A torto si lagna del mare chi due volte ci vuol tornare Fonte foto: 123RF
Proverbi

A torto si lagna del mare chi due volte ci vuole tornare

Il proverbio "A torto si lagna del mare chi due volte ci vuol tornare" ha origini antichissime, risalendo ai tempi degli antichi romani.

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Sono tante le storie, le allegorie e le perle di saggezza tramandate negli anni legate al mare con i suoi abitanti, le sue insidie e le sue profondità. Elemento strettamente connesso all’esistenza dell’essere umano, l’immagine del mare viene spesso utilizzata come metafora per dare lezioni e ammonimenti sulla vita.

Ne è un esempio “A torto si lagna del mare chi due volte ci vuol tornare“, proverbio dalle origini antichissime, risalente ai tempi degli antichi romani.

L’interpretazione del proverbio

Il proverbio “A torto si lagna del mare chi due volte ci vuole tornare”, sebbene molto antico, ha un significato molto attuale e applicabile alla vita di tutti i giorni.

La metafora utilizzata nel modo di dire allude al fatto che l’uomo non ha motivo di lamentarsi di ciò che lui stesso cerca: implicitamente indica che la prima volta è giustificabile, ma non la reiterazione dell’azione.

Del resto, se ci pensiamo, non ha senso lagnarsi e rammaricarsi per una situazione che noi stessi creiamo: se torniamo sui nostri passi evidentemente qualcosa ci sta attirando verso quella circostanza, anche se noi ce ne lamentiamo.

Collegamenti

Il proverbio affonda le sue radici in tempi antichissimi, addirittura agli antichi romani. Il modo di dire è conosciuto anche come “A torto accusa Nettuno chi ha fatto naufragio due volte”, che

deriva dal latino “Improbe Neptunum accusat, qui iterum naufragium fecit“.

L’espressione, riportata per la prima volta da Publilio Siro nel I secolo a.C. nelle “Sententiae”, è stata ripresa anche da Aulo Gellio e Macrobio

. Il motivo è ritornato poi in Ovidio e in una sentenza greca registrata da Arsenio.

Nei secoli l’espressione si è leggermente modificata, come vediamo in italiano (“A torto si lagna del mare chi due volte ci vuol tornare”) e in francese (“À tort se lamente de la mer qui ne s’ennuye d’ retourner”).

Altri proverbi simili

Il proverbio “A torto si lagna del mare chi due volte ci vuole tornare” è strettamente legato al noto detto “Errare è umano, perseverare è diabolico“: l’esperienza umana è costellata di sbagli più o meno gravi, ma il continuare a commettere sempre lo stesso errore denota una attitudine a non volerlo riconoscere.

Significato

"A torto si lagna del mare chi due volte ci vuol tornare" ci ricorda che non ha senso lamentarsi di una strada che noi stessi imbocchiamo per più di una volta: se torniamo sui nostri passi evidentemente qualcosa ci sta attirando verso quella circostanza, anche se ce ne facciamo un cruccio.

Origine

Le origini del proverbio si possono rintracciare intorno al I secolo a.C.: l'espressione deriva dal detto latino "Improbe Neptunum accusat, qui iterum naufragium fecit". È stata riportata per la prima volta da Publilio Siro nelle "Sententiae", ed è stata ripresa poi anche da Aulo Gellio e Macrobio.

Varianti

  • Italia: A torto accusa Nettuno chi ha fatto naufragio due volte
  • Francia: À tort se lamente de la mer qui ne s'ennuye d' retourner