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Pasqua a scuola Fonte foto: iStock - trossofoto

Non solo Ramadan, anche Pasqua è un caso: polemiche in 2 scuole

Non solo il Ramadan, anche la Pasqua diventa un caso a scuola in Italia: cosa è successo in due istituti scolastici, tra benedizione pasquale e messa

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Dopo le numerose polemiche sul Ramadan, anche la Pasqua è diventata un “caso” a scuola in Italia. Dalla messa alla quale hanno partecipato gli studenti di un istituto in orario scolastico senza l’ok del preside al no alla benedizione da parte di un dirigente: cosa è successo.

Ramadan e Pasqua a scuola al centro delle polemiche

Per il mondo scolastico, il mese di marzo è stato segnato da numerose polemiche legate alle celebrazioni del Ramadan. Tra i casi più dibattuti c’è stato quello della scuola di Pioltello (Milano), che ha deciso di sospendere le lezioni per l’ultimo giorno della commemorazione islamica, e quello di un istituto di Soresina (Cremona), la cui preside ha chiesto lo stop delle interrogazioni per il Ramadan. Ma a portare scompiglio nella scuola italiana nel mese di marzo è anche la Pasqua. I due casi sotto riportati ne sono un esempio.

La messa di Pasqua delle polemiche ad Altavilla Milicia

La messa delle 10.30 di mercoledì 27 marzo al santuario diocesano Madonna della Milicia in vista della Pasqua è diventata motivo di discordia all’Istituto comprensivo Monsignor Gagliano di Altavilla Milicia (Palermo). Come raccontato da ‘La Repubblica’, le famiglie avevano chiesto al presidente del Consiglio di istituto di deliberare un giorno di pausa dalle lezioni per permettere agli studenti di partecipare alla funzione religiosa. L’ok non è arrivato, ma molti alunni hanno comunque preso parte alle celebrazioni pasquali saltando un giorno di scuola.

“Non sono un despota”, ha detto il preside dell’Istituto Gagliano, Giuseppe Polizzi, che ha spiegato che “il Consiglio d’istituto doveva esprimersi sulla questione e votare, ma non ci sono stati i tempi tecnici per convocarlo”.

“Bisognerebbe anche capire come mai una messa pasquale sia organizzata in orario scolastico – ha continuato il dirigente scolastico -, quando ci sono proprio le vacanze pasquali per consentire a chi lo desidera di partecipare ai precetti”.

A Mercatino Conca il preside dice no alla benedizione della scuola

Il preside dell’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio di Mercatino Conca (Pesaro-Urbino), Flavio Bosio, non ha dato l’autorizzazione al parroco per benedire la scuola in vista della Pasqua in nome della laicità delle istituzioni scolastiche ed è scoppiata la polemica. Lo ha raccontato ‘Il Resto del Carlino’.

“Il nuovo preside non mi ha dato l’autorizzazione per entrare nella scuola di sua competenza per dare la benedizione pasquale – ha spiegato il parroco, don Giorgio –. Il preside ci ha risposto che non potevamo andare a benedire perché non è consentito e perché la scuola è laica – ha aggiunto -. Non intendiamo fare alcun proselitismo: Dio è per tutti e siamo tutti fratelli, la benedizione è un’occasione di aggregazione e accoglienza a cui si può partecipare a prescindere dal proprio credo religioso”.

Il sindaco Elia Rossi ha così avvisato il coordinatore delle Marche di Forza Italia, il deputato Francesco Battistoni, che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “Nonostante gli sforzi fatti dai sindaci per trovare un punto di incontro fra le diverse esigenze – ha commentato Battistoni in una nota -, tale scelta ci lascia basiti, se non addirittura indignati perché si introduce un doppio binario di laicità e di rispetto dei diritti prevedendone maggiori per taluni e minori per altri”.

“Al ministro Valditara – ha proseguito il deputato azzurro – si chiede se ciò che è avvenuto nelle Marche sia in linea con i nostri principi costituzionali, se un corretto dialogo fra studenti e religioni si promuove annullando le nostre tradizioni in favore di altre, e se nella cancellazione di simboli e culture identitarie sta l’effettiva integrazione fra popoli o, se invece, promuovere azioni ideologiche e mortificanti di questo tipo non significhi rinnegare noi stessi e i nostri valori, annullandoli”.