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Perché le mele fanno maturare la frutta?

Le mele fanno maturare tutti i frutti che hanno vicino: non si tratta di "magia", ma di un processo spiegato dalla scienza.

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Le mele fanno maturare la frutta. Non si tratta di un sacrilegio, bensì di semplice chimica e di un piccolo "trucco" tramandato dalle nostre nonne. Oggi infatti la frutta non viene mai raccolta e venduta per essere pronta per il consumo, ma viene messa a disposizione sul mercato quando la maturazione sta iniziando.

Perché le mele fanno maturare la frutta

Il processo di maturazione si compie con il passare del tempo. Ciò accade per i frutti che vengono denominati climaterici, ossia mela, albicocca, pera, pesca, banana, kiwi, prugna e ciliegia. I frutti aclimterici, al contrario, non completano il processo. Per uva, fragole e agrumi infatti la maturazione viene interrotta con il distacco dalla pianta.

Il raggiungimento della fase di completo sviluppo del frutto avviene tramite processi che coinvolgono la traspirazione dei tessuti vegetali e la produzione dell’etilene, un ormone volatile. La mela è considerata in assoluto il frutto che riesce a produrre più etilene. Questa sostanza accelera la maturazione e viene rilasciata nell’aria, influenzando anche i frutti che si trovano accanto alla mela. Attenzione però: gli unici che subiranno questa influenza saranno quelli di tipo climaterico. Dunque kiwi, banane o pere. Per renderli commestibili in pochissimo tempo basta conservarli accanto a una mela e il gioco è fatto.

Non a caso l’etilene viene utilizzato anche nell’industria per portare a maturazione veloce una partita di frutti immaturi. Questo procedimento si applica, ad esempio, ai cachi che, raccolti fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, sarebbero ponti solamente a dicembre. Per interrompere la maturazione delle mele (ma anche delle pere che contengono molto etilene) nei magazzini industriali viene utilizzata la tecnica del freddo. La frutta viene quindi posta in frigoriferi alla temperatura di 2-4 °C, mentre l’atmosfera viene modificata, riducendo la percentuale di ossigeno e aumentando quella di anidride carbonica e di azoto. In questo modo la traspirazione dei frutti viene inibita e l’etilene viene eliminato ogni volta che si forma. Per riavviare il processo di maturazione basterà reintrodurre l’ossigeno.

Le proprietà della mela, frutto del benessere

Pochi lo sanno, ma le mele sono dei pomi. Vengono considerati come dei "falsi frutti", poiché la parte commestibile è composta dal ricettacolo fiorale. Viene prodotta dalla pianta del Pyrus Malus che appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Il suo nome ha origini antichissimi. Secondo gli esperti la parola "mela" deriverebbe dalla radice greca "mêlon", collegabile a quella indoeuropea che vuol dire "dolce" o "essere molle". Grazie al suo gusto e alle tante proprietà, la mela si è ritagliata di diritto un posto nella cultura occidentale. Basti pensare che fu proprio una mela il frutto che Eva offrì ad Adamo e che fu una mela (quella consegnata da Paride alla dea più bella) a dare origine alla guerra di Troia. Per non parlare del pomo che cadde sulla testa di Newton, aiutandolo a scoprire la legge di gravità. D’altronde questo frutto ha moltissimi benefici e quasi nessuna controindicazione. Non contiene grassi o proteine, ha poche calorie e zuccheri. Aiuta a combattere la stanchezza, è ricca di sali minerali e fa bene a unghie e capelli. Protegge la mucosa dello stomaco e aumenta le difese immunitarie.

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