Video

Perché l'alter ego virtuale si chiama avatar?

L’avatar è un’immagine, spesso una fotografia, che usiamo su Internet per rappresentarci all’interno delle comunità virtuali.

Facebook Twitter

L’avatar è un’immagine, spesso una fotografia, che usiamo su Internet per rappresentarci all’interno delle comunità virtuali, come ad esempio un forum o un social network. Insieme al nickname, ovvero il nome d’arte, ci viene spesso consigliato di inserire un "avatar", ovvero un’immagine del profilo che ci identifichi. Perché la si chiama così?

Cosa significa avatar?

La parola avatar deriva dalla lingua sanscrita ed è originaria della tradizione induista. La sua traduzione più accurata è "incarnazione". Nello specifico, l’incarnazione è il fenomeno per cui una divinità assume il corpo di un essere umano.

La sua traslazione digitale, che diviene alquanto metaforica, viene utilizzata comunemente per indicare una fotografia di profilo che rappresenti in maniera abbastanza identificativa un profilo su forum, discussioni, giochi online o social network. Insomma: la persona fisica si incarna nei pixel della foto, e finiamo inevitabilmente per immaginarcela come in essa. La rappresentazione virtuale può variare per tema e per grandezza – le dimensioni vengono infatti stabilite dalla comunità – e può essere una nostra foto, pura e semplice, oppure un personaggio di fantasia con cui percepiamo affinità.

A volte si adopera la fotografia del proprio cantante preferito, altre un personaggio di un film o dei fumetti. Ancora, si opta talvolta per caricature, testi, vignette, immagini divertenti o paesaggi. L’avatar è prassi consolidata non solo sui social network e nei videogames, ma risulta assai diffuso anche su programmi di messaggistica istantanea come Whatsapp o Telegram.

Molti programmi e svariate comunità consigliano ad ogni utente di munirsi di avatar al fine di accrescere il proprio senso di appartenenza alla comunità, facendoci sentire enormemente più vicini agli altri, anche quando le distanze sono grandissime.

Avatar e videogames

Alcuni videogiochi permettono di creare fin nei minimi dettagli il proprio personaggio. È possibile modificare occhi, capelli, statura, struttura fisica, e addirittura piccoli dettagli come le dimensioni del naso o della bocca. Anche questi sono definiti avatar virtuali, e vengono comunemente utilizzati nei videogiochi di massa (MMO, massive multiplayer online) per identificarsi in maniera univoca in un oceano di persone digitali che, come te, partecipano al gioco.

La parola "avatar" è stata utilizzata per la prima volta in contesto digitale nel 1979, con il videogioco Avatar di PLATO. Successivamente, la parola avatar è divenuta specifica del proprio identificativo digitale nel 1985, quando Richard Garriott l’ha usata in tal senso nel videogioco Ultima: IV. L’obiettivo del gioco era far immedesimare il giocatore nel personaggio, portandolo a prendere scelte etiche e assumersi responsabilità in merito ai piccolo, grandi problemi del mondo digitale di riferimento. Trattandosi di una sfumatura così umana e traducibile, il termine induista ha attecchito e ha preso piede, venendo utilizzato ancora oggi come riferimento all’immagine profilo o a un personaggio creato ad hoc per un videogioco.

L’avatar è altamente creativo, e ci permette di esprimere la nostra personalità senza costringerti a usare parole in un mondo digitale dove le parole sono tutto, e al tempo stesso tendono a essere un po’ riduttive. Insomma: quando crei il tuo avatar online, ti consigliamo di essere fantasioso!

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963