Come ripetere senza annoiarsi Fonte foto: 123RF
Magazine

Come ripetere senza annoiarsi: trucchi e idee

La noia è un pericolo costante quando si studia e ripete: ecco dei consigli utili per evitarla da soli e in gruppo

Luca Incoronato

Luca Incoronato

GIORNALISTA PUBBLICISTA E COPYWRITER

Giornalista pubblicista ed esperto Copywriter, amante della scrittura in tutti i suoi aspetti. Curioso per natura, adoro scoprire cose nuove e sperimentarle in prima persona. Non mi fermo mai alle apparenze, così come alla prima risposta, nel lavoro come nella vita.

Facebook Twitter

Purtroppo per tutti i giovani impegnati in un percorso di studi, al di là del Paese in cui si trovano, studiare non è un’operazione che si conclude con la prima lettura del testo di riferimento. Chiudere il manuale rappresenta la conclusione della prima fase. Una volta completata questa, infatti, occorre concentrarsi sulla comprensione e memorizzazione del contenuto. A meno che non si possa fare affidamento su una memoria fotografica o eidetica da film, la ripetizione è l’unica freccia nella propria faretra.

Non si tratta però del processo più stimolante al mondo, soprattutto quando si ha a che fare con materie poco gradite. Ritrovarsi a ripassare i concetti cardine di Analisi 2 non è il massimo, in effetti. Di seguito spieghiamo in che modo tentare di rendere lo studio meno noioso, entro certi limiti ovviamente.

Perché ripetere è importante

Che si stia studiando per un’interrogazione al liceo o la preparazione di un esame per la laurea, ripetere è un passaggio quasi sempre inevitabile. Ogni studente si ritroverà innumerevoli volte in questa condizione nel corso della sua carriera scolastica.

Al di là della materia, il metodo giusto per ripassare non cambia. Una volta appreso e fatto proprio, comprendendone tutti i dettami cardine, si sarà in grado di applicarlo ogni volta, in automatico, diminuendo anche il tempo necessario.

L’obiettivo è sempre quello di non sprecare le ore trascorse sui libri, facendole fruttare al meglio. Non si mette in dubbio l’impegno dello studente che non ottiene i risultati sperati. Il problema è infatti molto spesso da rintracciare in una tecnica errata, che non garantisce un rendimento adeguato. Vediamo quindi cosa fare per imprimere al meglio le informazioni già studiate e sintetizzate, seguendo il proprio metodo di studio preferito.

Ripetere senza annoiarsi

Il primo passo è quello di dare il via al ripasso con le materie preferite. Un modo per alleggerire lo sforzo, dal momento che l’impatto con le pagine sarà meno traumatico. Una volta messe in movimento le "ruote" della propria mente, sarà più semplice approcciarsi anche a quelle discipline che risultano più ostiche.

Studiare da soli

Svariati i consigli da seguire e applicare per non annoiarsi quando si studia da soli. Importante ragionare a fondo sul luogo scelto. Sarebbe il caso ritrovarsi in un’area confortevole, ma non troppo, con elementi che ci diano la sensazione d’essere in un luogo in grado di metterci a nostro agio, senza però offrire costanti tentazioni. Pensiamo a studiare dinanzi alla propria console. Ci si ritroverà spesso a combattere la tentazione di prendersi una lunga pausa e riprendere quel videogioco interrotto.

Gli elementi cardine sono i seguenti. La stanza scelta dovrebbe avere una buona illuminazione, così da evitare di affaticare lo sguardo. I neon tendono a distrarre, quindi meglio optare per una luce calda, che non costringa quindi a stringere le palpebre per alleviare il fastidio. Attenzione anche alla temperatura. Troppo caldo potrebbe infastidire d’estate o spingere verso la sonnolenza in inverno. L’eccessivo freddo, invece, potrebbe essere fastidioso d’estate e decisamente insopportabile d’inverno.

Da valutare anche lo spazio a disposizione, in relazione soprattutto al materiale utilizzato. Creare montagne di appunti e libri, districandosi tra i vari fogli con grande difficoltà, non è affatto utile. Mantenere l’ordine è cruciale e per ottenerlo si ha bisogno di uno spazio adeguato. Se la propria abitazione non offre tali soluzioni, o semplicemente presenta rumori e distrazioni costanti, individuare la giusta biblioteca potrebbe fare al proprio caso.

Ogni studente è avvantaggiato dalla giusta organizzazione del lavoro. Ciò vuol dire stabilire degli obiettivi realistici, al fine di non sentirsi oberati dallo studio o attanagliati dall’ansia nel caso in cui ci si ritrovi ben distanti dal traguardo fissato. Organizzarsi adeguatamente si traduce in uno studio meno stressante e noioso. Si avrà minore necessità di distrazioni e pause se, in previsione di un compito in classe, si decide di studiare 1 ora al giorno per tre giorni, invece di tre o quattro ore, in preda all’ansia, il giorno precedente.

Se essere comodi è utile, perché nessuno dovrebbe studiare con la schiena ricurva in uno spazio ristretto e limitante, essere fin troppo a proprio agio può aprire le porte a distrazioni o, peggio, sonno. Per questo non si dovrebbe mai stare sdraiati mentre si studia. È molto utile, inoltre, diversificare gli argomenti sui quali concentrarsi. In questo modo si riuscirà a stimolare costantemente il cervello. Anche in questo caso occorre organizzazione. Si procede a suddividere la propria giornata di studio, concedendo 30-45 minuti a ogni singola materia. Per riuscirci, però, è importante non accumulare arretrati, che costringano a lunghe sessioni noiose e stressanti, nelle quali si è impegnati sempre sugli stessi argomenti.

È innegabile, inoltre, come vi siano sezioni della giornata in cui siamo più propensi a distrarci. Importante, quindi, scegliere con attenzione quando impegnarsi nello studio. Una possibilità consentita soprattutto agli studenti universitari, a patto che non abbiano l’obbligo di presenza in aula. Chiaro come i liceali debbano necessariamente fare i conti con lo studio pomeridiano, trascorrendo le mattine in aula. Occorre ascoltare il proprio corpo, soddisfacendo le sue necessità. Dormire abbastanza è cruciale, così da non dover partire sempre con una stanchezza fisica e mentale accumulata. Occorre studiare quando si è più vigili e svegli.

In questo modo sarà molto meno faticoso concludere il programma che ci si è prefissati. Si sconsiglia caldamente lo studio immediatamente dopo aver pranzato. Il corpo sarà sazio e necessiterà di un po’ di riposo. Tanto vale assecondarlo per un po’, facendo attenzione a non mangiare troppo (appesantirsi non concilia un sonno leggero e ristoratore), per poi svegliarsi e dare il via allo studio con maggior forza, a pomeriggio inoltrato. Importante abituare il corpo, ma soprattutto la mente, a concentrarsi nella stessa fascia oraria. La mente, col tempo, si preparerà a tale sforzo. Ci si annoierà di meno nel fronteggiare tale compito, una volta divenuta routine.

Studiare, annoiandosi, vuol dire fare i conti con un cervello che pretende costanti pause. Vogliamo fare altro e non restare chinati sui libri ancora e ancora. Chi vorrebbe farlo per ore, senza sosta. La soluzione è quella di prendere il controllo delle pause, programmandole. Concedersi 10 minuti ogni ora di studio è benefico. Aiuta a non rendere l’attività monotona, ma soprattutto consente al corpo di riattivarsi. Prendersi una pausa non vuol dire, infatti, restarsene seduti a scrollare la home di Instagram o TikTok sul proprio smartphone. Occorre alzarsi, fare magari un po’ di stretching, concedersi una merenda, una breve passeggiata o anche un momento di spensieratezza in balcone o alla finestra, accumulando aria fresca. Per la merenda, magari già pronta, sono da preferire cibi ricchi di fibre e proteine, così da sentirsi sazi e colmi d’energia.

La programmazione è tutto, come mostrato in più punti. Ciò vuol dire avere dei mini traguardi da raggiungere. Importante premiarsi, una volta aggiunta una spunta al calendario realizzato. Qualcosa che possa dare una spinta al cervello. Ognuno ha il suo premio ideale, quindi non scenderemo nei dettagli. Qualcosa di cui godere magari non nell’immediato. Una ricompensa per il duro lavoro, che possa inoltre aiutare a non trasformare la propria settimana tipo in un circolo vizioso composto da scuola e studio domestico. Sul lungo periodo, infatti, questa dinamica è insostenibile.

Studiare in gruppo

Il solo concetto di studiare in gruppo è meno noioso dell’essere da soli, costretti a rinunciare alla propria vita sociale, in nome di un certo numero di pagine da studiare o ripetere. La soluzione non è però così semplice e automatica. Non basta circondarsi di altri studenti per non annoiarsi o restare indietro con il programma fissato. La prima cosa da fare è scegliere con attenzione le persone con le quali condividere questo momento, stando alla larga da persone poco motivate o eccessivamente insicure. Il rischio è quello di ritrovarsi costantemente distratti o nel ruolo di "prof" della sessione, dando indicazioni e consigli.

Il giusto gruppo, invece, avrà il merito di tenere tutti motivati. La mente sarà sollevata dal fatto di ritrovarsi impegnati in un evento sociale, alleggerendo il peso dello studio. Le pause saranno brevi ma più divertenti, perché in comunità. I programmi sono in sincrono e i punti di forza di ognuno sono al servizio del gruppo. Gli ostacoli risulteranno, così, di minore impatto e più facili da superare. Di tanto in tanto, poi, si potrà porre una domanda e ricevere una rapida risposta, invece di "impazzire", da soli, sognando di gettare tutto al vento quando un tema non risulta affatto chiaro. Attenzione, però, alla trappola rappresentata dall’eccesiva socializzazione. Ci sarà tempo per quello.

Con un gruppo si potrà inoltre mettere alla prova la propria preparazione, così da giungere all’esame o all’interrogazione con minore ansia. Si potranno inscenare anche dei test, esponendo un dato argomento come dinanzi a un professore. Così facendo, si avranno dei giudizi non solo sul livello di studio ma anche sulle capacità espositive. Sapere su cosa occorre lavorare per migliorarsi è molto importante. A volte una seconda prospettiva può fare tutta la differenza del mondo. Non solo si sarà meno annoiati, ci si ritroverà a rafforzare dei rapporti d’amicizia, pur restando in casa a studiare, e ci si ritroverà meno stress sulle spalle. Sostenere i propri test sarà molto più facile d’ora in poi.