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Perché le tastiere hanno le lettere disposte in quel modo?

Le tastiere dei computer presentano una particolare disposizione dei tasti, definita QWERTY, la cui nascita è legata a due esigenze particolari

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Il computer, già da diversi anni, è diventato un oggetto di uso quotidiano per tantissime persone. Forse ancora oggi, però, non tutti sanno esattamente perché la grande maggioranza delle tastiere ha quella particolare disposizione delle lettere definita “QWERTY“.

Osservando la tastiera del proprio computer, è impossibile non notare la collocazione apparentemente casuale dei tasti con le lettere dell’alfabeto. C’è, però, una ragione ben precisa per la quale le lettere delle tastiere della maggior parte dei computer (ma non di tutti) sono disposte in quel modo e non, per esempio, in ordine alfabetico. Di seguito, spiegheremo più nel dettaglio perché le tastiere hanno le lettere disposte in quel modo.

L’origine delle tastiere “QWERTY"

Come abbiamo già accennato, la maggioranza dei computer esistenti al mondo presenta sulla tastiera una collocazione dei tasti di tipo QWERTY. Questo schema prende il nome dai primi 6 caratteri alfabetici che appaiono sulla prima riga dedicata alle lettere sulla tastiera del computer. Utilizzato anche per le macchine da scrivere, fu brevettato nel 1864 dallo statunitense Christopher Sholes. Nel 1873 lo stesso Sholes vendette la sua invenzione alla Remington and Sons.

Nello schema QWERTY le coppie di lettere maggiormente utilizzate durante la scrittura sono appositamente separate. Questo accorgimento, in passato, serviva a evitare che i martelletti delle macchine da scrivere potessero storcersi e incastrarsi, costringendo così chi scriveva a doverli sbloccare manualmente, rischiando di macchiare il documento.

Un altro motivo per il quale fu deciso di adottare questo particolare schema è legato al tentativo di dividere i tasti tra le due mani della persona scrivente, in modo tale che mentre una mano si posiziona, l’altra colpisca il tasto collegato alla lettera che si intende scrivere. Ciò ebbe il merito di accelerare la scrittura rispetto ai metodi utilizzati in precedenza, sebbene questo particolare sistema non si rivelò l’ideale per velocizzare la dattiloscrittura. Per questo motivo fu elaborato un nuovo schema per la disposizione delle lettere sulla tastiera, che fu presentato nel 1932 ma che, poi, non riuscì a “mandare in soffitta" il sistema QWERTY, ormai consolidato tra dattilografi e aziende produttrici di macchine da scrivere.

La particolarità dei tasti F e J

Utilizzando la tastiera QWERTY del vostro computer non potrete fare a meno di notare il trattino posto in rilievo sulle lettere F e J. Ma a cosa servono quei trattini? Tale accorgimento fu studiato per rendere questi due precisi tasti percepibili al tatto: in questo modo, grazie a quelle preziose barrette orizzontali, è possibile identificare al tatto la posizione dei due tasti e di tutte le altre lettere, raggiungibili mnemonicamente ponendo gli indici sui tasti F e J e le altre dita sugli altri tasti, come la normale posizione per dattilografare.

La tastiera QWERTY e le sue varianti

Nel mondo, per lingue differenti dall’inglese, sono state introdotte alcune varianti al consolidato schema QWERTY. In Germania, per esempio, le lettere Z e Y sono scambiate (nella lingua tedesca la Z è molto più comune e appare spesso nella combinazione TZ). Per questo motivo le tastiere dei computer tedeschi sono chiamate QWERTZ.

Particolare è il sistema adottato in Italia: qui le tastiere dei computer utilizzano oggi lo schema QWERTY, mentre le macchine da scrivere hanno mantenuto lo schema QZERTY, con la Z scambiata con la W e la M situata a destra della L.

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