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Perché è nata l'Unione Europea?

Come, perché e quando è nata l'Unione Europea: tutti i passaggi fondamentali che hanno segnato la storia di questa importante organizzazione

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L’Unione Europea, abbreviata generalmente in Ue, è un’organizzazione internazionale politica ed economica a carattere sovranazionale, che vede coinvolti 27 Stati membri.

Si tratta di un’organizzazione unica nel suo genere, che ha modificato gli equilibri internazionali e cambiato la storia recente del mondo. Ma perché è nata l’Unione Europea e quali sono stati i passaggi fondamentali che hanno portato alla sua creazione?

Dalla Comunità Economica Europea all’Unione Europea

Il predecessore dell’Unione Europea è stato creato all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, allo scopo di promuovere la cooperazione economica tra Stati. Tale decisione è nata in base al principio secondo il quale il commercio produce un’interdipendenza tra i diversi Stati e questa, a sua volta, è in grado di ridurre i conflitti tra di loro.

Alla luce di ciò, nel 1958, in seguito al Trattato di Roma dell’anno precedente, è nata la Comunità Economica Europea (CEE), un’organizzazione che ha intensificato la collaborazione economica tra 6 Stati: il Belgio, la Francia, la Germania Occidentale, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi.

Negli anni successivi alla creazione della Comunità Economica Europea, diversi altri Stati hanno aderito all’organizzazione, dando vita così a un ampio mercato unico, noto anche come “mercato interno".

La CEE, nata come un’unione puramente economica, è poi diventata col tempo un’organizzazione attiva in molteplici campi, dall’ambiente al clima, dalla salute alla sicurezza, dalla giustizia all’immigrazione. Da ciò ha avuto origine la decisione di trasformare la Comunità Economica Europea in Unione Europea, formalmente istituita col Trattato di Maastricht firmato il 7 febbraio del 1992 e poi entrata ufficialmente in vigore il 1§ novembre del 1993.

Gli stati membri dell’Unione Europea

Nel corso degli anni, attraverso successivi ingressi e conseguenti allargamenti, l’Unione Europea è passata dai 6 Stati fondatori della Comunità Economica Europea (cioè i già citati Belgio, Francia, Germania occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) agli attuali 27 Stati membri. Essi sono (in ordine alfabetico): Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

I 27 Stati membri coprono buona parte dell’Europa, per una superficie complessiva pari a 4.423.147 chilometri quadrati (l’Unione Europea è, così, la settima entità mondiale per estensione).

Due territori hanno deciso di lasciare, negli ultimi anni, l’Unione Europea: la Groenlandia (una provincia autonoma della Danimarca) si è ritirata nel 1985, mentre il Regno Unito si è ritirato nel 2020, diventando in questo modo il primo Stato sovrano a lasciare l’Unione Europea.

L’Unione Europea e l’introduzione dell’Euro

Dopo un lungo percorso preparatorio durato oltre 40 anni nel 2002 è stata introdotta la moneta unica europea, cioè l’Euro. Oggi è la moneta ufficiale di 19 dei 27 Stati membri dell’Unione Europea. La Banca Centrale Europea e la Commissione Europea hanno il compito di mantenerne il valore e la stabilità e di fissare i criteri richiesti agli Stati dell’Unione Europea per entrare nell’area dell’Euro.

L’Unione Europea e la Brexit

La già citata fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea, nota più comunemente come Brexit, è stata la conseguenza del referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nella Ue in cui il 52% degli elettori britannici ha votato per lasciare l’Unione Europea mentre il 48% ha votato per rimanerci. Dopo un periodo transitorio, che ha avuto lo scopo di fornire a cittadini e imprese più tempo per adeguarsi al nuovo scenario, il 31 gennaio 2020 a mezzanotte il Regno Unito è uscito ufficialmente dall’Unione Europea.

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