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Perché il ponte di San Francisco è rosso?

Il ponte di San Francisco, chiamato anche Golden Gate Bridge, è di colore rosso: perché è stato scelta questa tonalità e le curiosità.

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Il ponte di San Francisco è conosciuto come Golden Gate Bridge ed è inconfondibile grazie al suo colore rosso. Si tratta di un ponte sospeso sul Golden Gate, lo stretto che collega la baia di San Francisco con l’Oceano Pacifico. Il Golden Gate Bridge, letteralmente “ponte dell’ingresso dorato", unisce la punta settentrionale della penisola di San Francisco con l’area meridionale della Contea di Marin. Le misure della struttura sono straordinarie: tutto il ponte è lungo 2,71 km, mentre la distanza fra le torri, alte 225 m, è di 1282 m. I cavi di sospensione inoltre hanno un diametro di 9,134 cm. Il Golden Gate Bridge venne ultimato nel 1937: all’epoca era fra i più grandi ponti sospesi del mondo ed è diventato in seguito un simbolo internazionale della città.

Perché il ponte di San Francisco è rosso

Perché il ponte di San Francisco è rosso? La struttura è di una tonalità arancione denominata “arancione internazionale". La nuance venne scelta su consiglio di Irving Morrow, celebre architetto, poiché era intonato con i colori del paesaggio, rendendo però il ponte visibile anche in caso di nebbia. Ancora oggi il Golden Gate Bridge viene considerato uno fra gli esempi più notevoli di ingegneria applicata alla realizzazione di ponti, sia per l’estetica che per il progetto strutturale. Inoltre è stato dichiarato fra le moderne Meraviglie del mondo dall’Associazione degli Ingegneri Civili Americani.

Originariamente il ponte era verniciato al piombo. A metà degli anni Sessanta venne avviato un programma per prevenire la corrosione della vernice. Quella originale venne sostituita con un prodotto a base di emimorfite, ossia un silicato idrato di zinco, ricoperta con vernice vinilica. Dal 1990 il rivestimento scelto è acrilico. Il progetto venne completato nel 1995 e ad oggi una squadra composta da oltre 38 pittori lavora costantemente per tenere intatta la bellezza della struttura.

Il ponte di San Francisco e la tragedia dei suicidi

Il ponte di San Francisco è famoso non solo per la sua bellezza, ma anche per via dell’alto tasso di suicidi. Soprattutto in passato infatti molte persone sceglievano di togliersi la vita gettandosi dal Golden Gate Bridge. Nel 1995 le autorità svelavano che la cifra di suicidi annuali si avvicinava a mille. Sino al 2003 la media era di circa un suicidio ogni due settimane. I 67 metri del salto infatti si possono percorrere in soli 4 secondi e l’impatto con l’acqua avviene a una velocità di 120 km/h. Dal 2003 solamente 26 persone sono riuscite a sopravvivere dopo essersi gettate dal ponte e tutte sono entrate dai piedi in acqua, riportando comunque fratture e lesioni interne. Nel corso degli anni sono state fatte ipotesi e si è discusso riguardo la possibilità di prevenire ulteriori suicidi. Fra le misure adottate ci sono quelle di una linea diretta sulla struttura per dare supporto a chi vorrebbe suicidarsi, mentre viene impedito l’accesso ai pedoni di notte. Negli anni Duemila, Eric Steel ha realizzato il documentario The Bridge – Il ponte dei suicidi, incentrato proprio sul tema dei suicidi dal Golden Gate Bridge. La pellicola è il risultato di alcune riprese amatoriali effettuate fra gennaio e dicembre del 2004, durante le quali sono stati registrati ben 24 suicidi.

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