Le citazioni di: Anatole France

Anatole France, lo scrittore premio Nobel per la letteratura

Anatole France è uno scrittore e premio Nobel per la letteratura. Considerato dai suoi contemporanei un’autorità morale e letteraria di primo piano, è apprezzato da personalità come Marcel Proust e Leon Blum. Nasce a Parigi il 16 aprile del 1844 con il nome Jacques François-Anatole Thibault. Il padre ha un negozio di libri e si fa chiamare France Libraire, proprio da lui l’autore prenderà in seguito lo pseudonimo France con il quale è conosciuto.

Frequenta l’Institution Sainte Mare e il Collège Stanislas, senza brillanti risultati. Fin da piccolo aiuta il genitore con la vendita dei libri e ha modo di conoscere le opere e documenti sulla Rivoluzione francese, di cui la libreria era specializzata. Dal 1863 collabora con riviste bibliografiche come il Bullettin du buquiniste, lo Chasseur bibliographe e l’Intermediaire des chercheurs et des curieux.

Nel 1867 viene assunto come lettore dall’editore parigino Lemerre, con l’incarico di proporre e curare la pubblicazione di nuove opere. L’anno successivo scrive il primo saggio su Alfred de Vigny.

Due poesie di Anatole vengono pubblicate nel 1872 nel Parnasse Contemporain, cui segue, a distanza di un anno, il volume di poesie, di fattura parnassiana, i Poèmes dorés (Poemi dorati). Nel 1876 pubblica il dramma in versi tratto da una ballata di Goethe: Les noces corinthiennes (Le notti di Corinto). Lo stesso anno è assunto alla biblioteca del Senato e poco dopo sposa Marie-Valérie Guérin de Sauville, dalla quale ha una figlia. Alla fine degli anni ’70 pubblica due racconti Jocaste e Le chat maigre (Il gatto magro).

Il successo comincia con gli anni’80 quando esce il suo romanzo Le crime de Sylvestre Bonnard membre de l’Institut (Il delitto dell’accademico Sylvestre Bonnard), premiato dall’Académie française. A questo fanno seguito Les désirs de Jean Servien (I desideri di Jean Servien) e Le livre de mon ami (Il libro del mio amico).

Inizia a collaborare come critico letterario per diversi quotidiani e questa attività darà poi vita ai quattro volumi di La Vie littéraire, dove polemizza con il creatore del naturalismo Émile Zola e con il poeta parnassiano Leconte de Lisle. Nel 1888 France, in crisi con la moglie, intrattiene una relazione con Arman de Caillavet, una donna che ha un’importante influenza sulle idee politiche dello scrittore e lo spinge verso posizioni socialiste.

Le opere di maggiore qualità di Anatole France sono scritte nel ventennio tra il 1890 e il 1910. In questi anni pubblica Thaïs, Le Iys rouge, Il pozzo di Santa Chiara. Viene inoltre insignito della Legion d’onore francese, diventa accademico di Francia e inizia a scrivere la tetralogia della Storia contemporanea, ossia quattro romanzi che hanno per protagonista il signor Bergeret.

Nel 1912 ottiene un vero trionfo con Les Dieux ont soif (Gli dei hanno sete). Nel 1921 riceve il premio Nobel per la letteratura anche se, l’anno precedente, la Chiesa cattolica aveva bandito tutte le sue opere. Anatole France muore infine a Parigi il 12 ottobre del 1924. Per la commemorazione vengono organizzati grandiosi funerali di Stato nella capitale francese.

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