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Perché si dice seminare zizzania?

La particolare espressione "seminare zizzania" fa riferimento a una pianta infestante e a una parabola contenuta nel Vangelo secondo Matteo

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Quando utilizziamo alcune espressioni divenute ormai di uso comune, raramente ci domandiamo quale sia la loro origine. Per esempio sono probabilmente in pochi a sapere perché si dice “seminare zizzania", cos’è precisamente la “zizzania" e quando e come è nato questo modo di dire.

Cos’è la “zizzania"

Come intuibile dall’espressione “seminare zizzania“, la “zizzania" è una pianta, conosciuta anche col suo nome scientifico “Lolium temulentum" o come “loglio cattivo“.

Più precisamente, è una pianta simile al frumento, che nasce nei campi coltivati, dove si confonde tra i cereali. Si tratta di quella che comunemente viene definita “erbaccia", cioè una pianta infestante che non ha alcuna utilità e che nuoce ai vegetali che le crescono attorno, danneggiando così le coltivazioni agricole.

Essa ha un alto potere intossicante, come sottolinea il termine “temulentum" (“ubriacante“), riferito agli effetti che provoca l’ingestione di farine contaminate da funghi Claviceps, produttori di alcaloidi tossici, capaci di provocare forti emicranie, vertigini, vomito e oscuramento della vista. A provocare tutto ciò è la presenza di un micelio fungino che invade la pianta durante il suo sviluppo.

Ora che abbiamo spiegato nel dettaglio cos’è la “zizzania", apparirà certamente più chiaro il significato dell’espressione “seminare zizzania".

Cosa significa l’espressione “seminare zizzania"

Alla luce di quanto detto in precedenza, l’espressione “seminare zizzania" (o “mettere zizzania" o “spargere zizzania") ha il significato di creare in maniera subdola e con perfidia ostilità tra persone vicine.

Nella definizione dell’enciclopedia Treccani, essa assume il significato di “mettere discordia, provocare volutamente e per malignità dissensi e dissapori, liti e contrasti“.

Abbiamo ora ben chiaro cos’è la zizzania e cosa significa l’espressione “seminare zizzania", ma non abbiamo ancora approfondito come è nato questo modo di dire. La sua origine è religiosa e legata alla “parabola della zizzania“, presente nel Vangelo secondo Matteo.

La “parabola della zizzania"

Nel Vangelo secondo Matteo (al capitolo 13, nei versetti da 24 a 30), la pianta conosciuta col nome di “zizzania" è utilizzata come metafora del Maligno. Nella nota “parabola della zizzania“, infatti, si fa riferimento a un uomo che seminò il “loglio cattivo" nel campo del suo vicino, il quale invece aveva piantato nel suo terreno il “seme buono" di frumento. Il gesto sta a simboleggiare il tentativo del Male di corrompere il Regno dei Cieli.

Nella parabola il contadino, danneggiato dal gesto del vicino, decise di lasciar crescere la zizzania ma, nel momento della raccolta, ordinò ai mietitori di estirpare la pianta e bruciarla, portando così nel suo granaio solo il frumento.

Le piante di frumento rappresentano così, in maniera simbolica, i figli del bene, mentre quelle di zizzania sono i frutti del male, che non avranno possibilità di accedere al “granaio", inteso in questo caso come il Regno di Dio.

Il nemico che ha seminato la zizzania sarebbe, pertanto, il Diavolo, mentre la fase della mietitura è intesa come la suddivisione tra buoni e cattivi che arriverà alla fine del mondo.

Da questa parabola contenuta nel Vangelo secondo Matteo deriva anche il modo di dire “separare il grano dal loglio“, che significa separare le parti di qualità da quelle dannose che sono nascoste tra esse.

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