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Perché si dice meme?

Frutto di Internet e virale sui social, il meme ha conquistato milioni di persone. Ma perché si chiama proprio così?

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Divertente e virale: il meme è un prodotto del web e dei social. Difficile non sorridere di fronte ad alcuni meme che, in pochissimo tempo, hanno contagiato Instagram, Facebook e Twitter, diventando famosissimi. Ma perché questo contenuto si chiama così e come è nato?

Cos’è un meme

Un meme o, per meglio dire, un Internet meme, è un contenuto umoristico, un’idea oppure un’azione che si diffonde rapidamente attraverso Internet diventando ben presto virale. Generalmente un meme internet ha la forma di una GIF oppure di un breve video che riporta un messaggio oppure uno slogan. Riesce a diffondersi rapidamente in tutti i contesti della Rete grazie ai social network, ai blog e alla posta elettronica. Per capire la sua etimologia dobbiamo consultare dizionari tecnici come l’Oxford Dictionary che ci fornisce una definizione di meme come "un contenuto di immagini, GIF e brevi video copiati e diffusi velocemente dagli internauti, spesso con variazioni impercettibili".

Perché si dice meme

Il termine "meme", derivato dal greco "mimēma" che significa "ciò che è imitato", viene applicato solo a partire dagli anni Settanta per spiegare come si diffondono idee, gusti culturali, informazioni in internet. Tramite una rielaborazione volontaria e creativa di un’idea, un prodotto culturale, in qualche caso persino un messaggio di brand entrati a far parte ormai dell’immaginario collettivo. Possiamo assegnare la paternità dei meme internet a Mike Godwin che nel 1994 scrisse un articolo spiegando questo fenomeno, seguito nel 2013 dal guru di internet Richard Dawkins che definì i meme come un’idea modificata ed evoluta che lascia un’impronta nei media attraverso i quali si propaga mantenendo una piena tracciabilità.

Curiosità sui meme

Nella rete un meme tende a perdere visibilità con la stessa velocità con cui la acquisisce. Probabilmente rimangono tracce del meme reperibile con un qualunque motore di ricerca, ma sembra impossibile determinare la popolarità assoluta di un meme di Internet. La tecnologia, i social e la posta elettronica sempre attiva hanno facilitato la diffusione e la crescita esponenziale di catene di sant’Antonio e meme tanto da rappresentare una percentuale rilevante dello spam circolante. Del resto tutto può diventare un meme, da una GIF a un breve filmato, ci sono, però, tipologie di meme in cui è più comune imbattersi su Internet.

Per esempio le image macro è forse la tipologia di meme più diffuso. È costituito da un video o immagine proveniente da un film, una serie o programma televisivo incorniciata da un breve testo (una citazione) quasi sempre in font Impact. Poi ci sono i dank meme ovvero oggetti che contengono paradossi e nonsense, spesso incomprensibili che si diffondono per la sola ragione di essere controtendenza.

Quali sono i meme più famosi? Senza dubbio Harlem Shake, ispirato all’omonimo quartiere, che si compone di un insieme di video di trenta secondi dove sono presenti normali scene quotidiane e una persona che balla estranea al contesto, nella seconda parte del video tutti gli attori ballano sulle note della colonna sonora dell’omonimo brano del produttore statunitense Baauer. Troviamo poi Badger Badger Badger, una animazione del 2003 di un tasso, premiata come migliore serie animata agli MTV Europe, e Rickrolling, una GIF in cui si simula un collegamento a un video molto atteso. Infine è impossibile non citare Simon’s Cat, ovvero la serie animata nata su YouTube e premiata ai British Animation Awards nel 2008.

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