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Perché la Cassazione si chiama così?

Supremo organo di giurisdizione italiana, la Cassazione incute grande rispetto: qual è la sua funzione e perché si chiama così.

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La Corte di Cassazione è il supremo organo di giurisdizione italiana e giudice di ultima istanza delle sentenze emesse dalla magistratura ordinaria. Il suo compito è quello di assicurare l’applicazione del diritto e una interpretazione uniforme delle norme sull’intero territorio nazionale. La cassazione è inoltre chiamata a risolvere conflitti sia in materia di competenza che di attribuzione nonché per quanto concerne la circoscrizione giudiziaria dei processi. Ma perché si chiama così e quali sono le sue origini?

Cos’è la Cassazione

La Cassazione opera in virtù dell’art. 65 del Regio Decreto n. 12 emesso nel lontano 30 gennaio 1941, in cui è definita la Corte di Cassazione quale "organo supremo di giustizia" attribuendo alla stessa il compito di assicurare l’osservanza e l’applicazione omogenea della legge, il rispetto dei limiti tra le circoscrizioni giudiziali e l’unità del diritto oggettivo a livello nazionale. Nella sua funzione di organo deputato ad assicurare la corretta e puntuale interpretazione delle norme di diritto costituisce un riferimento per la giurisprudenza nazionale, la quale quando assume le proprie decisioni può tenere conto delle sentenze emesse della Corte.

Le funzioni della Corte di Cassazione sono sintetizzabili in tre punti:
1. la prima e la più importante si chiama funzione "nomofilattica" che, come abbiamo detto, è rivolta ad assicurare l’uniforme interpretazione della legge
2. la seconda riguarda funzioni che hanno lo scopo di risolvere i conflitti di giurisdizione e di competenza
3. la terza attribuisce alla corte funzioni non giurisdizionali con le quali gli viene assegnato il potere di pronunciarsi sulla legittimità del referendum abrogativo, nonché la funzione di garantire il corretto svolgimento delle operazioni elettorali

Perché la Cassazione si chiama così?

La parola cassazione deriva da “cassare", un verbo latino che significa cancellare o annullare. Fra i compiti della Cassazione, non a caso, c’è anche quello di abrogare le decisioni dei tribunali, considerate in contrasto con l’ordinamento.

Le curiosità sulla Corte di Cassazione

I giudici della suprema Corte di Cassazione incutono grande rispetto, grazie anche al tono austero e all’abbigliamento utilizzato per le occasioni più formali. Indossano infatti una toga di velluto rosso con bordo di pelliccia di ermellino, un tocco, ovvero un cappello di velluto, un collare di tela batista e guanti bianchi. Ma quanti sono i giudici della Corte di cassazione? Ciascun collegio giudicante è composto da cinque giudici (nove per le Sezioni riunite) incluso il Presidente. Devono essere magistrati togati che hanno già esercitato le funzioni di giudici della Corte di Appello per almeno sette anni. Per diventare giudice della Corte di cassazione occorre superare una valutazione del Consiglio Superiore della Magistratura, il quale emette il proprio parere su capacità, laboriosità, diligenza ed impegno del candidato. La sede dell’istituto invece si trova in Piazza Cavour a Roma, nel famoso Palazzo di Giustizia (che i romani chiamano Palazzaccio) fatto realizzare nel 1911 dall’allora Ministro della Giustizia.

Meritano un cenno le Sezioni Unite della cassazione, l’organo supremo che decide quando occorre fornire un’interpretazione uniforme del diritto in un caso di contrasto tra l’orientamento delle singole sezioni della Corte. Una pronuncia formulata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione assume una particolare autorevolezza, tanto che le sezioni singole della Corte non possono formulare un parere che si discosti da quanto indicato senza preventiva autorizzazione delle Sezioni Unite.

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