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Crisi di panico studenti Fonte foto: iStock

Crisi di panico e autolesionismo: allarme nelle scuole italiane

Crisi di panico ed episodi di autolesionismo in aumento nelle scuole. è emergenza disagio psicologico nelle scuole: cosa sta succedendo agli studenti

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

A 4 anni dal Covid, continua l’emergenza nelle scuole italiane. Sono sempre di più i casi di crisi di panico e di autolesionismo tra gli studenti. Cosa sta succedendo.

Cresce il disagio psicologico degli studenti italiani

L’ultimo allarme è arrivato durante un’occupazione del Liceo classico Minghetti di Bologna: mai come quest’anno si sono registrati episodi di ansia e di panico tra gli studenti. In alcune occasioni gli insegnanti, preoccupati, hanno anche chiamato l’ambulanza.

“Capita di chiamare l’ambulanza: una volta ogni due settimane potrebbe essere un dato verosimile – ha spiegato il preside del liceo Minghetti Roberto Gallingani, come riportato da ‘La Repubblica’ -. Abbiamo casi di crisi di ansia, ragazzi in cura per problemi ansioso-depressivi: è una realtà con cui la scuola si deve confrontare”.

Visto il crescente disagio degli studenti, la scuola ha aumentato l’assistenza psicologica all’interno del liceo. “Da quest’anno – ha continuato il dirigente scolastico – le psicologhe sono passate da una a due, e abbiamo un servizio di ascolto coordinato da un nostro docente. Ci sono anche 2 studenti che hanno il compito di intercettare il bisogno dei compagni in uno scambio alla pari”.

Stessa situazione al Liceo artistico Arcangeli di Bologna, in cui “un paio di volte al mese l’ambulanza può arrivare”, ha detto la dirigente Maria Grazia Diana. “Quando arrivano i ragazzi con crisi d’ansia, prima proviamo a farli respirare in un sacchetto, come ci hanno insegnato, poi però se l’iper-ventilazione non passa chiamiamo il 118”. Il liceo bolognese, come altre scuole, ha così deciso di organizzare degli incontri online con le famiglie coinvolgendo la Asl “per capire come nasce l’ansia”.

Le scuole non stanno registrando solo l’aumento di episodi di attacchi di panico, ma anche di autolesionismo. “Per noi – ha affermato la dirigente dell’istituto bolognese Manfredi Tanari, Angelica Bignami – questo è l’anno in cui verifichiamo maggior difficoltà nella gestione del disagio. Non solo crisi di ansia, ma anche episodi di autolesionismo. Anche noi abbiamo uno sportello psicologico – ha aggiunto -, ma almeno 4-5 volte dall’inizio dell’anno l’ambulanza è arrivata”.

Per questo le scuole hanno bisogno di aiuto, come sottolineato da Roberto Fiorini, preside dell’Istituto di istruzione superiore Enrico Mattei di San Lazzaro di Savena (Bologna): “La scuola da sola come istituzione fa sempre più fatica a fare fronte a questi problemi”.

Lo studio sul disagio psicologico tra bambini e adolescenti

Che il disagio psicologico tra bambini e adolescenti sia in crescita è stato confermato da vari studi, come quello realizzato da Fondazione The Bridge in collaborazione con Ifel – Fondazione Anci pubblicato a febbraio 2024. La ricerca ha indagato l’intensità del problema dalla prospettiva degli insegnanti e dei dirigenti scolastici delle scuole elementari e medie italiane.

Circa l’80% dei professori e dei presidi ha riferito un aumento di situazioni di disagio. Irrequietezza e iperattività in aula, deficit di attenzione e concentrazione, ansia, stress e difficoltà nel collaborare con gli altri sono le più frequenti. A queste si associano un generale abbassamento del rendimento scolastico, maggiore disinteresse, ma anche un aumento delle disabilità certificate. Per poi arrivare ai casi più gravi, con i disturbi alimentari e gli atti di autolesionismo.

Per far fronte a questa condizione preoccupante, la ricerca ha sottolineato che circa l’82% delle scuole primarie e medie italiane ha attivato o potenziato il proprio sportello psicologico. Cosa fare oltre a questo? Gli insegnanti e i presidi che hanno partecipato alla ricerca di Ifel e Anci hanno dichiarato che è fondamentale promuovere un’idea di scuola più educativa e meno competitiva. Inoltre per i docenti è importante che anche le istituzioni locali intervengano attraverso la promozione di attività informative per le famiglie e di percorsi di ascolto e di formazione per i ragazzi.