Guerra Fonte foto: iStock - zabelin
Proverbi

Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia

Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia è un antico proverbio diffuso in diverse zone d'Italia: le sue origini e il suo significato

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Il proverbio “Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia” fa riferimento ad alcune delle disgrazie più grandi che si sono verificate nel corso della storia (come recita un altro celebre aforisma, sono “i tre ingredienti più famosi di questo mondo”). Secondo il detto qui analizzato, le tre disgrazie “vanno sempre in compagnia”. Scopriamo perché in Italia si è soliti pronunciare questa frase e cosa significa esattamente.

La spiegazione del proverbio

Il modo di dire “Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia” sta a significare che le disgrazie non arrivano mai sole. Il proverbio, quindi, veicola una visione pessimistica della vita, per la quale, quando si entra in una spirale negativa, difficilmente si riesce ad uscirne, dal momento che i problemi giungono l’uno dopo l’altro, sommandosi tra di loro.

Il proverbio e l’aforisma di Voltaire

Guerra, peste e carestia non sono solo protagoniste di questo proverbio. Come abbiamo già avuto modo di accennare, infatti, nel suo Dizionario filosofico, alla voce ‘Guerra’, il filosofo Voltaire afferma: “La carestia, la peste e la guerra sono i tre ingredienti più famosi di questo mondo“. L’aforisma di Voltaire sottolinea, se mai ce ne fosse bisogno, il grande impatto che queste tre disgrazie hanno avuto sul mondo nel corso della storia.

Altri proverbi simili

Il significato del proverbio “Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia” rimanda a un altro proverbio molto noto in Italia, cioè: “Le disgrazie non arrivano mai sole” (anche noto nella versione alternativa “Le sventure non arrivano mai sole“). Il riferimento per entrambi è la citazione latina “Nulla calamitas sola” (che è possibile tradurre in italiano con la formula “I mali non vengono soli“).

Sono diversi i proverbi che si aggiungono a questo filone “pessimistico”: è possibile citare, per esempio, “Al peggio non c’è fine“, “Per tutto v’è guai” o “Le disgrazie son come gli starnuti, che poche volte vengono soli“.

Prese singolarmente, le tre disgrazie (la guerra, la peste e la carestia) sono citate in vari modi di dire diffusi in Italia. Ne citiamo solo alcuni a titolo di esempio: “Alla guerra non ne nasce“, “Le parole disoneste, vanno attorno come la peste” e “In tempo di carestia pane di veccia“.

Significato

Con il detto italiano "Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia" si intende che le disgrazie, nella vita, non arrivano mai da sole. Questo particolare modo di dire, quindi, lascia intendere che nel corso della propria esistenza, quando si affronta un periodo negativo, spesso i problemi tendono ad accumularsi l'uno sull'altro, complicando ulteriormente la situazione. Ciò, evidentemente, rende ancora più difficile uscire da un proprio personale momento "no".

Origine

Il significato del proverbio "Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia" rimanda ad altri modi di dire molto famosi in Italia, come "Le disgrazie non arrivano mai sole" o "Le sventure non arrivano mai sole". Entrambi questi detti fanno esplicito riferimento a un'antica espressione latina: "Nulla calamitas sola", che è possibile tradurre in italiano con "I mali non vengono soli". Guerra, peste e carestia sono citate anche in un'aforisma di Voltaire: "La carestia, la peste e la guerra sono i tre ingredienti più famosi di questo mondo".

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