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Ramadan a scuola Fonte foto: iStock

Scuola chiusa per Ramadan a Pioltello: polemica. Parla Valditara

L'Istituto Iqbhal Masih di Pioltello ha deciso di chiudere la scuola per la fine del Ramadan ed è scoppiato il caso: l'intervento di Valditara

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il consiglio dell’Istituto comprensivo Iqbhal Masih di Pioltello (Milano) ha scelto di tenere chiusa la scuola nella giornata di mercoledì 10 aprile per la “festa dell’interruzione” del Ramadan. Il caso della scuola lombarda, primo in Italia, ha generato numerose polemiche e ha visto anche l’intervento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Ecco cosa è successo.

Il caso della scuola di Pioltello chiusa per la fine del Ramadan

La scuola chiude per Pasqua ma anche per il Ramadan. Così ha deciso il consiglio dell’Istituto Iqbhal Masih di Pioltello. Ogni istituto scolastico ha infatti la facoltà di scegliere tre giorni di vacanza da aggiungere a quelli classici stabiliti dall’Ufficio scolastico regionale. E il preside della scuola di Pioltello, insieme al corpo docente, ha deciso di tenere le porte chiuse per il 10 aprile, giorno di fine Ramadan, anticipando di un giorno l’inizio delle lezioni a settembre.

Le parole del preside della scuola di Pioltello sul Ramadan

Alessandro Fanfoni, preside della scuola Iqbhal Masih che prende il nome dal 12enne pakistano simbolo della lotta allo sfruttamento del lavoro minorile ucciso nel 1995, a ‘Il Fatto quotidiano’ ha spiegato che “a Pioltello abbiamo classi dove negli anni scorsi in occasione della fine del Ramadan, di fatto, venivano a scuola in 3 o 4. I bambini di fede islamica sono la maggioranza e nonostante le linee guida sull’inclusione consiglino di formare classi con non più del 30% di stranieri, noi arriviamo al 43% perché questa è la nostra utenza”.

“Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi numeri e alla realtà – ha aggiunto -. Questa festa è per molti di loro una tradizione, tra l’altro spesso condivisa anche dai compagni di classe italiani che partecipano per condividere”.

“Spero che a nessuno venga in mente di politicizzare questa decisione presa dal consiglio d’istituto”, ha concluso Fanfoni.

La Lega contro la scuola chiusa per Ramadan e le parole di Valditara

Così non è stato. La decisione dell’istituto lombardo ha generato nuove polemiche sul Ramadan nelle scuole italiane, diventando un vero e proprio caso politico, che ha visto l’intervento di Giuseppe Valditara. Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha dichiarato di aver chiesto “agli uffici competenti del Ministero di verificare le motivazioni di carattere didattico che hanno portato a deliberare la deroga al calendario scolastico regionale e la loro compatibilità con l’ordinamento”.

A far partire la polemica politica è stata la Lega per voce dell’eurodeputata lombarda Silvia Sardone, che ha parlato di una “decisione preoccupante” che evidenzia un “processo di islamizzazione”. Le ha fatto eco il leader del Carroccio, Matteo Salvini, che sui social network ha scritto: “Mentre qualcuno vuole rimuovere i simboli cattolici – come i crocifissi nelle aule – per paura di ‘offendere’, in provincia di Milano un preside decide di chiudere la scuola per la fine del Ramadan. Una scelta inaccettabile, contro i valori, l’identità e le tradizioni del nostro Paese. Non è questo il ‘modello’ di Italia ed Europa che vogliamo”.

È invece “un atto di civiltà” secondo Ivonne Cosciotti, sindaca di Pioltello. Sulla decisione di chiudere le porte della scuola per la fine del Ramadan “penso che l’istituto comprensivo nell’autonomia scolastica abbia fatto una scelta che ha senso e valore”, ha detto Cosciotti.