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Perché il Sahara è diventato un deserto?

Quando, come e soprattutto perché il Sahara è diventato un deserto: tutto quello che sappiamo sulle origini di questa particolarissima zona del mondo

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Il Sahara, con i suoi 9 milioni di chilometri quadrati di superficie, è il più esteso deserto caldo esistente sulla Terra. Si trova nell’Africa Settentrionale e attraversa i territori di diversi stati: Marocco, Repubblica Araba Democratica dei Sahrawi, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Sudan e Nigeria.

Una delle caratteristiche principali del Sahara, considerato nell’immaginario comune il deserto per eccellenza, è la forte siccità. Ma come è diventato il Sahara un deserto e perché? Una ricerca pubblicata su ‘Science Advances’ consente di rispondere a queste fondamentali domande sull’origine del deserto caldo più vasto della Terra.

Quando, come e perché il Sahara è diventato un deserto

Secondo quanto emerso nello studio sulle origini del Sahara, il deserto africano non è sempre stato così: in base a quanto scoperto dai ricercatori, infatti, le condizioni del Sahara mutano profondamente a cicli di 20 mila anni, da almeno 240 mila anni.

A questa conclusione, gli studiosi sono giunti prendendo in esame il mare che bagna le coste occidentali dell’Africa Settentrionale e, più nel dettaglio, i suoi sedimenti, che nel corso degli anni hanno raccolto e conservato la polvere trasportata dal vento dal Sahara stesso verso l’Oceano Atlantico.

Il ruolo del torio nell’origine del Sahara

In questi sedimenti è stato trovato anche del torio, una particolare sostanza che si forma in seguito al decadimento dell’uranio radioattivo (un elemento che è presente in modo naturale negli oceani).

L’analisi della quantità di torio ha permesso ai ricercatori di concludere, come già accennato, che il deserto del Sahara diventa più verde e poi torna desertico con un ritmo di circa 20 mila anni. La presenza del torio nei sedimenti risulta, infatti, più concentrata quando il Sahara è più arido e secco e la polvere che arriva in mare è maggiore. Al contrario, la concentrazione di torio è minore quando il deserto del Sahara è più umido e in mare giunge meno polvere.

Origine del Sahara: la causa è nell’inclinazione della Terra

La causa di questa oscillazione, secondo David McGee del Massachusetts Institute of Technology (tra gli autori dello studio), è riconducibile alla variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre, che oscilla tra i 22,5 gradi e i 24,5 gradi in periodi di circa 40 mila anni. Attualmente, l’inclinazione è di 23,27 gradi.

Tale variazione è in grado di influenzare anche l’attività dei monsoni, particolari venti presenti (oltre che in Asia) nella fascia a sud del Sahara (si parla, in questo caso, di “monsone africano occidentale").

Nello specifico, quando la Terra presenta un’inclinazione maggiore, il Sahara riceve più luce solare estiva e l’attività dei monsoni si intensifica. A causa di ciò quest’area risulta più umida e, conseguentemente, anche più verde.

Al contrario, quando il nostro Pianeta è meno inclinato, anche la quantità di luce solare si riduce, così come l’attività monsonica. Ne deriva un clima più secco e l’aspetto desertico che è possibile osservare oggi nella zona del Sahara. Come già sottolineato, a ogni modo, l’inaridimento dell’area sahariana non è irreversibile: le condizioni del Sahara infatti mutano ciclicamente in base alla variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre, che oscilla di circa 2 gradi.

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