta sotto una candida coperta gelata, si organizzi un sontuoso ballo. Grandi e piccini si incontrano al tramonto nel meraviglioso salone di ghiaccio realizzato con i badili durante il pomeriggio. Li aspetta una serata di danze vorticose e un pantagruelico convivio. Tornano a casa sfiniti, ma felici. Non vi è venuta voglia di sapere che cosa faranno i topolini in primavera, in estate e in autunno? Se anche voi vi siete innamorati della campagna inglese di questi simpatici roditori potete acquistare il volume che contiene tutte le otto storie della Barklem, intitolato Il mondo di Boscodirovo.

Storia d’inverno

Storia d’inverno

La tempesta, Céline Claire e Qin Leng, La Margherita

Di nuovo un bosco popolato da animaletti raffigurati in modo realistico, in particolare volpi ritratte con uno stile che per certi aspetti ricorda quello dell’artista appena introdotta. Siamo all’alba, quando la foresta e i suoi abitanti si risvegliano grazie alla flebile luce del sole che sorge. Alcuni lo fanno con lentezza, altri con dolcezza, altri ancora con brio. A colazione scoprono però che sta arrivando la tempesta ed è necessario prepararsi per affrontarla al meglio, insieme. Quando il vento inizia a soffiare tutti sono al sicuro. O quasi. Dal tepore delle loro case, si osservano due ombre in lontananza che si stanno avvicinando. Sono due orsi che bussano ad ogni porta chiedendo riparo, in cambio del tè che hanno con loro: un fuoco caldo, qualcosa da mangiare, un rifugio per la notte. Nessuno, però, li accoglie. Procedendo controvento, si rifugiano in collina in cerca di una soluzione. L’unico cuore intenerito è quello di Volpotto, che porta loro una lanterna; certo non sazia e non scalda come il fuoco, ma può comunque servire. I primi fiocchi bianchi cominciano a cadere; Piccolo Orso li assaggia, come fanno tutti i bambini. È difficile a credersi, ma la neve è la loro salvezza perché con essa è possibile costruire una piccola caverna in cui rintanarsi. Sono ora le volpi a trovarsi in difficoltà: il peso della coltre gelata rompe il tetto della casa e li costringe ad uscire.Li mette in salvo la generosità di chi era stato crudelmente cacciato. Un libro sull’inverno per bambini di 5 anni che parla di altruismo, accoglienza e nobiltà d’animo.

La tempesta

La tempesta

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