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Giuseppe Valditara Fonte foto: ANSA

Valditara e i dinosauri: cosa non va più studiato a scuola

Giuseppe Valditara ha detto che a scuola non vanno più studiati i dinosauri: le parole del ministro dell'Istruzione a Direzione Nord a Milano

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Cosa c’entrano i dinosauri con Valditara? Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha fatto delle dichiarazioni in merito ai programmi di insegnamento nelle scuole, dicendo la sua sullo studio degli animali della preistoria. Ecco cosa ha detto Valditara e cosa, a suo avviso, non andrebbe più studiato a scuola.

Valditara contro l’insegnamento dei dinosauri nelle scuole

Il sistema scolastico italiano prevede l’insegnamento di “troppa roba”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara intervistato nel corso della 22esima edizione della rassegna Direzione Nord, nella sede di Assolombarda a Milano.

Ad esempio “in terza elementare si va a spiegare tutte le varie specie di dinosauri – ha proseguito il ministro -. Addirittura c’era un animale vissuto 40 milioni di anni fa che i bambini dovevano studiare, vissuto in Messico ed estinto da milioni di anni, non mi ricordo come si chiamasse, un felino. Ma a che serve?”.

Ha poi spiegato che “invece non conosciamo le esperienze più importanti del nostro passato, che ci hanno dato i grandi valori dell’Occidente“, si legge su TgCom24. Per questo sarebbe necessario “semplificare un poco, non nel nome del semplicismo, ma nel nome del far prevalere la qualità sulla quantità”, ha aggiunto Valditara.

Le parole di Valditara sul web ed i cellulari a scuola a Direzione Nord

Durante l’intervista, il responsabile dell’Istruzione ha anche parlato di internet e di smartphone. Secondo Valditara il web “è un grande oceano dove alla fine ci si perde” e perciò bisogna “ritornare all’importanza del libro, della scrittura“.

Positivo invece il giudizio del ministro sul tablet, che ha definito “importante”. Questo non vale per gli smartphone, contro i quali Valditara ha dichiarato guerra fin dal suo insediamento. “Il cellulare – ha detto durante l’evento Direzione Nord – crea danni nel bambino piccolo, anche a livello psicologico. Crea anche una dipendenza psichica”. Come sottolineato, “non concepisco una didattica fatta sul cellulare che ha effetti molto negativi sul bambino, sulla sua concentrazione e creatività”, precisando che “ci sono tanti studi su questo”.

La posizione del ministro sul rapporto tra scuola e lavoro

Infine, durante l’intervista il ministro dell’Istruzione e del Merito ha parlato anche della relazione tra scuola e lavoro. “La scuola – ha detto – deve dare una formazione culturale per essere cittadini indipendenti” ma “deve anche assicurare una prospettiva di inserimento lavorativo, altrimenti il rischio è che uno arrivi poi a disperdersi”, ha affermato Giuseppe Valditara.

“Per questo – ha concluso il ministro – insisto sul lavoro e sull’importanza del collegamento con il mondo del lavoro e dell’impresa”. Ecco “perché ho voluto tanto fortemente il 4+2, che consente a chi si diploma agli istituti professionali in 4 anni di iscriversi direttamente agli Its”, ovvero gli istituti tecnici superiori, le scuole di specializzazione post-diploma della durata di 2 anni.

Valditara vuole cambiare i programmi scolastici?

Le dichiarazioni di Giuseppe Valditara sull’insegnamento dei dinosauri nelle scuole italiane arriva all’indomani della notizia dell’istituzione di una commissione per la revisione delle Indicazioni nazionali, ovvero le linee guida dei vari ordinamenti scolastici italiani.

Le modifiche a quelli che una volta venivano chiamati ‘programmi scolastici’ possono riguardare tutte le materie di studio di ogni ordine e grado di istruzione, anche se più frequentemente si concentrano in discipline come Storia e Geografia, con lo scopo di rimodellarne le finalità.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito, con decreto in fase di registrazione, ha nominato una commissione di studio “composta da esperti di comprovata qualificazione scientifica e professionale con il compito di elaborare e formulare proposte volte alla revisione delle Indicazioni e delle linee guida relative al primo e al secondo ciclo di istruzione”, come indicato da Valditara.

La notizia è stata accolta dalle polemiche della Flc Cgil, che ha parlato di “atteggiamento proprietario” che “il Governo esercita sul sistema d’Istruzione. Ricordiamo al ministro – hanno detto dal sindacato – che la scuola non è ‘roba sua’, ma è di tutte e tutti”.

Gli esponenti della Cgil vorrebbero “capire quali siano l’urgenza e le motivazioni per la revisione delle linee guida” ma soprattutto “su quali indicazioni si debba muovere la commissione e quali siano le finalità nel lavoro di revisione dei ‘programmi'”.

“Non possiamo che sottolineare il mancato coinvolgimento di insegnanti e dirigenti, di chi cioè ogni giorno, proprio sulla base delle linee guida e delle indicazioni, esercita l’azione educativa concretamente”. Questo, hanno concluso dal sindacato, “la dice lunga sulla considerazione che il Governo ha degli insegnanti italiani”.