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Perché si dice per filo e per segno?

L'espressione idiomatica "per filo e per segno" ha un'origine antica e molto particolare, che fa riferimento al lavoro di taglialegna e imbianchini

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L’espressione “per filo e per segno" è molto comune in Italia ma, come accade anche per altri diversi modi di dire popolari nel nostro Paese, non tutti conoscono con precisione l’origine di questa locuzione, che è molto particolare.

Prima di scoprire, nel dettaglio, perché si dice “per filo e per segno", approfondiamo il significato e il contesto d’uso di questa comunissima espressione idiomatica. Avendo più chiare le idee sull’origine e sul preciso significato dell’espressione “per filo e per segno" sarà certamente più facile utilizzarla nella maniera più corretta.

Cosa significa “per filo e per segno"

L’espressione “per filo e per segno", come sottolineato dall’Enciclopedia Treccani, ha il significato di “minutamente e con ordine“, “in modo minuto e accurato", “accuratamente, da cima a fondo, meticolosamente, minuziosamente". Il suo contrario è, invece, “a grandi linee, per sommi capi, sommariamente".

Nello specifico, si utilizza universalmente dire “per filo e per segno" quando un’azione viene eseguita o un concetto viene spiegato con particolare accuratezza, con ordine e precisione, quasi ai limiti della perfezione.

L’enciclopedia Treccani fornisce anche alcuni esempi di frasi di uso frequente in cui è presente l’espressione “per filo e per segno", come “esporre, narrare per filo e per segno", “mi narrò per filo e per segno com’era andata" e “raccontami tutto, per filo e per segno".

Ora che è più chiaro il significato preciso e il contesto d’uso dell’espressione “per filo e per segno", è arrivato il momento di far luce sull’origine di questo modo di dire, che, come detto, è molto particolare.

L’origine dell’espressione “per filo e per segno"

L’origine dell’espressione “per filo e per segno" si riconduce generalmente all’antichità, in riferimento al lavoro dei segantini (i taglialegna) e degli imbianchini. Chi segava i tronchi degli alberi e chi dipingeva i muri degli edifici erano soliti contrassegnare le aree in cui dovevano operare “battendo la corda" sul legno e sul muro. Questa pratica consisteva nel trattenere su questi superfici un filo precedentemente intinto nella vernice colorata e poi rilasciato di colpo, in modo che, ritraendosi, lasciasse un’impronta colorata che fungeva come traccia da seguire. Il segno rimasto sul legno e sul muro, infatti, permetteva ai taglialegna e agli imbianchini di segare nel punto giusto oppure tinteggiare in modo più preciso, riducendo così al minimo gli errori anche in assenza di strumenti di precisione più tecnologici.

Da questa particolare tecnica di lavoro molto diffusa in passato tra taglialegna e imbianchini si ritiene che sia nata l’espressione “per filo e per segno", che oggi è utilizzata universalmente anche in contesti diversi.

Origine “per filo e per segno": l’altra teoria

Ora che abbiamo spiegato qual è la teoria principale sull’origine dell’espressione “per filo e per segno", è opportuno precisare che, secondo l’enciclopedia Treccani, l’origine di questa locuzione non è molto chiara. Essa potrebbe anche fare riferimento al mondo della tessitura: anticamente, infatti, si era soliti dire con lo stesso significato “filo per filo“, “punto per punto“, “segno per segno“. Queste tre particolari locuzioni venivano in genere accoppiate oppure utilizzate tutte e tre insieme.

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