La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità: significato Fonte foto: iStock
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La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità

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Il proverbio “la morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell’eternità” è un detto che trova le sue origini nel dialetto popolare italiano. Il suo significato riguarda il tema della sepoltura e del ricordo di chi se ne va, conservato nelle persone che restano e piangono il defunto.

La spiegazione del proverbio

La morte incombe ogni giorno sulle persone. Porta via affetti e aleggia come un fantasma invisibile. Da un lato gli uomini la rifiutano pensando così di esorcizzarla, dall’altro invece riescono a farci l’abitudine, accettandola come una compagna di vita. Su ciò che ci aspetta nell’al di là ci sono moltissime correnti di pensiero nate fin dalle antiche leggende di Zeus e degli antichi greci. Basti pensare anche a tutta la costruzione del mondo ultraterreno di Dante nella Divina Commedia. Proprio per questo si dice che “la morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell’eternità”.

Un detto che possiamo dividere in due parti, una dedicata alla sepoltura, perché nel momento in cui si muore e si viene sotterrati o tumulati il processo è per tutti lo stesso. Ma la seconda parte “disuguali nell’eternitàè ciò che rende le persone mortali o immortali. Si dice che si resta immortali nel ricordo di chi resta, perché le persone che piangono il defunto avranno il compito di ricordarlo per generazioni, tramandando così la sua immagine. È proprio questa la pratica che rende le persone diverse dopo la sepoltura. Alcuni vengono ricordati in positivo, altri in negativo. Per altri, invece, il loro ricordo svanisce.

Altri proverbi simili

La morte è molto gettonata nel vasto mondo dei proverbi e spesso assumono diversissimi aspetti e significati. Quando parliamo di morte, sepoltura e memoria possiamo nominare altri proverbi simili come “la provvidenza, quel che toglie, rende”, un modo di dire molto antico che invita a non disperare perché la provvidenza sa bene quando togliere e quando far ottenere qualcosa a qualcuno.

Nella vita non sempre le cose vanno come speriamo che vadano, per questo nasce la massima “quando Dio ci dà la farina, il diavolo ci toglie il sacco”. Sempre pensando alla morte, abbandonando la sfera religiosa in cui si menzionano Dio e il Diavolo, possiamo citare anche “fino alla morte non si sa qual è la sorte”, un detto utilizzato per dire che nessuno conosce cosa ci aspetta dopo la nostra morte, per questo motivo dobbiamo vivere la vita al meglio.

Significato

Il significato del proverbio “La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità” si riferisce principalmente ai ricordi che riguardano la persona scomparsa. La sepoltura avviene per tutti nel medesimo modo, ma dopo veniamo onorati e rimembrati in modo diverso: in negativo, in positivo, o sparendo dai cuori di chi abbiamo amato.

Origine

L’origine del proverbio “La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità” è cristiana: in realtà, il tema della morte è da sempre stato molto dibattuto, proprio per la potente valenza significativa. Dagli Antichi Egizi fino agli Antichi Greci, l’uomo ha sempre subito il fascino e la paura della morte, che ha provato a descrivere in modo accurato per esorcizzarla.

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